25 luglio 2022

LA RESPONSABILITA' DEGLI ITALIANI






Gli appelli e le sottoscrizioni di petizioni affinché Draghi rimanesse alla guida del governo erano state tante e molteplici.Associazioni di categoria,organizzazioni del commercio e dell'industria,Università,scuole,medici e ricercatori.Ed anche i sondaggi condotti tra gli italiani esprimevano la forte preferenza della stragrande maggioranza di essi per la continuazione del governo Draghi.Perché in tanti hanno apprezzato in Draghi la competenza,il credito e l'autorevolezza di cui egli gode in campo europeo e mondiale.Questa competenza e questa autorevolezza non si acquisiscono con superficiali dichiarazioni di vicinanza al popolo o addirittura con la comica supponenza di essere "avvocato del popolo",come si autorappresentava l'ex Premier Conte.L'autorevolezza di Draghi,al contrario,deriva anche dall'aver avuto il coraggio di dire la verità agli italiani sullo stato dell'economia,senza nasconderla dietro facili bugie o demagogie spicce,come invece  troppe volte ha fatto il populismo italiano da Berlusconi a Salvini e Conte.E alla fine Draghi si é dimesso.


Eppure se si vuole cercare un aspetto positivo in tutta questa tragicommedia inscenata dai vari Meloni,Salvini,Conte e Berlusconi,questo sta nel fatto di aver disvelato l'esercizio diseducativo svolto dal populismo che pervade il nostro Paese da ormai tre decenni.Al momento dell'assunzione delle responsabilità,quando cioé le forze politiche avrebbero dovuto guardare realmente al bene comune,i populisti italiani si sono invece dimostrati essere solo uomini piccoli piccoli,incapaci di abbandonare gli slogan e comprendere i problemi del Paese e la gravità del momento.Altro che statisti capaci di governare il Paese.Nella vicenda della caduta del governo,Berlusconi,Meloni e Salvini si sono mossi guidati da mediocri calcoli elettoralistici,mentre Conte,nel cercare di raccattare quel che resta del Movimento 5Stelle,si é mosso con l'arroganza sprezzante di chi crede di avere ancora una significanza politica e personale,senza accorgersi,invece,di essere lo zero assoluto.


Ma le responsabilità non sono solo della classe politica.Esse coinvolgono prima di tutto i media pronti a carpire e a ingigantire ogni sciocchezza blaterata dal più infimo rappresentante di quel ciarpame politico che si é ritrovato a sedere in Parlamento.E le responsabilità sono anche delle parti sociali,sia datoriali che sindacali.Una parte sindacale ripiegata su vecchi slogan fuori dal tempo,e un ceto imprenditoriale non sempre disposto a innovare,rischiare,competere,anzi più spesso preoccupato solo di arraffare comodi sussidi statali.


Le responsabilità toccano però anche un pò tutti noi e comunque quel pezzo di società non educata all'amara constatazione che ogni scelta ha un costo e che non si può pensare che il debito pubblico possa crescere sempre e a dismisura,senza che nessuno(classi sociali o generazionali)sia mai chiamato a onorarlo.Perché,poi,nel tempo più debito pubblico significa servizi pubblici(scuole,ospedali,trasporti,etc.)inefficienti:e questo un Paese civile e industrializzato proprio non può permetterselo,come l'esperienza della pandemia insegna.

 

Un Paese in declino,come purtroppo l'Italia é,richiama,infatti,responsabilità collettive che trovano nell'ignoranza diffusa un ideale terreno di coltura e nel populismo/sovranismo veloci fattori di propagazione.Una società non cresce se mancano un senso di direzione e comuni valori su cui appoggiarne la crescita e se non si riconosce nell'istruzione,nella cultura e nel riconoscimento delle competenze i suoi valori fondanti.Sono più di 20 anni,infatti,che il nostro Paese è sostanzialmente fermo,in attesa di riforme che cambino non soltanto le leggi ma anche il comune "sentire" verso lo Stato ed i conseguenti comportamenti.Ecco,Draghi aveva detto queste scomode verità.Inaccettabili,ovviamente,per il populismo di Salvini e Conte.

