Clem
23 maggio 2026
ALTIERO SPINELLI, "ULISSE" D'EUROPA
19 maggio 2026
MARCO PANNELLA, L'IRRIDUCIBILE
Eppure,a 10 anni dalla morte di Marco Pannella,aggettivi e definizioni non sembrano riuscire a circoscrivere e trattenere una delle figure più dirompenti e inafferrabili della storia politica italiana.Perchè Pannella fu tante cose insieme.Leader di partito fuori dagli schemi,in primis,capace di rivoluzionare il modo di comunicare e fare politica in un'Italia ancora legata a schemi paludati e a mille ipocrisie in uno Stato dove tanta parte aveva la presenza della Chiesa cattolica e del potere spirituale."Il ragionevole sregolamento di tutti i sensi",sintetizzò lui stesso,citando Arthur Rimbaud,quando fu chiamato a definire la sua attività alla guida del Partito Radicale.Nel mezzo del periodo contrassegnato dalle "ideologie forti",Pannella ebbe un'intuizione geniale:portare la politica fuori dalle fabbriche e dai congressi per farla entrare nelle case e nei letti delle persone. Da qui, le battaglie in difesa dei diritti individuali e civili:il quid di una carriera politica lunga sessant'anni.
Nel dicembre 1955, dopo un'esperienza nella Gioventù Liberale e nell'Unione Goliardica Italiana,fondò il Partito Radicale insieme a Mario Pannunzio,direttore de "Il Mondo".Ma è dal '63, quando Pannella prese il timone del partito,che la storica sede di Torre Argentina cominciò a cambiare pelle:da circolo di eredi del laicismo a incrocio affollato di culture politiche diverse. Pacifisti,femministe,gay e ambientalisti.Nel fermento di fine anni '60,un Pannella liberale e anticomunista cominciò a rompere gli steccati ideologici e non solo.
Con la Lega italiana per il divorzio (Lid) portò la politica fuori dal partito per parlare anche a quei segmenti più conservatori della società.E alla fine anche quegli italiani più moderati, sensibili alle indicazioni di Chiesa e DC,gli diedero ragione. La vittoria del NO al referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio nel 1974 fu una scommessa vinta da Pannella.Che inaugurò così la stagione delle consultazioni referendarie.In 40 anni chiese 117 referendum,raccogliendo più di 60 milioni di firme:dallo stop al finanziamento pubblico dei partiti fino al nucleare.Sfide che si intrecciano a un'altra battaglia di avanguardia,quella sull'aborto che diventò legge nel 1978 anche se non nel modo che i radicali avrebbero voluto.Si impegno praticamente in tutte le battaglie civili combattute nel nostro paese:da quelle per il divorzio e l'aborto degli anni '60 e '70,fino a quelle più recenti per la depenalizzazione delle droghe, contro l'accanimento terapeutico, per il diritto all'eutanasia, e in difesa dei diritti dei carcerati.
Ma non sono solo le istanze che portò avanti per tutta la vita a dare la cifra di ciò che è stato Pannella.È anche la ricerca incessante di nuove forme di lotta politica,nel segno della disobbedienza civile e della nonviolenza.Ben presto il leader cominciò a mettere in atto gli scioperi della fame e della sete,cioè strumenti usati contro il proprio corpo e la propria salute,ma utilizzati per tutelare gli altri e "dare" agli altri quel tanto che Marco aveva dentro di sè.Strumenti usati per attirare l'attenzione politica e mediatica sui temi più diversi:le carceri sovraffollate,la fame nel mondo,il pluralismo nella tv pubblica.
"Un laico che dà corpo alle proprie idee",si autodefinì una volta in una Tribuna Politica.Un leader che fece del suo "essere materia" uno strumento di battaglia,al pari della sua arte oratoria,un'altra risorsa che utilizzò come arma,spingendola al limite.È sua la trovata dell'ostruzionismo parlamentare:discorsi chilometrici,anche di sette o otto ore,protratti fino a notte fonda per ostacolare l'approvazione delle leggi.E poi le strategie comunicative estreme che "bucavano" l'oscuramento dei mezzi di comunicazione di massa sulle battaglie radicali:l'apparizione con un vestito da fantasma in diretta tv per il referendum sulla caccia nel '97 e lo spinello fumato in pubblico nel 1975(che gli valse un arresto)per promuovere la depenalizzazione.Tanto per citare solo due momenti che raccontano il protagonismo di un leader irrequieto e che a volte lo portarono ad interrompere sodalizi politici fondamentali, come quello con la compagna di battaglie Emma Bonino.
