Il 9 novembre di 30 anni fa ci fu un altro cielo sopra Berlino,perchè quel giorno cadeva il Muro di Berlino.Ma dopo il crollo del muro sono stati negli anni costruiti nuovi muri da parte di dittaure di ogni colore,con impoverimenti economici e di libertà.30 fa un Muro divideva una città.Oggi i Muri sono dappertutto.Tra le persone,i quartieri,i paesi,i popoli.Ma tanti muri si stanno edificando anche nelle menti e nei cuori.Pensavamo di vivere in quella che Popper chiamava "La società aperta"e oggi,invece,ci ritroviamo in un immenso reticolato di muri e barriere di ogni tipo.Dobbiamo affrontare problemi che non conoscono confini continentali e sfide complesse nel villaggio globale.E invece ci ritroviamo a sbattere contro i nuovi muri sovranisti e nazionalisti.Nell'era della Rete abbiamo sviluppato tecnologie che non conoscono barriere né confini,ma siamo costretti a fare i conti con governi e nuove forze politiche reazionarie e oscurantiste che continuano a innalzare muri di ogni genere,sfruttando le paure della gente.Il Muro di Berlino è stato il paradigma del mondo.La divisione di una città,la divisione del mondo in due blocchi.E oggi c'è il Muro di Trump a rappresentare la divisione più grande del mondo,quella tra ricchi e poveri.Il Muro di Trump è contro i migranti,che fuggono dalla povertà in cerca di salvezza e futuro.Ed insieme a quello di Trump,uno dei muri più micidiali del mondo è quello vicino casa nostra,nel Mediterraneo.E’ un muro costruito sull’acqua,fatto di indifferenza,cinismo,ostilità,respingimenti,parole e politiche violente.Contro questo muro si sono infranti in questi anni i sogni e le vite di più di 30.000 donne,uomini e bambini affogati in quelle acque.La realtà dei muri è una vera e propria ideologia politica che specula sulla paura dell'altro e dello sconosciuto.In Europa e in Italia il discorso degli ideologi dei muri è semplice:"Fuori c’è un mondo minaccioso.Difendiamoci con un muro".In realtà i costruttori di muri sono "imprenditori della paura":persone spregiudicate,come Orban,Erdogan,Le Pen,Salvini,che utilizzano le paure della gente,usando parole cariche di odio e di violenza.I fautori dei muri sono "terroristi",perché terrorizzano le persone ignare,a cominciare dai più poveri e vulnerabili come tanti operai e pensionati.Vogliono costruire muri.Culturali e mentali prima ancora che di cemento.I muri crescono perché nel mondo cresce il caos e l’incertezza.I muri sono il risultato della paura e della rabbia di processi economici e politici che hanno distrutto sogni,speranza e vita di tante persone.Ma i muri non vanno cercati solo sulle nelle cartine geografiche.In questi anni i muri sono cresciuti dappertutto.Lungo i confini,nei paesi,nelle città,nei quartieri,tra le persone e financo dentro di noi.Perchè ogni volta che ci sentiamo vulnerabili,che sentiamo la solitudine,che ci sale la paura,siamo incapaci di capire e induriamo il cuore e innalziamo un nuovo muro.Così,a forza di murare la nostra vita,corriamo a rassicurarci nell'uomo forte che promette certezze,e che è così bravo perché mangia pane e nutella proprio come fa uno di noi.Ma sono anche le parole che costruiscono muri.Le parole peggiori sono quelle rabbiose,ostili,anche se dette magari con il Rosario in mano.Altri muri sono quelli edificati nei social con parole di odio che alimentano altro odio fino al punto che poi Liliana Segre,una donna ebrea scampata ai campi di sterminio nazisti,è costretta a camminare per la strade di un paese che si dice civile con tanto di scorta.I muri sono fondati sull'odio e sulla paura.Ma i muri non cancellano la paura.La anestetizzano.I muri ti chiudono lo sguardo e poi ti accecano.I muri sono chiusura contro apertura,esclusione contro inclusione,prigione contro libertà,pietra contro cuore.Dobbiamo capire che i muri ci rubano vita e che i muri ci stanno impedendo di risolvere i problemi che più ci minacciano.Dall’impoverimento al