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05 dicembre 2022

LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA




Avevano entrambi scommesso  sulle debolezze dell’Occidente,sulla fragilità delle democrazie liberali e sull’efficienza delle (loro)autocrazie. E lo avevano fatto soprattutto dopo che l'Occidente e gli USA avevano abbandonato l'Afghanistan,lasciando nelle mani dei talebani quel popolo che,venuto a contatto con la cultura e la tolleranza occidentale,aveva acquisito livelli di democrazia ed istruzione,anche femminili,straordinari per il mondo islamico.Cina e Russia avevano scommesso per dimostrare al mondo l’inferiorità strutturale delle società aperte.Ed invece quello che pensavano essere debole e decadente,ovvero l’Occidente ispirato ai valori delle democrazie liberali("L'ideale liberale é diventato obsoleto",aveva detto Vladimir Putin in una intervista al "Financial Time")ha dimostrato di essere forte,resistente,reattivo.E l’autocrazia incarnata dai modelli di Cina e Russia che loro pensavano efficiente e vincente,ha mostrato tutta la sua fragilità e debolezza.Due elefanti dai piedi di argilla,insomma.Putin immaginava di poter inghiottire l’Ucraina in 3/4 giorni facendo leva su quei rammolliti dell’Occidente.Xi Jinping,a sua volta,sperava che l’occidente potesse uscire umiliato dal calvario ucraino,che la Nato potesse uscire fiaccata dal conflitto in Europa e che l'appropriazione di Taiwan era ormai cosa fatta.Ed invece oggi lo scenario é del tutto diverso.L’occidente ha resistito a Putin,mentre l’esercito russo è sfinito dopo 10 mesi di guerra.La Nato è rinvigorita e l'economia russa è disastrata.E la Cina si trova in una condizione economica difficile da gestire,alle prese,poi,con rivolte popolari partite dall'insopportabilità per la gestione repressiva ed opprimente della pandemia,dietro la quale,però,c'è anche una richiesta di democrazia e libertà.

Si può anzi dire che questa guerra ha rinsaldato i legami tra USA ed Europa che continuano a fornire armi e addestramento ai resistenti ucraini,grazie ai quali(oltre che all'incredibile orgoglio ed eroismo di quel popolo)si può dire che la guerra iniziata da Mosca il 24 febbraio è sostanzialmente fallita.Sul terreno,il Cremlino non solo non è riuscito ad annientare lo Stato ucraino,ma ha anzi perso più del 50% del terreno inizialmente conquistato.

Sul versante diplomatico,poi,Mosca è sempre più isolata.Persino quello che sembrava il più grande alleato della Russia,il leader cinese Xi Jinping,ne ha preso le distanze quando ha definito inaccettabili le minacce di ricorso alle armi nucleari,evocate da Putin.Xi Jinping si è accorto evidentemente di quel che stava accadendo e ha cominciato a moderare i toni nei confronti dell’Occidente.Anche perché l’autocrate tecnologico di Pechino si è ritrovato con una sorpresa parecchio sgradita in casa.Le manifestazioni di questi giorni in numerose città della Cina erano del tutto inattese,inimmaginabili fino a poco tempo fa.Proteste contro la politica oppressiva e insostenibile dello "Zero-Covid",dietro le quali,però,c'è anche un diffuso sentimento di ribellione contro l’impossibilità di espressione di pensiero e parola,tipico di ogni regime comunista.Naturalmente,come sempre capita in qualsiasi regime comunista,le proteste saranno presto represse con la forza ma,anche in questo caso,i movimenti sociali sottolineano l’incapacità dell’autocrazia di correggersi e ammettere gli errori di una politica fallimentare di contrasto alla pandemia.

Putin ha peccato di tracotanza,immaginando che l’occidente si sarebbe diviso nel decidere se sostenere o no l'Ucraina,pensando di far gioco sulla necessità di approvvigionamento energetico degli europei.Ed è invece i Paesi europei si sono trovati più uniti tra loro e con gli USA.E lo stesso peccato di arroganza lo ha commesso il regime cinese scegliendo,nella gestione della pandemia,la strada pericolosa dell'autarchia scientifica,riducendo il tutto ad una scelta ideologica:rifiutarsi di acquistare dall’occidente i vaccini con tecnologia mRna,più efficaci contro il Covid rispetto ai vaccini prodotti dalla Cina (Sinovac e Sinopharm).Salvo poi dover ricorrere,appunto nuovamente a lockdown totali e generalizzati.

Russia e Cina,insomma,hanno dunque immaginato che le loro autocrazie avessero la forza di far esplodere le contraddizioni dell’occidente.Ma quello che i fatti hanno dimostrato è che un anno dopo,sia sulla pandemia sia sulla guerra,sono le società aperte ad aver mostrato quello che né Putin né Xi Jinping potranno mai ammettere:le autocrazie non sono un modello più efficace delle democrazie liberali e che anzi quando commettono errori grossi(come sul Covid)hanno loro bisogno dell'Occidente per tirarsi fuori dai guai.