Pannella contribuì certo alla personalizzazione dei partiti politici. Ma fece dell'ascolto e del dialogo con mondi diversi la cifra di una carriera senza confini.Passò dalla contiguità con gli attivisti degli anni '70 all'alleanza con Silvio Berlusconi nel '94.Fu in grado di attirare le simpatie di cantanti pop come Vasco Rossi e Francesco De Gregori,e intellettuali raffinati come Leonardo Sciascia,Alberto Arbasino,Marco Bellocchio,Bruno Zevi e Massimo Teodori e di mescolare,nella vita come nella politica, l'alto e il basso.Senza occupare un posto predefinito nel panorama politico, ma restando sempre fermo nelle sue idee.
Marco Pannella fu figura primeggiante nel panorama politico, istituzionale e antropologico italiano.Era alto e per lui quasi si potrebbero usare le parole che Dante usa per descrivere Manfredi di Svevia nel Purgatorio:"Biondo era e bello e di gentile aspetto",con quella sua voce tonante e quei toni appassionati e coinvolgenti.E quel suo corpo lui lo sottopose a notevoli patimenti per i suoi lunghi digiuni ghandiani,dal risvolto eccezionalmente emozionale,specie nel paese dei pasti abbondanti e consolatori.Bevve la propria urina in tv durante un clamoroso digiuno della sete in favore dei carcerati, contro le condizioni in cui sono le carceri.La madre era franco-svizzera,un pò calvinista,e anche lui parlava un francese perfetto,elegante,che lasciava a bocca aperta al Parlamento europeo di cui fu membro per molte legislature.Era figlio di quel Sud,che è sempre stata patria di retorica e di demagogia:nacque a Teramo,dove è pure sepolto,una piccola cittadina verso il mare Adriatico. In un paese in cui le riforme sono una chimera e i diritti un lusso, Pannella diede impulso alla battaglia infine vincente per il divorzio e per l’aborto,proprio in quegli anni Settanta di conformismo imperante.Perchè per lui promuovere un referendum era un altro modo per fare leggi e condizionare il potere.
Candidò nelle liste radicali Enzo Tortora che era stato incarcerato con grande strepito dai massmedia e dalla magistratura di Napoli e che fu assolto dopo una drammatica vicenda di carcere e vessazioni e ordinaria malagiustizia italiana.Poco dopo l’assoluzione Enzo Tortora morì di cancro accusando i suoi persecutori in toga,che nel frattempo avevano avuto anche gratificazioni professionali,ma il suo nome rimane come condanna perenne per la malagiustizia italiana.Si batté contro la fame nel mondo,con una lunga campagna internazionale,contro la pena di morte,per la legalizzazione dell’uso della cannabis indiana.Insomma,come si dice,ne fece di tutti i colori.Fu un liberale,un democratico e un laico anticlericale di accesa passione,un attivista inarrivabile e irriducibile,e dire che non fece mai un giorno di vacanza nella sua vita,anzi era famoso per "appropriarsi" del mese di agosto,zona sacra di vacanza per gli italiani,per far parlare di sé e delle sue battaglie in tutti i media.
Pannella non ha niente a che vedere ai politici chiassosi,rumorosi e spesso banali,dei nostri giorni.Il suo dogma era:si può governare anche dall’opposizione,difendendo le istituzioni e lo stato di diritto.La sua cultura era liberale di vecchio stampo,con il "nuovo" sangue democratico-radicale che scorreva nelle sue vene.Fu sempre un liberista convinto in economia, un nemico del debito pubblico italiano,un critico dello stato assistenziale.E forse fu proprio Leonardo Sciascia a dare di Pannella la definizione migliore:"È il solo uomo politico italiano che costantemente dimostri di avere il senso del diritto,della legge e della giustizia".Così,in modo preciso ed essenziale,il “Maestro di Regalpetra” descrisse Marco Pannella.
