18 novembre 2022
FINE PENA MAI
12 novembre 2022
L'EUROPA CHE "LORO" NON POSSONO CAPIRE
Quello che è accaduto tra Italia e Francia sulla vicenda dell'approdo delle navi ONG con a bordo qualche centinaio di migranti,è un qualcosa di sconcertante.Dopo che il Presidente Macron si era detto disposto ad accogliere una parte dei migranti arrivati in Italia dall'Africa,la Premier italiana Meloni e il suo ministro Salvini hanno fatto a gara sui social a rivendicare la "nerboruta" gestione della vicenda dei migranti,esaltando il dirottamento della nave delle Ong verso la Francia come un successo italiano,un cedimento francese e una svolta risoluta nei rapporti con l'Europa sulla gestione dei migranti.Queste bellicose dichiarazioni di Meloni e Salvini,però,hanno comportato dure reazioni da parte del governo francese,anche se forse nessuno poteva immaginare che esse fossero così pesanti.In particolare il Ministro dell'Interno francese Darmanin ha accusato l’Italia di "irresponsabilità",annunciando la sospensione di 3500 ricollocamenti di profughi provenienti dall'Italia,richiedendo addirittura a tutta l'Europa di fare altrettanto.
Così,in appena due settimane dal suo insediamento,Giorgia Meloni ha compiuto errori gravissimi nel rapporto con un alleato storico come la Francia in particolare ma anche,più in generale,con l'Europa tutta.Tali errori rappresentano il modo peggiore per difendere l’interesse nazionale,al contrario di quanto assume la logora narrazione sovranpopulista.In questo modo l'Italia diventa "parva res" agli occhi dell'Europa ed il peso politico del nostro Paese è del tutto insignificante.
Se qualcuno in questo governo invocava una discontinuità con Mario Draghi,di certo l’ha avuta.Ma si tratta di una discontinuità che ci espelle dai centri decisionali e che ci isola dal contesto europeo,a causa di tutta la leggerezza e l’irresponsabilità dimostrata da questo governo.C'è tutta una puerilità identitaria nei tweet trionfalistici di Meloni e Salvini perché causare una rottura tra Italia e Francia vuol dire non essere consapevoli e coscienti della situazione.La nostra Patria,per usare il linguaggio caro alla Premier,non è assolutamente forte per fare da sola e per imporsi.Basta controllare i dati sul debito pubblico e sull’esposizione energetica per capire la drammaticità dei conti economici italiani.La "pacchia è finita",lo slogan usato dalla Meloni in campagna elettorale,è appunto solo uno slogan che va bene in alcune piazze di esaltati o in qualche trasmissione tv,soprattutto quelle condotte dai vari Porro,Giordano o Del Debbio.
Si son voluti mostrare i muscoli sulla vicenda migranti,una questione peraltro poco sentita in questo momento dalla gente,preoccupata piuttosto dall'aumento dei prezzi e dal caro bollette,senza capire le conseguenze gravissime che ne deriveranno,a partire proprio dalla questione migranti.L’Italia rischia l’isolamento totale.L’accordo della scorsa primavera per la redistribuzione volontaria è stata disdetto dalla Francia e difficilmente verrà rispettato dagli altri partner europei.Con il bel risultato che il problema migranti resterà a totale carico dell'Italia.
Ma non è finita,perchè ci saranno,inevitabilmente,ricadute anche sul piano economico.L’Europa a gennaio dovrà verificare il raggiungimento,da parte dell'Italia,degli obiettivi del PNNR per poter poi stanziare nuovi fondi.E si può forse pensare,in un contesto di generale isolamento di questo governo che Bruxelles possa essere indulgente?Ma c'è di più.Davvero si può credere che il Consiglio europeo,di cui fa parte Macron,sarà disponibile a ridiscutere il PNRR,così come richiesto dalla Meloni in campagna elettorale?E ancora.Questa crisi politico-diplomatica avviene mentre in Europa si dibatte sulla riforma del Patto di Stabilità,la cui revisione consentirebbe al governo italiano più ampi margini di manovra finanziaria pur nel quadro dell'immenso debito pubblico che grava sui nostri conti pubblici.Lo consentirà l'Europa ad un Paese isolato e senza voce come l'Italia?.Con tutte queste variabili,dipendenti dal rapporto con l'Europa,anche la legge di Bilancio italiana,già tanto piena di deficit,è destinata a variare,con una previsione di crescita del PIL per il 2023,quasi pari allo zero.