La crisi ucraina e le rivolte popolari cinesi fanno dunque sperare in un cambiamento geopolitico dello scenario mondiale.Questo certo non significa che ci sarà senz'altro un mondo di pace e di prosperità garantita.Le repressioni sono continue.Le sfide alle società libere restano enormi.L’egemonia di Europa e Usa non sarà più quella di prima.Molti Paesi emergenti,dall’India all’Indonesia alla Turchia,vogliono avere una voce più forte in un ordine internazionale non più unipolare.L’anno 2022,però,ha cambiato il paradigma e ha mostrato che le autocrazie sono inefficienti.E più deboli delle democrazie.


26 agosto 2022

SE TI CHIAMI MARIO DRAGHI




La notizia del "Financial Time" é di quelle che suscitano preoccupazioni e che,al tempo stesso,danno da riflettere.L'autorevole quotidiano economico-finanziario inglese ha infatti riportato che i grandi operatori finanziari internazionali nel debito pubblico italiano avrebbero l'intenzione,visto lo scenario politico italiano che si prospetta per il dopo 25 settembre(data delle elezioni politiche in Italia)di vendere circa 200 miliardi  di titoli di stato italiani.E questo in considerazione dell'elevato livello del debito pubblico italiano.E' chiaramente una operazione di speculazione finanziaria,ma é altrettanto chiaramente basata sulla scarsa considerazione che i mercati internazionali hanno nei confronti della coalizione di centrodestra a trazione sovranpopulista che tutti i sondaggi danno vincente.

Tali inquietanti notizie sull’ondata di sfiducia dei grandi investitori(ma anche delle numerose istituzioni europee e mondiali)nel debito pubblico italiano a seguito dell’uscita di scena del governo Draghi,mostrano l’importanza della reputazione e della credibilità di un leader nel determinare il valore di un’impresa o di uno Stato.La stima per Mario Draghi come Presidente del Consiglio rappresentava una straordinaria ricchezza per un’Italia fortemente indebitata.La semplice notizia di possibili vendite di titoli di stato italiani é conseguente proprio alla fine del mandato di Draghi e dà un’idea di quanto la credibilità di una persona possa influenzare la credibilità di un paese.Al tempo stesso mostra la scarsa(per non dire nulla)fiducia dei mercati nei possibili successori(cioè Meloni e Salvini)dei quali temono l’avventatezza delle scelte,la spavalderia nel trovare sempre nuove ragioni per aumentare il debito,il disancoraggio dall’Europa,e la loro vicinanza a personaggi autoritari e antidemocratici come Orban e Putin.

Certo,chi opera nei mercati finanziari lo fa con un grado di grande spregiudicatezza,perché ha come obiettivo la pura speculazione e la possibilità di lucrare guadagni molto cospicui.Ed é proprio in questo modo che sembrerebbero indirizzarsi quei fondi di investimento nel debito pubblico italiano che,ritenendo probabile,in conseguenza del risultato delle elezioni,una riduzione del valore dei titoli rappresentativi del nostro debito(con conseguente aumento del tasso di interesse,il famoso "spread")vendono titoli di cui non sono in possesso  scommettendo in una caduta del loro prezzo per lucrare sulla differenza tra il prezzo di vendita attuale e il nuovo prezzo a cui riacquisteranno i titoli.(In soldoni il ragionamento é:"Se vendo a 100 un titolo che non ho,contando sul fatto che il prezzo nel frattempo scenderà,poniamo a 90 guadagno 10 senza impiegare soldi miei).Si chiama "speculazione" ed é pane quotidiano per gli operatori di Borsa,che sperano sempre di guadagnarci,anche nei casi di difficoltà del debitore e con metodi molto discutibili sul piano etico.

Risulta allora evidente come la reputazione,la credibilità e l'affidabilità di un governo e di chi lo presiede,serve a togliere spazio a qualsiasi forma di speculazione.Demolisce le aspettative di chi spera che scelte politiche impopolari e di riforme scomode possano suscitare malcontento e mestare nel torbido del malcontento.Invece chi,come Mario Draghi,ha autorevolezza e credibilità internazionale,non cavalca la demagogia di una maggiore spesa o di scostamenti di bilancio ulteriormente devastanti per il debito pubblico.Né pensa di poter fare a meno dell'Europa mostrando oltretutto ambiguità nella politica estera proprio in un momento come questo in cui é in corso la guerra all'Ucraina.Al contrario proprio politiche come queste hanno connotato il sovranismo e il populismo di casa nostra con i roboanti proclami di Meloni e Salvini.

Ancora adesso,pur nell'attuale condizione di Premier dimissionario,Draghi sta cercando di calmierare i mercati internazionali mandando messaggi rassicuranti e facendo capire proprio a chi lo ha sfiduciato che solo una politica di riforme e una crescita sostenibile del reddito e dell’occupazione,con minori diseguaglianze e senza eccessivo ricorso al debito.Ma senza dei leder competenti e credibili sullo scenario internazionale capaci di governare un Paese senza vuoti e demagogici proclami,ogni politica monetaria é destinata a fallire.Perché quella credibilità di cui l'Italia ha potuto fregiarsi con Mario Draghi non é certo rintracciabile in gente come Salvini e Meloni che tutto possono avere tranne,di certo,il senso dello Stato.

