
Dopo quello per la Medicina,quelli per la Fisica e per la Chimica,è stato assegnato dall'Accademia di Svezia il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla scrittrice canadese Anne Carson, poetessa, saggista, traduttrice e studiosa del mondo classico.Nella motivazione si parla della capacità della scrittrice di mettere in comunicazione la letteratura contemporanea con quella greca e latina.Una produzione «audace e inventiva» che, attraverso un dialogo giocoso con la tradizione classica,crea nuove forme per la letteratura contemporanea.
Come ogni anno è quasi sempre impossibile indovinare il vincitore.Questo perchè a differenza di altri importanti premi letterari, il Nobel non pubblica né i candidati, né una shortlist ufficiale:candidature,valutazioni e documenti relativi alla selezione rimangono segreti per 50 anni.Ecco perché ogni annuncio è quasi una sorpresa.Anche quest'anno,intorno al Nobel per la Letteratura si sono moltiplicati pronostici,favoriti,possibili sorprese,anche se già nel 2024 si era parlato della Carson come una delle possibili vincitrici finali.
Quando si parla di altri importanti premi letterari siamo abituati a finalisti e libri e candidati.Con il Nobel funziona diversamente.Il processo di selezione comincia già molti mesi prima della proclamazione,e a proporre un nome possono essere,tra gli altri,membri di accademie, professori universitari di letteratura e linguistica, precedenti vincitori del Nobel per la Letteratura e rappresentanti di organizzazioni di scrittori.Da queste proposte nasce una prima lista.Il Comitato Nobel per la Letteratura la restringe prima a una quindicina di candidati e poi, verso la fine di maggio,si arriva a una lista ristretta di cinque nomi,dei quali i membri dell'Accademia approfondiscono la lettura e il confronto durante l’estate.
.La storia del Premio è piena infatti di risultati che era difficile prevedere.È successo ad esempio nel 2024 con Han Kang,che non figurava tra i nomi maggiormente indicati alla vigilia,salvo diventare poi la prima autrice sudcoreana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura.Anne Carson, in realtà,era da anni uno dei nomi ricorrenti nelle previsioni sul Nobel e anche nel 2026 figurava tra i possibili vincitori.
Ma chi è Anne Carson,questa straordinaria poetessa canadese?Nata a Toronto nel 1950, Anne Carson è una figura impossibile da inserire in una sola categoria:è poetessa,saggista, traduttrice,classicista oltre che docente.Ha studiato lettere classiche all'Università di Toronto e nel corso della sua carriera ha unito costantemente la scrittura creativa allo studio e alla traduzione dei testi antichi.Ha insegnato in numerose università nordamericane,tra cui Princeton,occupandosi in partiolare di letteratura e cultura greca.
Proprio questa doppia identità,di studiosa e scrittrice,caratterizza buona parte della sua produzione.Nei suoi libri,infatti,convivono poesia,saggio,narrativa,critica letteraria,dialogo teatrale e traduzione,spesso senza che sia possibile stabilire con precisione dove finisca un genere e ne cominci un altro. Uno degli esempi più conosciuti è "Autobiografia del rosso", pubblicato nel 1998,in cui Carson parte dai frammenti della "Gerioneide"(un poema composto dal poeta greco del VI secolo a.C. Stesicoro)e trasforma il mostro Gerione, sconfitto da Eracle nella mitologia,nel protagonista di un moderno romanzo di formazione e d'amore scritto in versi.
Un altro testo fondamentale è "Eros il dolceamaro", nato dal suo lavoro accademico e dedicato alla concezione del desiderio nella letteratura greca, a partire da Saffo. In questo caso filologia,filosofia e riflessione letteraria diventano parte di una scrittura che supera i confini del tradizionale saggio universitario. Tra le altre opere tradotte in italiano troviamo "Economia dell'imperduto","La bellezza del marito","Decreazione","Era una nuvola","Come l'acqua"e,di recente,"La Norma sbagliata".
La motivazione dell'Accademia Svedese,per il quale il Nobel per la Letteratura è stato assegnato ad Anne Carson è:«per la sua opera audace e inventiva che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».La frase riassume bene uno degli aspetti più riconoscibili del suo lavoro:il mondo classico non è soltanto un repertorio di miti da raccontare,ma è materiale vivo da smontare e ricombinare.Personaggi, frammenti e testi della Grecia antica vengono trasportati nel presente e messi in relazione con forme, linguaggi e problemi contemporanei.
Lo stesso vale per il suo lavoro di traduttrice: le sue versioni di Saffo e dei tragediografi greci sono una parte centrale della sua ricerca sul linguaggio.In "Autobiografia del rosso",per esempio, il Gerione della poesia arcaica diventa un adolescente innamorato di Eracle; in "Era una nuvola",Carson mette invece in relazione Elena di Troia e Marilyn Monroe,facendo incontrare tragedia greca e cultura contemporanea.
È anche per questo che definirla semplicemente “poetessa” rischia di essere riduttivo.La sua produzione mette continuamente in discussione la distinzione tra poesia e prosa,traduzione e riscrittura, saggio e opera creativa.Con la vittoria del 2026 Anne Carson diventa inoltre la 19° donna a ricevere il Nobel per la Letteratura.L'unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura fu,giusto 100 anni fa,Grazia Deledda.


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