cambiamento climatico,al dramma della disoccupazione o del lavoro schiavizzato,alle guerre, alle migrazioni.La ricerca di soluzioni esige la cooperazione a tutti i livelli.Tra governi,le istituzioni,e i cittadini con altri cittadini e le istituzioni.Dal quartiere,alle città e alle Nazioni in cui viviamo dobbiamo fare un unico NOI INSIEME,non c'è qualcuno che viene prima degli altri("Prima gli Italiani" o "America First").I muri stanno distruggendo la nostra umanità.Il Muro ci sta rubando le nostre esistenze,le nostre relazioni con gli altri.E allora bisogna abbattere mure e costruire ponti.Ma i muri non cadono da soli.Serve la pressione di tanti.Per abbattere i muri,visibili e invisibili,dobbiamo combattere le nuove solitudini,aiutare le parti più deboli della società,bambini,donne e anziani.Combattere le disuguaglianze,costruite anche dagli ideologi sovranisti,le ingiustizie create,come in Italia,anche dalle violenze di una giustizia ingiusta.Controllare con il voto e con gandhiane azioni non violente,le violenze e le guerre,fatte anche con le armi che l'Occidente vende alle dittature di tutto il mondo.E impegnarci per riunire la famiglia umana,costruire una Europa solidale,dove non comandino le banche e la grande finanza.E bisogna partire proprio dai luoghi che abitiamo,le città dove viviamo.Aiutiamo l'abbandonato,l'emarginato,l'anziano e chi vive in povertà e solitudine.E’ qui che i nostri diritti e le nostre responsabilità si mettono in gioco.E’ da qui che possiamo ri-costruire comunità dense di umanità.Intorno ai campi di concentramento di Auschwitz,Dachau,Buchenvald,non c'erano muri ma fili spinati elettrificati.Ma la sostanza non cambia,perchè dentro quei campi di sterminio c'erano ebrei e sinti e rom e "altri" e "diversi".Ma in quei giorni il mondo girò la testa dall'altra parte.E fu così che le vite e le speranze di un mondo migliore finirono in fumo dentro il cielo buio dell'odio e dell'indifferenza.
09 novembre 2019
ALTRI MURI
Il 9 novembre di 30 anni fa ci fu un altro cielo sopra Berlino,perchè quel giorno cadeva il Muro di Berlino.Ma dopo il crollo del muro sono stati negli anni costruiti nuovi muri da parte di dittaure di ogni colore,con impoverimenti economici e di libertà.30 fa un Muro divideva una città.Oggi i Muri sono dappertutto.Tra le persone,i quartieri,i paesi,i popoli.Ma tanti muri si stanno edificando anche nelle menti e nei cuori.Pensavamo di vivere in quella che Popper chiamava "La società aperta"e oggi,invece,ci ritroviamo in un immenso reticolato di muri e barriere di ogni tipo.Dobbiamo affrontare problemi che non conoscono confini continentali e sfide complesse nel villaggio globale.E invece ci ritroviamo a sbattere contro i nuovi muri sovranisti e nazionalisti.Nell'era della Rete abbiamo sviluppato tecnologie che non conoscono barriere né confini,ma siamo costretti a fare i conti con governi e nuove forze politiche reazionarie e oscurantiste che continuano a innalzare muri di ogni genere,sfruttando le paure della gente.Il Muro di Berlino è stato il paradigma del mondo.La divisione di una città,la divisione del mondo in due blocchi.E oggi c'è il Muro di Trump a rappresentare la divisione più grande del mondo,quella tra ricchi e poveri.Il Muro di Trump è contro i migranti,che fuggono dalla povertà in cerca di salvezza e futuro.Ed insieme a quello di Trump,uno dei muri più micidiali del mondo è quello vicino casa nostra,nel Mediterraneo.E’ un muro costruito sull’acqua,fatto di indifferenza,cinismo,ostilità,respingimenti,parole e politiche violente.Contro questo muro si sono infranti in questi anni i sogni e le vite di più di 30.000 donne,uomini e bambini affogati in quelle acque.La realtà dei muri è una vera e propria ideologia politica che specula sulla paura dell'altro e dello sconosciuto.In Europa e in Italia il discorso degli ideologi dei muri è semplice:"Fuori c’è un mondo minaccioso.Difendiamoci con un muro".In