21 luglio 2022

NONOSTANTE "LORO"




Certo,adesso abbassano i toni e si nascondono tutti,difronte all'immane tragedia e all'autentica pulizia etnica che che il sanguinario premier russo Vladimir Putin ha scatenato contro il popolo ucraino.Ma é indubbio che l'inquilino del Cremlino abbia in ogni Stato europeo movimenti e leader politici a lui ''amici'' che hanno lavorato ai fianchi l'Ue cercando di smontarla,rallentarla,decomporla in nome delle loro logiche populiste e sovraniste,venate da un profondo disprezzo per l'Occidente e le democrazie liberali(lo stesso sentimento,del resto,espresso da Putin,in quella ormai famosa intervista al "Financial Time" di qualche anno fa).Ma il Covid prima e la guerra adesso hanno dimostrato che la prospettiva comunitaria,secondo la concezione dei Padri fondatori Schuman,Monnet,De Gasperi e Adenauer,è quanto mai fondamentale per la crescita e il benessere degli stati che ne fanno parte e che quello che i sovranisti(ma anche movimenti di estrema sinistra)ritenevano un politico illuminato,in realtà è il peggiore tiranno del millennio e un disastro per il mondo e anche per il suo stesso popolo.

L'Europa c'è,nonostante tutto e nonostante "loro".L'Europa c'è, nonostante Matteo Salvini,Giorgia Meloni,Marine Le Pen e tutti quei politici del Vecchio Continente c.d. ''sovranisti'',che da anni raschiano il fondo del barile della più becera demagogia,alla ricerca di voti,dicendo di fare gli interessi dei loro Paesi.Senza capire che l'unica prospettiva di un reale sviluppo,soprattutto in una contingenza bellico-sanitaria come questa,ed in un mondo sempre più connesso e globale,é proprio quella di un'Europa unita e solidale.Sovranisti,populisti e demagoghi di infimo livello.E' questa gente che,da almeno 10 anni,tiene bloccati i Paesi dove operano,li frenano nel loro sviluppo,intossicando il clima sociale,incattivendo la popolazione,scatenando i poveri contro i più poveri,gridando contro l'immigrato,professando chiusure di frontiere e blocchi navali,chiedendo Brexit lì,Italexit qui,sfogando la loro rabbia scomposta contro il neoliberismo e l'Europa,dimenticando la provenienza dei fondi del PNRR.

Salvini,Meloni,Berlusconi ,sono stati(anche se ora non hanno il coraggio di ripeterlo ad alta voce)tutti ''amici'' ed estimatori,estasiati ammiratori di Putin,di uno che oggi si rivela essere solo un bestiale e feroce dittatore.Uno che in un colpo solo è riuscito a mettere in pericolo il mondo,a portarlo sull'orlo di una guerra globale,a massacrare un popolo con un'invasione folle che si sta rivelando un boomerang pazzesco anche per la Russia.Eppure era proprio questo il modello ideale di Salvini che,mentre criticava l'Europa,diceva che il dittatore russo è "uno dei migliori uomini politici della nostra epoca".O Berlusconi che definiva Putin "una persona rispettosa degli altri ed è un uomo profondamente liberale e democratico".O la Meloni,per la quale "Putin difende i valori cristiani".



Come in Italia e in Francia,anche nel resto d'Europa di amici ne ha tanti Putin.In Germania,ad esempio,i neonazisti(già,proprio quel neonazismo che Putin é andato a sradicare in Ucraina)di "A.F.D." o in Austria il movimento di estrema destra del Partito della libertà(FPO)senza dimenticare movimenti di sinistra estrema,quelli che vivono nel passato anti-atlantista e contro la Nato come Podemos in Spagna al centro di diverse inchieste per i loro rapporti con la Russia.Una bella compagnia di gente che negli anni ha provato a picconare il sogno di un'Europa unita,di un mercato comune e di una politica comune,baluardo della democrazia e dei diritti.Certamente l'Europa ha tanti limiti e difetti.Ma comunque una Europa come quella che è oggi,è comunque una delle cose più straordinarie che siano mai accadute nella storia dell'uomo,il territorio più libero,democratico,sviluppato,ricco che questo pianeta abbia mai visto,e lo è malgrado e nonostante Salvini,Meloni,Le Pen,Orban e compagnia urlante.

Loro,i sovranisti e populisti,ci si son messi di buzzo buono a distruggere,anno dopo anno,questo sogno ma ancora non riescono a farcela,e,si rassegnassero pure,non ce la faranno mai.Perché una Europa unita DEVE per forza esserci.Solo con un'Europa unita c'è speranza di futuro.Così,se durante la pandemia i sovranisti hanno coltivato posizioni ambigue,remando contro per grette pulsioni elettoralistiche(mascherine si,no,nì,green pass si,no,nì,vaccino no,nì,forse)ora con la guerra scatenata,si trovano nel grande imbarazzo di dover scaricare il loro amico Putin,"il miglior politico della nostra epoca",che ha distrutto tutto il loro "lavoro".Già.Perché,paradossalmente,con la sua opera criminale Putin ha compattato l'Europa e l'Occidente come non mai e ora l'Europa c'è e negli anni a venire crescerà ancor di più.La domanda di entrare a far parte dell'Europa proposta dall'Ucraina é infatti già stata accettata dalla UE.In questo momento l'Ucraina merita di entrare rapidissimamente in un'Europa,perché essa sta difendendo con il proprio sangue quei valori che sono gli stessi sui quali si fondano l'Europa e l'Occidente.Valori che sono il rispetto della dignità umana,della libertà,della democrazia,dell'uguaglianza,dello Stato di diritto,del rispetto dei diritti umani,della tolleranza e della non discriminazione.Tutta roba che Putin e la sua banda di amici sovranisti e populisti europei nemmeno sanno cosa sia. 