Non ci sarà mai più uno come Pannella.Egli è un "unicum" della politica italiana,nè lascia "eredi".Come patrimonio culturale e ideale lascia solo il suo esempio:quello del “dire”,della parola che sa come e dove colpire;e quello del “fare”,il gesto,in prima persona:che puoi non condividere,ma non puoi non ammirare,per la concreta, paziente,quotidiana coerenza che dimostra.
A dimostrare questa sua "unicità" basti pensare alla vista lunga che ebbe quando scrisse quel Manifesto contro lo sterminio per fame nel mondo poi sottoscritto da centinaia di premi Nobel, un documento politico unico nel suo genere, dove già si prefigurava, più di 40 anni fa,quello che accade oggi,e già allora si offrivano soluzioni e proposte operative concrete.E si pensi a quel "Per il diritto alla vita,per la vita al diritto" e "Dove c’è strage di diritto c’è strage di persone,di popoli"».
Le sue liste non superarono mai il 4%,salvo una volta alle Europee(8%). Ma il peso delle sue idee fu enorme e se ancora oggi ne parliamo e lo ricordiamo è proprio per questa "enormità" del suo pensiero,per quel suo modo insieme brusco e rispettoso di fare politica senza doppi fini.E fu così che convinse gli italiani che forse non era adatto a governare ma era una specie di santo,un profeta di cui non si poteva e non si doveva fare a meno.Morì qualche giorno dopo aver scritto una lettera piena di amore al Papa di allora,Francesco,che lo ricambiava telefonandogli e facendo sapere ufficialmente di considerarlo una grande personalità.Pannella,10 anni dopo,continua a vivere nella coscienza della gente per la popolarità delle sue battaglie e delle sue vedute.Spiace che i Presidenti della Repubblica,ma anche i vertici delle istituzioni non abbiano rivolto nel corso degli anni un pensiero grato e riverente,a Marco Pannella.Spiace davvero.Ma in fondo è nell’ordine delle cose.Lo stesso Pannella diceva:"Da vivo mi trattano come fossi morto.Da morto mi tratteranno come fossi vivo".Sbagliava.Da morto cercano di farcene smarrire la memoria.Non ci riusciranno.Non potranno mai riuscirci percè è impossibile dimenticare Marco Pannella.
11 maggio 2026
ZANARDI SI DIVENTA
“L’incidente mi ha dato modo di fare cose che forse in un’altra vita non avrei mai avuto l’occasione di provare”.La vita come opportunità,questa la sua filosofia.E c
on questo spirito Zanardi affrontò la sua seconda vita, lanciandosi in una carriera straordinaria nell’handbike,trasformandosi rapidamente in uno degli atleti di riferimento a livello mondiale.
rasportato d’urgenza al policlinico di Siena,fu sottoposto a un complesso intervento neurochirurgico.Le sue condizioni apparvero subito critiche.Nei giorni successivi venne operato altre tre volte,ma da quella tigre che era ce la fece anche quella volta.
01 maggio 2026
MAGGIO, IL TEMPO DI MARIA
Anche per la Chiesa e per la Fede cattolica il mese di Maggio rappresenta una unicità e una specificità tutt'affatto diversa.Fin dal Medioevo,quando si diffonde la preghiera del Rosario,e poi dalla tradizione nata nel Collegio romano dei Gesuiti per contrastare l’immoralità diffusa tra gli studenti fino alla devozione di San Filippo Neri e al magistero dei Papi,al mese di Maggio è legata la storia di una delle tradizioni popolari più amate e diffuse della religione cattolica e cioè la devozione a Maria.Della devozione mariana del mese di maggio come "mese di Maria" ne parla anche Marcel Proust nel primo libro della "Recherce",quello intitolato "Dalla parte di Swann".