realtà i costruttori di muri sono "imprenditori della paura":persone spregiudicate,come Orban,Erdogan,Le Pen,Salvini,che utilizzano le paure della gente,usando parole cariche di odio e di violenza.I fautori dei muri sono "terroristi",perché terrorizzano le persone ignare,a cominciare dai più poveri e vulnerabili come tanti operai e pensionati.Vogliono costruire muri.Culturali e mentali prima ancora che di cemento.I muri crescono perché nel mondo cresce il caos e l’incertezza.I muri sono il risultato della paura e della rabbia di processi economici e politici che hanno distrutto sogni,speranza e vita di tante persone.Ma i muri non vanno cercati solo sulle nelle cartine geografiche.In questi anni i muri sono cresciuti dappertutto.Lungo i confini,nei paesi,nelle città,nei quartieri,tra le persone e financo dentro di noi.Perchè ogni volta che ci sentiamo vulnerabili,che sentiamo la solitudine,che ci sale la paura,siamo incapaci di capire e induriamo il cuore e innalziamo un nuovo muro.Così,a forza di murare la nostra vita,corriamo a rassicurarci nell'uomo forte che promette certezze,e che è così bravo perché mangia pane e nutella proprio come fa uno di noi.Ma sono anche le parole che costruiscono muri.Le parole peggiori sono quelle rabbiose,ostili,anche se dette magari con il Rosario in mano.Altri muri sono quelli edificati nei social con parole di odio che alimentano altro odio fino al punto che poi Liliana Segre,una donna ebrea scampata ai campi di sterminio nazisti,è costretta a camminare per la strade di un paese che si dice civile con tanto di scorta.I muri sono fondati sull'odio e sulla paura.Ma i muri non cancellano la paura.La anestetizzano.I muri ti chiudono lo sguardo e poi ti accecano.I muri sono chiusura contro apertura,esclusione contro inclusione,prigione contro libertà,pietra contro cuore.Dobbiamo capire che i muri ci rubano vita e che i muri ci stanno impedendo di risolvere i problemi che più ci minacciano.Dall’impoverimento al cambiamento climatico,al dramma della disoccupazione o del lavoro schiavizzato,alle guerre, alle migrazioni.La ricerca di soluzioni esige la cooperazione a tutti i livelli.Tra governi,le istituzioni,e i cittadini con altri cittadini e le istituzioni.Dal quartiere,alle città e alle Nazioni in cui viviamo dobbiamo fare un unico NOI INSIEME,non c'è qualcuno che viene prima degli altri("Prima gli Italiani" o "America First").I muri stanno distruggendo la nostra umanità.Il Muro ci sta rubando le nostre esistenze,le nostre relazioni con gli altri.E allora bisogna abbattere mure e costruire ponti.Ma i muri non cadono da soli.Serve la pressione di tanti.Per abbattere i muri,visibili e invisibili,dobbiamo combattere le nuove solitudini,aiutare le parti più deboli della società,bambini,donne e anziani.Combattere le disuguaglianze,costruite anche dagli ideologi sovranisti,le ingiustizie create,come in Italia,anche dalle violenze di una giustizia ingiusta.Controllare con il voto e con gandhiane azioni non violente,le violenze e le guerre,fatte anche con le armi che l'Occidente vende alle dittature di tutto il mondo.E impegnarci per riunire la famiglia umana,costruire una Europa solidale,dove non comandino le banche e la grande finanza.E bisogna partire proprio dai luoghi che abitiamo,le città dove viviamo.Aiutiamo l'abbandonato,l'emarginato,l'anziano e chi vive in povertà e solitudine.E’ qui che i nostri diritti e le nostre responsabilità si mettono in gioco.E’ da qui che possiamo ri-costruire comunità dense di umanità.Intorno ai campi di concentramento di Auschwitz,Dachau,Buchenvald,non c'erano muri ma fili spinati elettrificati.Ma la sostanza non cambia,perchè dentro quei campi di sterminio c'erano ebrei e sinti e rom e "altri" e "diversi".Ma in quei giorni il mondo girò la testa dall'altra parte.E fu così che le vite e le speranze di un mondo migliore finirono in fumo dentro il cielo buio dell'odio e dell'indifferenza.