27 marzo 2022

L'ORA DELLA SCELTA




Di questa aggressione della Russia all'Ucraina,è singolare la narrazione che ne fanno certi intellettuali italiani(sia di sinistra che di destra)tutti radunati sotto le bandiere del "neneismo"(né con Putin,né con la Nato).Per carità;son tutti neopacifisti e non interventisti ma alla fine son tutti  espressione di un unico,comune sentimento antioccidentale nutrito in entrambi gli schieramenti ideologici.C’è infatti,una oggettiva convergenza tra il "partito" dell'intellettualità di sinistra dei Canfora,Montanari e De Cesare e quello di destra dei Cardini,Veneziani e Borgonovo.Entrambi accusano l’Occidente di avventurismo per il sostegno alla causa ucraina:l'Italia starebbe dando troppo generoso appoggio all'Ucraina,nonostante che essa sia destinata ad una sicura e(per loro)auspicata sconfitta,stante la superiorità dell'esercito russo.I "neneisti" di destra e sinistra guardano alla mattanza ucraina come a una vendetta della storia contro la tracotanza occidentale,confermando,così,i loro pregiudizi sulla inevitabile decadenza dell’ordine politico liberal-democratico(proprio quello che diceva Putin nella famosa intervista al "Financial Times,quando definì "l'idea liberale obsoleta,che ha esaurito il suo scopo").Così,accomunati dall’odio per l’Europa e la democrazia,tutti questi maitre a penser nostrani,freschi reduci dalle battaglie di libertà no vax e no green pass,si battono ora per una riduzione in schiavitù degli ucraini.Se vince Putin,perdono Draghi,Macron e von der Leyen e tanto a loro basta.

E' folta la schiera di questa intellettualità,fatta di "pacifisti ad oltranza e a prescindere".Sono quelli della serie:"Meglio non dar armi all'Ucraina se non si vuole aumentare la carneficina".Sono quelli che"è meglio che gli ucraini si arrendano perchè i russi sono molto più forti".Così,seguendo la loro narrazione,anche il popolo inglese avrebbe dovuto arrendersi ad Hitler quando i bombardamenti nazisti radevano al suolo le città britanniche,come Coventry,ad esempio(nella foto sotto il primo ministro inglese Churcill tra le rovine della cattedrale di Coventry,dopo un bombardamento della Luftwaffe)



Sono quegli intellettuali che dai comodi divani dei salotti radical chic pontificano:"sono affari dei superstiti di Kiev e dei disperati di Mariupol".Eh,già.Mariupol,la città martire dell'Ucraina,rasa al suolo dalla ferocia beluina dei mille bombardamenti russi che non hanno risparmiato neanche i neonati.Mariupol,la Guernica del XXI Secolo.Lì si sta consumando una nuova Holodomor.Holodomor in ucraino significa "infliggere la morte mediante la fame".E con una Holodomor fu consumato il genocidio che Stalin fece di 6 milioni di ucraini,negli anni 1932/1933.Gli ucraini subirono quella orrenda pena,perché accusati di opporsi al sistema della collettivizzazione.Le risorse agricole furono requisite e la popolazione affamata.Un quarto della popolazione rurale,uomini,donne e bambini,sterminata per fame.I cadaveri giacevano per strada senza che i parenti,anch'essi ormai in fin di vita,avessero la forza di seppellirli.La carestia determinò,insieme all'annientamento dei contadini,lo sterminio delle élites culturali,religiose e intellettuali ucraine,tutte categorie considerate "nemiche del socialismo”.


“The Year 1933”(sopra),fu il primo quadro sull'Holodomor,fatto dal pittore ucraino Viktor Tsymbal.La madre affamata in abiti ucraini porta il figlio ucciso dalla malnutrizione,mentre corre tra le nuvole verso il Cielo

90 anni dopo l'orrore si ripete.Si ripete nella metropolitana di Mariupol,dove donne,anziani e bambini si sono rifugiati per salvarsi dalle bombe,ma dove ore sono al freddo,senza cibo e acqua,e senza possiblità di essere soccorsi dalle Organizzazioni umanitarie internazionali,avendo i russi negato l'accesso a quei luoghi.Ma questo cosa importa ai tanti pacifisti e "neneisti" di casa nostra?Ad esempio cosa importa allo storico Luciano Canfora,un ex bolscevico in sonno,per il quale "Putin ha ridato dignità alla Russia,contro potenze prevaricatrici come l'Ucraina".Per lui la Storia non può farsi distrarre dal bombardamento all'ospedale pediatrico di Mariupol,dove sono morti bambini e partorienti.E non si può stare a sentire le "interviste ai passanti"(che poi sarebbero i profughi che fuggono dalle bombe)che secondo il professore non dicono niente della responsabilità della guerra,che,ovviamente è dell'Ucraina.