Quello che questi "fratelli e sorelle" d'Italia,questi "patrioti" all'amatriciana non hanno capito,nella loro grettezza e nei loro tweet sovranisti,è che tutelare veramente gli interessi degli italiani si fa condividendo con gli alleati la comune strada europea,così come invece i Padri della comune Casa Europea,da Spinelli a Schumann,da Adenauer a De Gasperi avevano capito.Da soli non si può che perdere.
Lo scorso giugno Draghi,Macron e Scholz viaggiarono insieme in treno verso Kiev.Era la prova plastica che la locomotiva europea poteva essere composta da tre motori.La Germania e la Francia vollero insieme a loro il premier italiano per la sua autorevolezza.Anche perché capivano che senza l’Italia sarebbero stati più deboli.L’attuale governo ci sta facendo compiere un salto indietro,verso un’Italia emarginata,residuale,periferica rispetto alle decisioni importanti. Esattamente il risultato opposto della propaganda nazionalista autoreferenziale di questa destra.Ma queste cose "loro",i "fratelli e le sorelle" d'Italia,gli statisti da tastiera,non possono capirlo,non avendo alcun "sentire" e ideale europeo.
11 novembre 2022
CINISMO E REALTA'
E' finita com'era facile immaginare finisse.Alla fine tutti i 250 migranti raccolti in mare dalle navi delle ONG "Humanity 1" e "Geo Barents" sono scesi a terra.Tutto quel "carico residuale" di esseri umani è sbarcato nel porto di Catania.E adesso è facile immaginare quello che dirà il governo sovranpopulista di destracentro Salvini-Meloni.Affermerà che si è imposta la "linea della fermezza",che l'Europa ha dovuto prendere atto che "l'aria è cambiata",e che comunque "loro",i sovranisti alle vongole di casa nostra,hanno fatto un "atto di umanità",facendo sbarcare i migranti fragili sul sacro suolo italiano.In realtà si tratta solo un atto di cedimento alle "raccomandazioni"(chiamiamole così,per carità di Patria)europee,con la Commissione europea che ha bacchettato palazzo Chigi ricordando che non aprire i porti ai soccorsi in mare è semplicemente "illegale".
Alla fine si è visto che lo spietato spettacolo e al tempo stesso la ridicola ed ipocrita messa in scena posta in essere dal governo con i medici saliti sulle navi ad ispezionare i corpi dei naufraghi decidendo chi è davvero fragile e chi no,è crollato miseramente.Il risultato è stato che,ad appena due settimane dal suo insediamento,il governo italiano è stato capace di inimicarsi i governi e le istituzioni europee.E' caduto così in un pomeriggio tutto il castello da azzeccagarbugli messo in piedi in maniera disordinata dal governo.La selezione tra gli arrivi,con la discriminazione tra i salvati e gli altri poveretti lasciati nella disperazione sui ponti delle navi,oltre a essere disumana e a ricordare orrende pratiche del passato,era illegale e anticostituzionale,oltre che violare i più elementari principi di umanità.