31 ottobre 2019
ALLA RICERCA DI DEMOCRAZIA


Sono tante le rivolte e le manifestazioni di piazza che si stanno svolgendo da parecchi mesi in ogni angolo del mondo.Nessuna area del mondo si può dire immune da questi sommovimenti.E adesso tante crisi divampano anche in quei luoghi che si consideravano stabili e sicuri o per via di salde democrazie o,al contrario,per la presenza di regimi o governi autoritari.E' come se ci fosse un’unica grande crisi di carattere globale ed internazionale in cui è difficile districarsi ma in cui è comune il denominatore:la popolazione è in rivolta e i governi si stanno lentamente indebolendo e le loro politiche sono insufficienti a governare un mondo che cambia.Una miscela esplosiva da cui discende un’instabilità ed una debolezza dell'intero assetto globale.Le immagini delle tv e di internet parlano chiaro.Il Cile vive una delle sue crisi politiche,sociali ed economiche più profonde,mentre la capitale,Santiago,ha visto tornare i blindati per le strade come non accadeva dai tempi della dittatura di Augusto Pinochet.E non è stato certo un aumento del biglietto dei mezzi pubblici a scatenare la rabbia di un intero popolo.Rabbia che ha caratterizzato anche pochi giorni prima l'Ecuador,dove le rivolte hanno costretto il governo a fermare un nuovo aumento delle tasse.E sempre in Sud America c'è l'Argentina sull'orlo del collasso economico con una inflazione al 54%.E poi ancora un Venezuela che vive sull’orlo del precipizio sotto il regime di Nicolas Maduro,e il Brasile sotto il governo populista e illiberale di Bolsonaro.Venti di protesta,fiamme di rivolte e ribellioni esplose anche a Hong Kong,iniziate a seguito della legge sull'estradizione forzata in Cina,con la protesta(la rivolta degli ombrelli,come è stata chiamata)che da mesi si svolge contro l'oppressivo regime cinese di Xi Jinping e che non accenna a placarsi.E in questi giorni, alla guerra e alla debolezza politica endemica del Medio Oriente si è unito anche il fattore Libano,un Paese crocevia di interessi internazionali che adesso si è scoperto di nuovo in grado di esplodere.Anche qui, come in Cile,non si può certamente credere che sia stata una piccola sovrattassa su Whatapps a portare migliaia di persone in piazza e i blindati a presidiare le strade di Beirut e di Tripoli.C’è qualcosa di più profondo,un malessere diffuso al pari di una crisi politica dai contorni oscuri e in cui si incrociano interessi nazionali e internazionali,etnici e confessionali.Anche l'Europa vive giorni delicati in un contesto di estrema debolezza delle istituzioni europee e nazionali.Mai come in questi anni l’Europa ha subito un tracollo delle sue strutture politiche,della loro credibilità e della capacità dei governanti di raccogliere il malessere diffuso dei governati,con l'espandersi inevitabile di sovranismi e demagogie populiste.Un sentimento strisciante che ribolle in ogni angolo del Vecchio continente.Così in Catalogna,dove i gruppi indipendentisti più radicali hanno messo a ferro e fuoco Barcellona,devastando il centro della città e riportando la Spagna ai giorni del referendum secessionista.Una violenza cui si unisce una debolezza del Paese iberico,incapace di uscire da ogni crisi:da quella politica nazionale a quella delle regioni separatiste.Questo vento di instabilità e di incapacità di uscire dalla crisi è lo stesso che sta attraversando il Regno Unito,mai così debole e fermo come in questi mesi di negoziato e di voti sulla Brexit e che si è dimostrato ferito e spaccato come mai lo era stato nella sua storia,mentre i movimenti separatisti provano di nuovo ad alzare le pretese e il governo a cercare disperatamente una soluzione prima che sia la piazza a imporre il cambio di passo.Quella stessa piazza che si è vista diventare così violenta in Francia nella protesta dei gilet gialli.