E poi c'è lei.C'è la filosofa Donatella Di Cesare,quella che quando la vedi,con quella puzzetta al naso sembra che dica:"io sono la più brava di tutti" e che elabora una incredibile negazione della realtà:"L’attacco alla centrale era un bluff,il bombardamento all’ospedale pediatrico non è mai avvenuto,la strage di civili al mercato non era a Mariupol,bensì a Donetsk,e il missile era ucraino,il massacro dei trecento civili nei sotterranei del teatro a Mariupol era una frottola.

E com'è "preoccupato" per il popolo ucraino  il fisico Carlo Rovelli:"l’unico risultato del fornire armi all’Ucraina sarà quello di far soffrire di più gli ucraini,provocando più morti sia tra loro che tra i russi(...).Evidentemente è Rovelli che decide cos'é meglio o cos'è peggio per gli ucraini.Come se gli ucraini non fossero capaci e liberi di scegliere se combattere o no per la libertà della propria Terra,e se per fare questo chiedono armi all'Occidente.E a Rovelli bisognerebbe forse ricordare quello che scriveve Gandhi,il padre della non-violenza:"Supponiamo che un uomo,preso da una follia omicida,cominci a girare con una spada in mano uccidendo chiunque gli si pari dinnanzi,e che nessuno abbia il coraggio di catturarlo vivo.Chiunque uccida il pazzo otterrà la gratitudine della comunità e sarà considerato un uomo caritatevole".

Non dissimili sono le posizioni che su questa guerra hanno gli intellettuali della destra populista.Lo storico Franco Cardini,ad esempio,attacca gli Stati Uniti sostenendo che:"questa è una storia iniziata nel 1994 quando la Nato e gli Stati Uniti hanno attaccato la Bosnia(...)non ci sono bambini che si stringono ai loro peluche o vecchiette che attraversano la strada soltanto a Kiev".Certo,in quell'occasione,a differenza di oggi,intervenne la Nato.Però lo storico dovrebbe ricordare le violenze delle milizie serbo-bosniache che occuparono i territori della Bosnia e dell'Erzegovina fino ad assediarne la capitale, Sarajevo.E dovrebbe anche ricordare il massacro di Srebrenica del luglio 1995,che determinò l'intervento Nato.Assieme a Cardini c'è anche l'ineffabile Francesco Borgonovo,che,accantonate per un pò le sue campagne no vax ha cominciato la sua personale guerra agli USA:"è a loro che conviene questa guerra e ci stanno guadagnando" .

Dall'intellettualità di destra e sinistra si vorrebbe,dunque,che l'Ucraina non riceva armi,il che equivarrebbe alla resa degli ucraini.Ma questo non si può chiedere a nessun paese o popolo che sia invaso da un altro più grande e più forte.Si chiederebbe,così,un atto di sottomissione al più forte che annienterebbe ogni volontà di indipendenza e di esistenza autonoma,un abbandono della dignità di un popolo alla prepotenza.E poi la Storia è colma di sanguinose resistenze che hanno salvato l’umanità,fino alle vicende del Novecento(si pensi alla Resistenza al nazismo in Italia e in tante altre parti d'Europa).La Storia non insegna che chi è più debole si arrenda a chi è più forte.Forse i russi non resistettero eroicamente all'invasione nazista del 1941?Allo stesso modo gli ucraini resistono perchè avvertono che c'è un motivo per farlo,un motivo che coinvolge un popolo tutto.Si dice:"ma tanto la Russia comunque vince".Anzitutto la Russia non ha ancora vinto proprio per l'eroica resistenza del popolo uceraino.Ma poi,che significa ”vincere”?Forse Putin riuscirà ad occupare l’Ucraina,ma la "vittoria" segnerà pure l’irrimediabile declino della Russia che ha vinto.Tutti gli indicatori dicono che si è alla vigilia del suo possibile fallimento economico.La Russia,che ha contribuito a fare la storia d’Europa,con la sua grande cultura,con la sua letteratura,oggi con Putin cerca di riaffermare vecchie idee di panslavismo zarista o di imperialismo dei soviet comunisti.

Ma intanto in questo dibattito che infervora i "né né" non si guarda più alla realtà e svanisce la "pietas"(che nel senso virgiliano del termine significa "comprensione delle sofferenze altrui")per le vittime e gli aggrediti.Perché di questo banalmente si tratta.Scegliere la parte dove stare.Non un "né né",ma un kierkegaardiano "aut aut":o di qua o di là.O con gli aggressori o con gli aggrediti.Perchè è questo il punto:il sangue del popolo ucraino sta scorrendo anche per noi,per i valori fondanti le nostre democrazie e le nostre libertà,alle quali guardano quei popoli che sono ancora sotto il tallone di qualche dittatore.E in questo "aut aut" le alternative alle vere liberaldemocrazie sono solo ed esclusivamente le oligarchie plutocratiche finanziare,tirannidi islamiste o schiavimentifici post-comunisti,come appunto quello di Putin.Forse,allora,non è tanto Putin da temere quanto piuttosto,il neneismo che c'è in giro. 