Sì,conosciamo già quello che succederà adesso,perchè è quello che è già successo ai tempi del governo gialloverde Conte-Salvini,quando quest'ultimo era Ministro dell'Interno.Adesso il governo ci racconterà che “abbiamo dimostrato che l’Italia non è un colabrodo,adesso diminuiranno le partenze” e che “le Ong la smetteranno di fare i taxi del mare tra l’Africa e il nostro Paese”.Ma la verità è che non si fermano migrazioni epocali con un insensato atto di forza di tre giorni consumato sulla pelle di 250 poveri diavoli.Non si cerca di costringere l’Europa a dimostrarsi più solidale con una violazione palese delle sue leggi.E le Ong non sono taxi,ma fanno semplicemente quello che l’Europa si rifiuta di fare:salvare esseri umani in un Mediterraneo che è diventato il cimitero di tante vite affogate dalla nostra indifferenza e dai nostri egoismi,come anche Papa Francesco ha ricordato.
Per l'attuale governo italiano,poi,c'è qualcosa di più:l'artificiosa creazione di un’emergenza migratoria serve come strumento di distrazione di massa.Serve a mascherare l'incapacità di affrontare le reali emergenze che ci sono:le bollette del gas,il caro-vita,il lavoro.I primi provvedimento adottati dal Governo non sono stati di natura economica,ma sui rave party,sui medici no vax e ora sui migranti.La faccia feroce serve a nascondere l'incapacità di affrontare una drammatica situazione economica,perché le promesse da campagna elettorale sono ben altra cosa rispetto al concreto governare quotidiano.Ma speculare sulla vita dei naufraghi non si può,non si deve.
Fare la voce grossa in maniera scomposta così come fanno Meloni e Salvini,consente a quella Francia che ora si dice disponibile ad accogliere parte di quei migranti,di far passare in second'ordine che si tratta sempre di quella Francia che respinge senza pietà i migranti che camminano scalzi nella neve a Ventimiglia.La redistribuzione “su base volontaria” dei Paesi Ue è un principio che non può funzionare e che perciò per l'Italia è assolutamente necessario ridiscutere il regolamento di Dublino,che sancisce che è il primo Paese di sbarco a doversi far carico della richiesta d’asilo.Ma intanto Meloni e Salvini,con il loro comportamento scellerato e contrario allo stesso interesse nazionale,fingono di ignorare che a frenare quelle modifiche alle regole europee che aiuterebbero l'Italia,sono proprio i loro amici e compari sovranisti europei del blocco di Visegrad.L’amico di Meloni,l'ungherese Orban che si è complimentato con la premier italiana non appena ha visto le navi ferme nei porti,si è sempre sempre opposto ad accogliere in terra magiara anche solo un migrante.Fare un post o un tweet di propaganda è semplice.Quello che i sovranisti di tutte le latitudini non sanno e non vogliono fare è risolvere davvero i problemi.Perché alimentare le false emergenze come rave party o migranti serve,nella gretta visione sovranpopulista italiota,ad aumentare il consenso elettorale,così eludendo le reali e drammatiche urgenze economiche di questo Paese.
08 novembre 2022
UMANITA' RESIDUALE
Per il neo ministro Piantedosi,attuale titolare del Ministero degli Interni del Governo Meloni,sono solo un "carico residuale".Così ha chiamati il Ministro quei migranti che,salvati in mare dalle navi delle Organizzazioni Non Governative,non possono però scendere sul suolo italiano.No,non possono,perché il governo italiano ha disposto che a terra possono scendere solo donne,bambini e soggetti "fragili".Gli altri no,sono un "carico residuale",appunto;per loro nessuna fragilità e quindi nessuna accoglienza:sono senz'altro "abili e arruolati",pronti a essere rispediti a casa,nei porti di provenienza,magari in quei campi libici di supposta raccolta e assistenza profughi,in realtà autentici lager di tortura,dai quali quel "carico residuale" era riuscito a scappare per partire per l'Italia,con la speranza di giorni migliori.E invece sul suolo italiano non possono scendere perchè essi non sono fragili.Come se poi essere stati in quei campi non abbia comportato una fragilità psichica e fisica.Come se poi,quando un migrante "non fragile" vede scendere dalla nave la propria donna e i propri bambini mentre a lui,invece,è imposto di tornare nei porti africani,questo non comporti una fragilità ed un dramma interiore.