 

Con un percorso obbligato,segnato da una pandemia persistente e dai problemi conseguenti alla guerra in corso in Ucraina,e cioé caro-energia,inflazione,bassi salari e precarietà della condizione giovanile e della discriminazione femminile,Draghi aveva appunto posto queste domande scomode:"Siamo/siete capaci di affrontare questi problemi"?Domanda inammissibile per politici abituati a far credere che si possa avere sviluppo senza rinunciare a niente.E Mario Draghi aveva chiesto responsabilità alle forze politiche.Figuriamoci:lo aveva chiesto a persone che ritengono di essere sempre stati responsabili,con le loro piccole verità raccolte su Wikipedia e su Google e con le loro certezze basate sul numero di "like" sui social.Come se il mondo fosse fatto di certezze e non invece dominato dalle problematicità,in un momento come questo.La risposta di questo ceto politico così mediocre é in realtà sempre la stessa:"Faremo ciò che serve agli italiani",come se poi questo ceto politico fosse pure capace di interpretare le istanze di una società complessa come é diventata quella italiana.


Ora é impossibile che la classe politica si rigeneri nel brevissimo tempo che ci separa dalle elezioni.E così ci ritroveremo con le solite facce e con nuove/vecchie promesse fatte di parole altisonanti,in realtà largamente vuote.Ed é perciò che bisognerà selezionare partiti e persone,giacché all'interno di ogni partito un certo numero di persone preparate,disinteressate,appassionate e disposte a lavorare per il bene comune,c'è ancora.Piccolo,quel numero,ma ancora c'é.Ed é allora proprio questa la grande responsabilità di quella maggioranza di italiani che avrebbero voluto che Draghi restasse al suo posto.Pensare al futuro proprio e dei propri figli,cancellando i passatismi e i parassitismi del populismo.

21 luglio 2022

NONOSTANTE "LORO"




Certo,adesso abbassano i toni e si nascondono tutti,difronte all'immane tragedia e all'autentica pulizia etnica che che il sanguinario premier russo Vladimir Putin ha scatenato contro il popolo ucraino.Ma é indubbio che l'inquilino del Cremlino abbia in ogni Stato europeo movimenti e leader politici a lui ''amici'' che hanno lavorato ai fianchi l'Ue cercando di smontarla,rallentarla,decomporla in nome delle loro logiche populiste e sovraniste,venate da un profondo disprezzo per l'Occidente e le democrazie liberali(lo stesso sentimento,del resto,espresso da Putin,in quella ormai famosa intervista al "Financial Time" di qualche anno fa).Ma il Covid prima e la guerra adesso hanno dimostrato che la prospettiva comunitaria,secondo la concezione dei Padri fondatori Schuman,Monnet,De Gasperi e Adenauer,è quanto mai fondamentale per la crescita e il benessere degli stati che ne fanno parte e che quello che i sovranisti(ma anche movimenti di estrema sinistra)ritenevano un politico illuminato,in realtà è il peggiore tiranno del millennio e un disastro per il mondo e anche per il suo stesso popolo.

L'Europa c'è,nonostante tutto e nonostante "loro".L'Europa c'è, nonostante Matteo Salvini,Giorgia Meloni,Marine Le Pen e tutti quei politici del Vecchio Continente c.d. ''sovranisti'',che da anni raschiano il fondo del barile della più becera demagogia,alla ricerca di voti,dicendo di fare gli interessi dei loro Paesi.Senza capire che l'unica prospettiva di un reale sviluppo,soprattutto in una contingenza bellico-sanitaria come questa,ed in un mondo sempre più connesso e globale,é proprio quella di un'Europa unita e solidale.Sovranisti,populisti e demagoghi di infimo livello.E' questa gente che,da almeno 10 anni,tiene bloccati i Paesi dove operano,li frenano nel loro sviluppo,intossicando il clima sociale,incattivendo la popolazione,scatenando i poveri contro i più poveri,gridando contro l'immigrato,professando chiusure di frontiere e blocchi navali,chiedendo Brexit lì,Italexit qui,sfogando la loro rabbia scomposta contro il neoliberismo e l'Europa,dimenticando la provenienza dei fondi del PNRR.

Salvini,Meloni,Berlusconi ,sono stati(anche se ora non hanno il coraggio di ripeterlo ad alta voce)tutti ''amici'' ed estimatori,estasiati ammiratori di Putin,di uno che oggi si rivela essere solo un bestiale e feroce dittatore.Uno che in un colpo solo è riuscito a mettere in pericolo il mondo,a portarlo sull'orlo di una guerra globale,a massacrare un popolo con un'invasione folle che si sta rivelando un boomerang pazzesco anche per la Russia.Eppure era proprio questo il modello ideale di Salvini che,mentre criticava l'Europa,diceva che il dittatore russo è "uno dei migliori uomini politici della nostra epoca".O Berlusconi che definiva Putin "una persona rispettosa degli altri ed è un uomo profondamente liberale e democratico".O la Meloni,per la quale "Putin difende i valori cristiani".