22 luglio 2020

NON E' QUESTA L'EUROPA





L'Italia,negli ultimi anni,si trova a fronteggiare la sua più grave crisi economica di sempre.Fabbriche che chiudono,licenziamenti,aumento della disoccupazione,e un rating e un outlook dello Stato pesantemente negativi.E' poi sopraggiunta la pandemia del Coronavirus  e la crisi è divenuta devastante.Produzione industriale praticamente azzerata,attività commerciali chiuse,filiera del turismo gravemente colpita,con tanti esercizi che chissà se e quando riapriranno.I provvedimenti del governo giallorosso,Pd-5Stelle,per fronteggiare la crisi sono stati davvero poca roba.Sovvenzioni e cassa integrazione che faticano ad arrivare a industrie,operai e famiglie,con provvedimenti che comunque hanno una portata limitata e temporanea,inadeguati alla profondità della crisi.Difronte a questa situazione,aggravata dalla pandemia,era dunque giusto,oltreché necessario,che l'Italia si rivolgesse all'Europa,a quell'Europa come pensata da uno dei suoi più grandi "Padri",Altiero Spinelli che riportò questo suo sogno nel "Manifesto di Ventotene".Un'Europa solidale e unita,in grado di elaborare progetti e politiche comuni,in favore di tutti gli Stati membri,specialmente in momenti,come questo,quando il pericolo è così grande.Eppure anche in un momento così grave,in cui l'Italia,tra i Paesi più colpiti dalla pandemia,chiede aiuto all'Europa,ci sono stati alcuni Paesi(Olanda,Austria,Danimarca e Svezia)che si sono opposti a fornire aiuti economici all'Italia.Sono Paesi legati al solo concetto del rigore dei conti in ordine,ma contrari ad ogni politica di "comunitarizzazione" del debito in Europa e perciò contrari a finanziare le spese che l'Italia deve affrontare,o,quanto meno,subordinandoli a forti restrizioni."Frugali" li chiamano questi 4 Paesi.Li battezzò così il Financial Times quando i premier dei 4 Paesi in un documento comune,spiegavano il loro concetto di sostenibilità del debito dei Paesi e la necessità di porre in essere politiche più restrittive nei confronti di quegli Stati,come l'Italia,con alto livello di indebitamento.Ma se quest'è,allora qualche osservazione va fatta sul "rigore" di quei 4 Stati.Già,perché quelle Nazioni sembrano badare egoisticamente solo ai loro interessi nazionali e non tanto a quelli dell’Unione europea di cui si considerano i veri “rigoristi”.Pronti a controllare e bacchettare chi non ha i conti pubblici in ordine,si sono,per così dire "distratti",quando si doveva verificare le centinaia di miliardi "sporchi" che hanno riempito gli attivi delle loro banche.Nella lista di frodi miliardarie compilata dalla Commissione di Bruxelles,i 4 “frugali” compaiono spesso.La banca olandese Rabobank,per esempio,pagò 369 milioni di dollari agli Usa dopo essersi dichiarata colpevole di riciclaggio di denaro sporco dal Messico.Svezia e Danimarca,dal canto loro,si sono trovate coinvolte attraverso le banche Swedbank e Danske Bank in uno dei più grandi scandali di riciclaggio internazionale di danaro sporco.E nelle stesse indagini è stata coinvolta anche la banca austriaca Raiffeisen.Evidentemente,sotto questi aspetti non sono proprio "virtuosi" questi 4 Paesi.Certo,va detto che quelle Nazioni hanno i propri conti pubblici in ordine,al contrario dell'Italia che ha fatto gravare sul debito pubblico tanti anni di politiche assistenziali.L'Austria,ad esempio,ha il proprio debito pubblico al 79% del pil,contro il 135% dell'Italia prima del Covid.Ma questo non giustifica quel senso di superiorità che emerge ogni volta che si deve discutere di conti nell’Ue.E' comodo insistere sulla sostenibilità del bilancio comunitario quando poi l'Europa concede loro significativi sconti  nel versamento all'Europa delle singole quote da parte dei singoli Stati.E quando la Gran Bretagna è uscita dalla UE,la redistribuzione delle quote per la compensazione di Londra è stata minima da parte dei Paesi frugali.E c’è poi il grande tema della concorrenza fiscale,il cosiddetto "dumping".L’Olanda,cioè,non tassa royalties e dividendi generati da imprese straniere operanti sul suo territorio.Solo il 4% del volume d’affari è tassato ai fini fiscali:in questo modo,l'Olanda erode introiti fiscali agli altri Stati membri circa 11,2 miliardi di euro.Altro che il pensionato italiano che campa sul contribuente olandese.In questo modo l'Olanda impoverisce proprio i partner europei ai quali vorrebbe poi imporre lezioni di vita.Tanto per dare dei numeri:secondo dati del quotidiano economico "Il Sole 24ore",l’Italia riusciva prima del Covid-19 ad attrarre investimenti esteri pari al 19% del Pil,l’Olanda il 535%(e tra questi c'è anche l'italianissima Fiat,a dire il vero).Com’è possibile per un Paese di soli 7 milioni di abitanti ?Forse perchè,come ha spiegato l'istituto di ricerca,"Tax Justice Network",l’Olanda è al quarto posto tra i Paesi definiti come "paradisi fiscali" per le multinazionali.In questi giorni i Capi di Stato europei si sono incontrati(e scontrati)a Bruxelles per decidere sugli aiuti da conferire ai singoli Stati per le conseguenze economiche causate dall'epidemia.Si è discusso,trattato e litigato per 4 giorni e più.Alla fine,arrivati al penultimo momento,un compromesso più o meno dignitoso si è trovato.Con tante addizioni e sottrazioni.Tutto un aggiungere o levare quattrini.Preferibilmente sotto banco.Con buona pace di Altiero Spinelli e di quel suo sogno lanciato oltre la siepe del mare di Ventotene,la maratona di questi giorni ha dimostrato che quello che lega i governi d'Europa è solo la vecchia partita doppia.Dare e avere.È per questo che è davvero triste vedere il teatrino con cui l'Europa ha mostrato la sua attuale,vera immagine:un'Europa del mercanteggiare e delle convenienze e degli egoismi nazionali,anche difronte al grande dramma della pandemia.Alla fine della fiera,finito i balletto delle cifre,resta il messaggio politico.Che non è quello del sogno di Altiero Spinelli,Ernesto Rossi e Luigi Einaudi e del "Manifesto di Ventotene". 