In Europa c'è un ulteriore elemento che accomuna le varie proteste di piazza.E' la crisi dello strumento della democrazia parlamentare.Difronte a questa debolezza del parlamentarismo nelle sue forme classiche e tradizionali e al contemporaneo rigorismo delle istituzioni finanziarie europee finanza si inserisce la protesta scomposta di movimenti sovranisti che,giocando sulle paure della gente sui problemi del lavoro e della sicurezza, guardano all'immediato e al contingente senza capacità di analizzare i problemi nella loro globalità con uno sguardo prospettico del futuro.E così si costruiscono miraggi di visioni nazionali,di indipendentismi e piccole patrie,distorte e controproducenti rispetto alla necessità di una superiore democrazia sovranazionale e vite degli umani.Ci troviamo di fronte ad una transizione internazionale.Ma l’urgenza che resta scoperta è quella di trasformare l’istanza sociale in un programma di cambiamento della politica e delle istituzioni,recuperando le categorie della protesta e della rivolta come costitutive di quella bella parola che è Democrazia,che significa coinvolgimento e partecipazione e controllo di ogni cittadino sull'esercizio del potere.E quando parli di Democrazia,quella vera e partecipata,non puoi non ricordare le parole che Alexis di Tocqueville proprio su questo tema scrisse quasi 2 secoli fa nella sua famosa opera."La Democrazia in America":
"Tra le novità che attirarono la mia attenzione(.....)nessuna mi ha maggiormente colpito dell’uguaglianza delle condizioni.Senza fatica constatai la prodigiosa influenza che essa esercita sull’andamento della società:essa dà allo spirito pubblico una determinata direzione,alle leggi un determinato indirizzo,ai governanti dei nuovi princìpi,ai governati abitudini particolari.Subito mi accorsi che questo fatto estende la sua influenza assai oltre la vita politica e le leggi,e che domina non meno la società civile che il governo:infatti crea opinioni,fa sorgere sentimenti,suggerisce usanze e modifica tutto ciò che non crea direttamente.
20 ottobre 2019
SE POI ESITI

A chi esita
Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.
nessuna risposta
oltre la tua.
DALLE PAROLE DI BRECHT UNA LEZIONE. QUANDO NON PARLI PIU', QUANDO NON PENSI PIU', QUANDO NON HAI IL CORAGGIO O LA VOGLIA DI DIRE CHE CERTE COSE NON TI PIACCIONO COSI' COME SONO E COSI' COME VANNO,ALLORA NON HAI IL DIRITTO DI CHIEDERE RISPOSTE. PERCHE' NON SI PUO' SEMPRE DIRE CHE TANTO C'E' UN LUI. QUEL LUI PENSA AL TUO POSTO MA ALLA FINE PENSA PER SE'.INVECE SI HA IL "DOVERE" DI PENSARE,DI DIRE E DI FARE, PERCHE' SOLO LA TUA VOCE, SOLO LA TUA RAGIONE E POI LA TUA AZIONE E' QUELLO CHE VERAMENTE CONTA.
IN ALTO LA SCENA FINALE DEL FILM "VIVA LA LIBERTA' " NELLA QUALE L'ATTORE TONI SERVILLO, NELLA PARTE DI SEGRETARIO DEL PARTITO DI OPPOSIZIONE RECITA AL POPOLO DEL SUO PARTITO I VERSI DELLA POESIA DI BERTOLT BRECHT.