Quella di dedicare un intero mese al culto e alla venerazione di Maria Vergine è una devozione popolare antica e molto sentita dai fedeli;il mese di maggio è infatti dedicato tradizionalmente alla Madonna con vari momenti di preghiera,con processioni e pellegrinaggi nei Santuari ed infine la recita del Rosario.Ma perché proprio maggio è il mese mariano per eccellenza ?Molti i motivi.Anzitutto nell’antichità greca e romana il mese di maggio era dedicato alle dee pagane collegate alla fertilità e alla primavera (rispettivamente Artemide e Flora).Questo,combinato con altri rituali europei che commemoravano la nuova stagione primaverile, ha portato molte culture occidentali a considerare maggio un mese dedicato alla vita e alla maternità.A maggio poi in molti Paesi ricorre in questo mese la festa della mamma che è una ricorrenza civile,non religiosa e che forse negli ultimi anni è diventata festività ancor più commerciale.In Italia cade la seconda domenica di maggio come in gran parte degli Stati europei,e così pure negli Stati Uniti,in Giappone,in Australia e in numerosi altri Paesi,mentre in Spagna cade la prima domenica di maggio.
Maggio come mese dedicato all'adorazione di Maria Vergine,dunque.Nel Medioevo,e più precisamente nel XIII secolo,Re Alfonso X detto il Saggio,re di Castiglia e Leon,celebrava Maria in alcuni suoi scritti come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica Signora,Luce dei santi e dei cieli».Sempre nel Medioevo c'è anche la nascita del Rosario,il cui nome si lega al richiamo ai fiori.A Maria,infatti,è legato indissolubilmente il Santo Rosario."O Rosario benedetto di Maria,catena dolce che ci rannodi a Dio" è la celebre frase di Bartolo Longo tratta dalla Supplica alla Madonna di Pompei che si celebra due volte l'anno,l'8 di maggio,e la prima domenica di ottobre.Il Rosario è legato alla figura di San Domenico di Guzman(Caleruega,1170–Bologna,6 agosto 1221)considerato il fondatore della devozione al Santo Rosario come strumento di predicazione e conversione.Si narra che la Vergine apparve a Domenico a Tolosa,consegnandogli il Rosario per combattere l'eresia.
La devozione a Maria è dovuta in gran parte anche ai Gesuiti,nel XVIII secolo.Ai tempi della Chiesa delle origini ci sono prove dell’esistenza di una grande festa in onore della Beata Vergine Maria che veniva celebrata il 15 maggio di ogni anno, ma solo nel XVIII secolo l'intero mese di maggio è stato dedicato alla Vergine Maria.In particolare,la devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma,dove la Compagnia di Gesù,per contrastare l’immoralità diffusa tra gli studenti dell'epoca,fece voto di dedicare il mese di maggio a Maria.Da Roma la pratica si diffuse ad altri collegi gesuiti, e da lì a poco a ogni chiesa cattolica di rito latino.Anche Papa Pio VII, per esortare tutti i cristiani alla pratica di questa devozione concesse(.....)a tutti i fedeli del mondo cattolico di onorare in pubblico o in privato la Beata Vergine con qualche omaggio speciale o preghiere devote».
Risale poi alla tenerezza di San Filippo Neri,universalmente noto come il "santo della gioia" o il "giullare di Dio",per il suo carattere aperto,dolce e gioviale,l’usanza di circondare di fiori le icone mariane.San Filippo Neri è stato un'importante figura della Controriforma,celebre a Roma per il suo spirito allegro,la carità verso i poveri e l'attenzione e la cura per i giovani.Fu fondatore dell'Oratorio,cioè quello spazio educativo,didattico e ricreativo rivolto al recupero della gioventù,ascoltando ed aiutando i ragazzi per tenerli lontano dai pericoli della strada e le difficoltà del tempo.Filippo utilizzava il suo approccio empatico e gioioso per educare,un approccio spesso sintetizzato nella frase a lui attribuita "state buoni se potete".
Fu un altro gesuita italiano,Annibale Dionisi,che contribuì a consolidare la pratica di dedicare l'intero mese di maggio alla Madonna.Dionisi era un religioso di estrazione nobile,con una vita contrassegnata dalla pazienza, dalla povertà, dalla dolcezza. Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei. Tra le novità del testo l’invito a vivere,a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani,nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine».Lo schema da seguire era molto semplice:preghiera(preferibilmente il Rosario)davanti all’immagine della Vergine,meditazione sui Misteri,fioretto e giaculatoria,cioè quello che ancora oggi si fa.