04 giugno 2020

QUELLO CHE POTREBBE SUCCEDERE


Se solo qualche mese fa qualcuno ci avesse detto che nel giro di 30 giorni in Italia sarebbe stata sospesa la libertà di movimento,arrestato chi fosse in giro senza permesso,l’esercito in strada,tracciato gli spostamenti delle persone e i loro contatti sociali attraverso telefoni cellulari,sospeso elezioni e referendum,chiuso scuole e università,bar e ristoranti,evocato un “uomo solo che comandi”,ecco,se qualcuno ci avesse detto tutto questo,avremmo pensato che quel tizio legge troppi libri fantascientifici e distopici.Del tipo "1984"di George Orwell, o "Il Mondo Nuovo" di Aldous Huxley.Oppure si poteva pensare ad un colpo di Stato.Non è avvenuto alcun colpo di Stato,ma pure va detto che le misure straordinarie adottate dal governo italiano per combattere il Covid-19,c’entrano poco o nulla con una democrazia liberale.Più nulla che poco.Assomigliano,molto,invece,alle misure di un dittatore o di governi autoritari quando prendono il potere.Come Orban in Ungheria,il quale,proprio col pretesto della lotta al coronavirus,si è fatto attribuire dal Parlamento poteri eccezionali,rinnovabili senza limite,potrà governare per decreto,chiudere il Parlamento e far arrestare chi oserà muovere critiche alla gestione dell'emergenza sanitaria o ad altre decisioni.Potrebbe obiettarsi che anche in uno Stato democratico l’emergenza può ammettere deroghe.Se,si potrebbe dire,l’alternativa è veder morire decine di migliaia di persone,ben vengano la quarantena forzata,i militari per strada,la fine di ogni privacy,e tutte le app "Immuni" che immuni ci rendano davvero:primum vivere deinde philosophari,dicevano i romani.Giusto,ma non del tutto:perché questa fase non è una parentesi momentanea,dopo la quale tutto tornerà come prima.Quella del Covid-19,invece,sarà ricordata nei libri di storia,come la più grande pandemia globale,insieme all'influenza spagnola del 1918-20 che fece 50 milioni di morti in tutto il mondo.Si spera che presto il Covid-19 sia sconfitto.Ma intanto già adesso è successo "qualcosa",per cui dobbiamo farci delle domande.Per esempio:ce la faremo a a riprenderci la vita di "prima"?A tornare per strada,senza che un Presidente del Consiglio,in una diretta tv nel cuore della notte,ci dica che domani mattina non si potrà uscire di casa fino a che non lo dirà lui?Potremo evitare  di farci tracciare da una App,per il "bene" nostro e della collettività?Potremo vedere il Parlamento discutere su una legge,senza che ci siano provvedimenti adottati da una sola persona,come ha fatto il presidente del consiglio italiano?E chiedere allo Stato di mollare il controllo sull’economia?Sono domande obbligate,queste,rispondendo alle quali si potrà forse capire che  cosa sta succedendo in Italia.In questi mesi abbiamo accettato di mettere in gioco gli stessi canoni della democrazia liberale,cedendo pezzi dei nostri diritti civili e individuali,in cambio della nostra salute.Ma adesso non c'è in ballo solo la nostra salute,ma anche la sopravvivenza stessa del concetto di democrazia liberale in cui siamo nati ed in cui abbiamo maturato la consapevolezza dei nostri diritti.Ed è' proprio la natura della democrazia liberale occidentale che oggi è sotto attacco da molte parti.Da parte di autocrati come Putin,ad esempio,che sul "Financial Times",ha definito la democrazia liberale come “obsoleta”.O da parte dei populisti,che contrastano la specificità dell'individuo e i suoi diritti,perché in contrasto con la loro nozione di popolo,nazione e collettività,ai quali l'individuo  dovrebbe assoggettarsi,per trovare "riconoscimento".Il pensiero liberale,invece,è altro e molto di più:libertà individuali e pluralismo;presunzione di innocenza,riservatezza delle comunicazioni,tutela delle minoranze e della diversità,ed anche cessione di quote di sovranità nazionale,come antidoto al nazionalismo che nel XX Secolo ha portato così immensi orrori.Ecco,questo è il più pericoloso attacco ai principi della democrazia liberale:il tentativo,in nome della tutela della salute,di controllo dell'individuo,tracciando la sua vita personale e politica,attraverso app,trojan e "captatori informatici" su computer,smartphone e smart tv.Come ha osservato il filosofo israeliano Yuval Noah Harari:"anche quando le infezioni da Covid-19 saranno a zero,qualche governo "affamato" di dati potrebbe sostenere di dover mantenere in vigore un sistema di sorveglianza perché si teme una seconda ondata di contagi o perché c’è un nuovo ceppo di ebola o per mille altri perché,imponendo di fatto un sistema di monitoraggio continuo su un'intera popolazione."Una cosa,secondo Harari,che può costituire la base per un regime totalitario estremo”.Il rapporto tra sicurezza e libertà,privacy e sorveglianza,globalizzazione e democrazia era già tra le questioni più scottanti nel mondo di "prima",il mondo prima del Covid-19;questioni sulle quali,però,troppo poco abbiamo ragionato,dando per scontati i nostri diritti e le nostre libertà.Ma adesso che il coronavirus ci ha costretto ad un'altra vita,ad una vita "limitata",dobbiamo riconsiderare idee e (presunte)certezze:la libertà non è un bene "definitivo",acquisito una volta per tutte.Essa va invece ri-conquistata ogni giorno,ogni volta,con cuore e passione.E' perciò che bisogna ricordare le parole del grande poeta americano Walt Withman,definito il "poeta della libertà":