E così come 4 anni fa,quando al Ministro dell'Interno era Salvini,adesso anche nel porto di Catania la legge,giuridica e morale,si è arresa alla volontà politica,le norme del diritto internazionale e dell'interna etica,hanno perso valore in nome di una crudele prova di forza tra governo e ONG.Ma al secondo giorno di blocco della "Geo Barents" e della "Humanity 1"(questo il nome delle due navi delle ONG)il "carico residuale" ha scelto di rifiutare il trattamento da scarto da rispedire al mittente deciso dal governo italiano.Sono iniziate le proteste,le urla della disperazione per chiedere aiuto,le fughe,il tuffarsi in mare.
Nessuno ha tradotto l’infelice espressione del Ministro Piantedosi "carico residuale" agli oltre 240 migranti rimasti a bordo ma ogni ora che passa è chiaro che nulla sta funzionando come avrebbe dovuto.Su quelle 2 navi ci sono adesso complessivamenti quasi 250 migranti.Arrivano da Egitto,Siria,Bangladesh,Pakistan e sono esasperati.L’Italia è lì,davanti ai loro occhi dopo mesi di viaggio,angosce e sofferenze,ma non riescono a compiere l’ultimo metro,quello decisivo.È già stato difficile vedere andare via le persone con cui avevano diviso la traversata dalla Libia e che poi erano le loro mogli e i loro figli.Gli oltre 200 migranti che per il governo italiano sono "carico residuale" sono stanchi,sfiniti,disperati.
Agli occhi di chi è salito su quelle navi,tra cui alcuni parlamentari italiani,è apparso uno spettacolo allucinante.Cartoni stesi per terra su cui quei migranti dormono,fagotti di tela da usare come coperte,occhi lucidi di chi ha da poco smesso di piangere.In troppi si grattano di continuo le braccia,le gambe,il torace.E quando cominciano a fidarsi del personale di "Medici senza frontiere" e dei parlamentari saliti a bordo,accettano di mostrare in quali condizioni di fragilità si trovano,loro che non fragili sono stati dichiarati.Si sono denudati,ha raccontato qualcuno di quei parlamentari,e sono apparse ferite,segni di percosse,di una lama di coltello che ha colpito le parti intime,di un’infezione di scabbia che sta provocando gonfiori ovunque.In un angolo un uomo era disteso,gli avevano appena praticato un’iniezione con un sedativo per calmarlo.Il carico residuale è stato lasciato abbandonato lì,per ore senza acqua e con i bagni chiusi.
È questo il trattamento riservato dal governo italiano a quel "carico residuale",ai migranti scartati dalle 2 navi delle ONG.Costretti a rimanere a bordo perché non abbastanza fragili sulla base dei controlli medici condotti domenica sera,e invece divorati da infezioni e disturbi mentali.Probabilmente sono stati dei controlli medici-farsa.Basta fare un calcolo.Il controllo è durato 4 ore e ha permesso di sbarcare 357 persone, meno di un minuto a persona.Come fai a valutare in un minuto la complessità delle fragilità fisiche e psichiche di un soggetto?
Più tardi arriva la notizia che in tre di quel carico residuale si son lanciati in mare dal ponte di una delle navi.Un disperato tentativo di conquistare la libertà.Han nuotato fino al molo,ma la loro fuga è finita lì,perchè bloccati dalla polizia.Da loro si viene a sapere che la situazione a bordo è molto tesa."C'è una babele di lingue e di etnie,non si comprendono tra loro e litigano",spiega un portavoce delle ONG.Ma intanto quelle navi adesso non ripartono perché i loro capitani non vogliono disattendere gli obblighi dei codici internazionali.E quelle vite,quel "carico residuale" rimane lì su quelle navi,con il proprio destino e il proprio futuro sospeso in attesa di decisioni dell'Italia,dell'Europa.E magari di un residuo di umanità che almeno sostituisca la negazione dei loro diritti negati.Di esseri umani e non residui o scarti dell'Umanità.