29 settembre 2019
LA STANZA ROSSA

Qualche tempo fa scrissi su questo blog qualcosa sulla Libreria Guida,una delle più famose e antiche librerie di Napoli,dichiarata addirittura "Patrimonio culturale di interesse nazionale" (Sito: www.guida.it )la cui sede si trova nel centro del centro di Napoli,in una stradina dietro Port'Alba,una delle antiche porte di Napoli,una zona conosciuta per le sue tante librerie.Ne scrissi perchè quella libreria,gravata da una ormai insostenibile situazione economica debitoria,era costretta a chiudere.Per me,che dopo le lezioni all'Università ci andavo spesso in quella libreria a respirare l'odore dei libri freschi di stampa,a sfogliare i libri delle ultime uscite editoriali,a leggere critiche letterarie sulla produzione classica e moderna,italiana e straniera,fu come un colpo al cuore,pensando a quello che era stata la Libreria Guida,pensando a chi c'era stato nelle stanze(soprattutto nella famosissima "Saletta Rossa",così chiamata dal colore delle poltroncine)di quella Libreria.Guida era la rivendita di fiducia di "Don" Benedetto Croce.Era tappa imprescindibile dei viaggi napoletani di Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale;fu palcoscenico delle provocazioni intellettuali del "Gruppo '63",con i giovani Edoardo Sanguineti,Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini,teatro dei proclami beat di Allen Ginsberg,Jack Kerouac e Fernanda Pivano.E poi ancora Roland Barthes,Umberto Eco,Giorgio Bassani,Alberto Moravia e Georges Simenon(il "papà" del Commissario Maigret).Ma ora chiudeva quella libreria,sotto i colpi dell'editoria digitale degli e-book e degli audiolibri e soprattutto perché l'Italia non è(più)un Paese per librai e di lettori,ma questa è un'altra storia.La mia angoscia e la mia tristezza aumentavano nel sapere che quei locali ricchi di storia e cultura,di idee e di sapere,forse sarebbe stata acquistata da un negozio di abbigliamento o forse addirittura da una catena di fast food.Ma dopo un calvario giudiziario e fallimentare durato oltre 6 anni,dopo questa notte senza fine della cultura napoletana,alla fine s'è accesa una luce,è ripresa la speranza.In questi giorni,infatti,in occasione della 5 asta fallimentare per la vendita dei locali dell’ex libreria
Guida,è finalmente arrivata
un’offerta concreta per rilevare gli storici locali della mitica Saletta Rossa.Si tratta della prima proposta ufficiale arrivata dal 2013(anno del fallimento della storica libreria).La manifestazione di interesse è stata presentata al Tribunale Fallimentare per
rilevare gli 850 metri quadri
nel cuore del centro storico.Dopo gli anni
dell’abbandono,nella busta d'asta,come ha specificato il giudice,c’è l’offerta "di un imprenditore legato al mondo della cultura e dei
libri"(che per il momento resta anonimo,così come prevede la legge).Così nasce una nuova speranza
nella “via delle lettere”,come
un tempo veniva definita
Port’Alba,centro della vita culturale cittadina e sede anche della Libreria Guida.In questi anni tante le polemiche e le traversie giudiziarie attraversate.Quasi come un simbolo di tutta la vicenda,il crollo,3 mesi fa,di calcinacci
che si erano staccati proprio dal balcone della “Saletta Rossa”,il locale più noto e affascinante dell’immobile situato al
primo piano del palazzo.Stavolta,però,dopo 6 anni di attesa,pare sia arrivata l'offerta giusta,l'offerta di qualcuno legato al mondo della cultura e dell'editoria,di qualcuno che sa il significato che ha la "Saletta Rossa" e gli altri locali della Libreria Guida,usati come set del film “L’Amica Geniale”(dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante)in occasione delle riprese realizzate a Port’Alba durante la scorsa primavera.In attesa di capire quale tipo di
attività sorgerà nell’ex libreria
Guida,se una libreria o un
centro culturale di diversa natura,a Port’Alba,zona di tante altre librerie,si respira già
un’aria più fresca e sollevata.E in effetti questa notizia potrebbe costituire un punto di
partenza per la rinascita della
via dei libri.Con gli storici locali dell’ex Guida finalmente
riabilitati,si potrebbe finalmente ricominciare a parlare
di una strada che rinasce piuttosto che di una strada al tramonto.Il fatto che si tratti di
un imprenditore legato al
mondo della cultura,poi,permetterebbe anche di far rivivere la cultura in centro storico,e magari permetterà di organizzare eventi culturali in grado coinvolgere i grandi personaggi della letteratura.Proprio come succedeva nella Saletta Rossa nei decenni passati.Forse,finalmente,la Saletta Rossa riaprirà.Forse davvero l'inferno della cultura napoletana è finito.Forse davvero "uscimmo a riveder le stelle".
Nella foto in alto Mario Guida,che se ne andò nel 2017,nel pieno della crisi aziendale della Libreria.Nipote di Alfredo Guida che fondò la Libreria nel 1920,per tutti era l'editore "gentile" oltre che il decano dei librai napoletani.Chissà.Forse alle notizie di questi giorni,lui,da lassù,guardando verso Port'Alba,avrà disteso il suo dolce,discreto sorriso sapendo che la Saletta Rossa,la "sua" Saletta Rossa,che proprio lui aveva creato,riaprirà le porte,facendolo,così,continuare a vivere.
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