"Coraggio,fratello o sorella mia!Va avanti!La Libertà deve essere servita,qualunque cosa accada!Non vale nulla chi si lascia abbattere da uno,due o molti fallimenti,o dall'indifferenza o dall'ingratidufine del popolo,o dallo spettacolo degli orrori del potere! 

13 febbraio 2012

DOWNGRADE DI DEMOCRAZIA

Ci siamo distratti.Siamo rimasti a guardare quella nave reclinata su se stessa davanti all'isola del Giglio.Siamo rimasti ad aspettare che si ritornasse a "normalità" dopo i tanti scioperi di tassisti,autotrasportatori,benzinai,farmacisti,notai,avvocati che ancora si oppongono ai tentativi di liberalizzazione di questo Paese.C'eravamo fermati a parlare di spread,agenzie di rating e firewall.E così abbiamo trascurato la questione più grande,la questione delle questioni.Non abbiamo visto che in questo momento l'Europa è in un "default",in una mancanza di democrazia.No.Non "sospensione" di democrazia.Non rischio di diminuzione di democrazia.Ma già e proprio in default di democrazia.Perchè la crisi economico-finanziaria mondiale ha portato ad una crisi della Democrazia nella sua essenza specifica.
E' stata la Grecia innanzitutto e soprattutto a subire il declassaento della propria democrazia,perchè proprio la Grecia è stata di fatto "commissariata" dai mercati internazionali e dalla Germania in primo luogo.Il "Financial Times" ha infatti riportato un documento "raccappriciante" per una Democrazia.In qul documento viene detto che la Grecia "deve" accettare,"forme di cessione di sovranità su tasse e decisioni di finanza pubblica ad un commissario europeo per il budget, senza di che non ci sarà l'erogazione di altre tranche del prestito comunitario”.Ed ancora:"Il commissario deve avere potere di veto sulle decisioni del Parlamento se esse non saranno in linea con gli obiettivi fissati dai creditori.Un Commissario.Un Commissario inviato dall'Europa.Una specie di Podestà durante il regime fascista.
Quello del "Financial" è un documento storico.Per la prima volta si chiede a una democrazia di cedere diritti scaturiti dalle elezioni.Certo, la Grecia se l'è cercata. Decenni di finanza allegra, clientelismi e evasione fiscale e infine la falsificazione del bilancio statale.Ma da qui a giungere ad una sostanziale soppressione della democrazia ce ne corre."Cessione di sovranità" imposta non da una dittatura ma da un paese, la Germania, che dalla propria storia pur avrebbe dovuto imparare qualcosa.Ma il documento rivelato dal "Finanancial Time" riguarda in qualche modo anche l'Italia.Non siamo la Grecia,certo,ma ci troviamo ad essere amministrati da un governo che non ha mai avuto nessun mandato popolare per farlo.Ci ritroviamo un governo "imposto" dal Presidente della Repubblica e  dalla Germania e che a questa è costretto ad obbedire.
Per questi fatti,su questi fatti sulla stampa italiana si è parlato di democrazia "semplificata” o "sospesa".Democrazia semplificata,democrazia sospesa,declassamento di democrazia.Pensatela come volete.Ma chi avrebbe potuto immaginare che la Grecia,il Paese dove secoli fa è nata la prima forma di governo democratico nella storia occidentale e che già allora si basava sul sul semplice principio della sovranità al popolo dovesse essere "commissariata" e la sovranità popolare di fatto  essere soppressa?
Un editorialista del "Corriere della Sera" appena qualche mese fa,nell'agosto 2011,scriveva un articolo nel quale paventava il rischio per l'Italia dell'avvento di un “Podestà" forestiero con sedi sparse tra Bruxelles, Francoforte, Berlino, Londra e New York”.E ciò perchè "In Italia c'è scarsa dignità, downgrading politico, tempo perduto, crescita penalizzata”. Quell'articolo era firmato Mario Monti.