Nel 1945 Pio XII avvalorò l’idea di maggio come mese mariano.Ma l’invito a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di maggio viene da lontano,soprattutto come cemento di rapporti familiari e umani.Così,infatti scrieva in una sua Enciclica Pio XII:"(....)Invano si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile,se la società domestica,principio e fondamento dell’umano consorzio,non sarà ricondotta alle norme dell’Evangelo. Per ottenere un compito così arduo(.....)la recita del Santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace».
Anche Paolo VI incoraggiò questa devozione nata dal popolo. Nell’enciclica "Mense Maio" del 1965,Paolo VI indicò il mese di maggio come «il mese in cui,nei templi e fra le pareti domestiche,più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione».
Questa fede e questa devozione profondamente radicata nella coscienza popolare è dunque una realtà viva nella Chiesa e della Chiesa. Il culto mariano ha caratterizzato il cammino dei cristiani nei secoli non solo nella liturgia,ma anche attraverso molteplici espressioni devozionali e la stessa Chiesa riconosce l’importanza di tali pratiche per la vita del popolo cristiano.
Queste devozioni sgorgano dalla fede del popolo di Dio verso Cristo e la Vergine Maria,ritenuta non solo Madre del Signore ma anche Madre di tutti i cristiani.I fedeli comprendono e vivono il legame vitale che unisce il Figlio alla Madre,allo stesso modo con cui intuiscono che sua Madre è anche loro madre.La sentono come il fiore più bello della creazione,la rosa apparsa nella pienezza del tempo,quando Dio,mandando il suo unico Figlio,ha donato al mondo una nuova primavera.
Ma perchè nei credenti è così sviluppata la fede in Maria che così fortemente li spinge alla Sua devozione in questo mese?Quali sono le motivazioni per cui il popolo orienta la sua devozione particolarmente verso la Madre di Dio? Qual è il segreto profondo della devozione popolare?
Anzitutto Maria è per il popolo una presenza protettrice, viva e forte,esemplare e misericordiosa.Il popolo ha di Maria un "sensus fidei" essenziale, un intuito immediato del cuore:sente e conosce immediatamente, senza l'aiuto della ragione o della riflessione, che Maria veglia sulla Chiesa come una madre sui figli.Maria è sentita come Madre premurosa e sensibile alle umane necessità;e i fedeli l'avvertono come una persona pronta a rispondere ai bisogni concreti,attenta ad ascoltare le preghiere a Lei rivolte, disponibile al dialogo.Il mistero di Maria, la donna che parla di sé a chi si rende capace di ascolto, viene compreso dal cuore del popolo per conoscenza immediata.
Il popolo vede in Maria un'Essere di umana immediatezza e l'avverte come particolarmente attenta agli umani bisogni.Nella Sua figura,come un Vangelo senza troppa esegesi,il popolo avverte uno stile,un comportamento interamente umano, quello proprio degli umili, dei semplici, di chi giorno dopo giorno fatica a penetrare e decifrare il volere di Dio.
Il popolo avverte in Maria soprattutto alcune caratteristiche.Anzitutto Maria è vista come Madre potente e misericordiosa.Dio volle che il Salvatore fosse un germoglio della nostra razza,uscisse dalla nostra umanità per mezzo di Maria,la Madre Vergine.Ed è perciò Lei ad aver reso grandi anche noi, trasformato il volto della nostra umanità nel volto di suo Figlio che, per lei,è diventato nostro fratello.Madre di Dio,Maria è anche la nostra madre, per cui è colta come colei che manifesta in un cuore umano la potenza dell'amore infinito di Dio."Figlia del tuo Figlio" Dante fà dire a San Bernardo nel XXXIII canto del Paradiso nella Divina Commedia.
Maria è avvertita come mediatrice perché, attraverso di lei,Dio è venuto e viene a noi e questo è sperimentato dal popolo a partire dalle sue necessità,contraddizioni,angosce,sofferenze.Maria è Colei che comprende,che è attenta alle nostre sofferenze e che concede favori.Per questo l'appellativo "Madre di misericordia" riferito a Maria è uno dei più diffusi e più cari alla pietà popolare.
Di fronte a Maria potente e misericordiosa, il popolo avverte il vuoto radicale del suo essere,e tutta la realtà del peccato. Maria è vista come radicalmente diversa da noi peccatori perché "tutta santa","tutta pura"("Tota pulchra es Maria" è il canto che a Lei sale dal più profondo del cuore di ogni credente)