Come in Italia e in Francia,anche nel resto d'Europa di amici ne ha tanti Putin.In Germania,ad esempio,i neonazisti(già,proprio quel neonazismo che Putin é andato a sradicare in Ucraina)di "A.F.D." o in Austria il movimento di estrema destra del Partito della libertà(FPO)senza dimenticare i movimenti di sinistra estrema,quelli che vivono nel passato anti-atlantista e contro la Nato come Podemos in Spagna al centro di diverse inchieste per i loro rapporti con la Russia.Una bella compagnia di gente che negli anni ha provato a picconare il sogno di un'Europa unita,di un mercato comune e di una politica comune,baluardo della democrazia e dei diritti.Certamente l'Europa ha tanti limiti e difetti.Ma comunque una Europa come quella che è oggi,è comunque una delle cose più straordinarie che siano mai accadute nella storia dell'uomo,il territorio più libero,democratico,sviluppato,ricco che questo pianeta abbia mai visto,e lo è malgrado e nonostante Salvini,Meloni,Le Pen,Orban e compagnia urlante.

Loro,i sovranisti e populisti,ci si son messi di buzzo buono a distruggere,anno dopo anno,questo sogno ma ancora non riescono a farcela,e,si rassegnassero pure,non ce la faranno mai.Perché una Europa unita DEVE per forza esserci.Solo con un'Europa unita c'è speranza di futuro.Così,se durante la pandemia i sovranisti hanno coltivato posizioni ambigue,remando contro per grette pulsioni elettoralistiche(mascherine si,no,nì,green pass si,no,nì,vaccino no,nì,forse)ora con la guerra scatenata,si trovano nel grande imbarazzo di dover scaricare il loro amico Putin,"il miglior politico della nostra epoca",che ha distrutto tutto il loro "lavoro".Già.Perché,paradossalmente,con la sua opera criminale Putin ha compattato l'Europa e l'Occidente come non mai e ora l'Europa c'è e negli anni a venire crescerà ancor di più.La domanda di entrare a far parte dell'Europa proposta dall'Ucraina é infatti già stata accettata dalla UE.In questo momento l'Ucraina merita di entrare rapidissimamente in un'Europa,perché essa sta difendendo con il proprio sangue quei valori che sono gli stessi sui quali si fondano l'Europa e l'Occidente.Valori che sono il rispetto della dignità umana,della libertà,della democrazia,dell'uguaglianza,dello Stato di diritto,del rispetto dei diritti umani,della tolleranza e della non discriminazione.Tutta roba che Putin e la sua banda di amici sovranisti e populisti europei nemmeno sanno cosa sia. 

15 luglio 2022

LA RUSSIA NON E' PUTIN




Il sogno era rinato all'alba di quel 9 novembre 1989,all’indomani della caduta del Muro di Berlino.Fu da quel giorno che gli europei cominciarono a credere che il sogno di sempre,quello di un luminoso futuro di un solo grande popolo europeo che abitasse dalle rive dell'Atlantico fino alle catene degli Urali,potesse diventare finalmente realtà,con la Russia parte integrante dell'Europa.Fu in questo nuovo clima che cominciarono a realizzarsi quei progetti fino allora solo "in nuce":la moneta unica,l'allargamento dell’Unione a Paesi dell’ex Patto di Varsavia,il consolidamento del modello economico e sociale di "welfare" che prometteva sicurezza e prosperità per tutti.

L’euforia per quel sogno fu grande è proprio perciò,il risveglio fu più doloroso quando agli occhi apparvero altre tragiche realtà.Il conflitto nella ex Jugoslavia e poi l’11 settembre.La crisi finanziaria del 2008 e poi la bocciatura,sull’onda crescente dei populismi,del Trattato Costituzionale Europeo;la crisi economica greca,la Brexit.L’Europa,intanto,era arrivata ad essere un'Unione di 27 Stati:ma era solo una magnifica architettura ideale,cui mancavano,però,le colonne portanti della fiscalità e della difesa comuni,mentre la governance politica era condizionata da veti incrociati e da una eccessiva burocrazia,mentre i popoli erano esclusi dai concreti processi decisionali.Fu questo che fece risorgere populismi e nazionalismi contro l'Euro e l'Europa,che si scoprì debole e impreparata di fronte alle drammatiche emergenze del nuovo secolo.Soltanto la volontà e la determinazione di alcuni leader — Mario Draghi,Emmanuel Macron e Angela Merkel — riuscirono ad arginare i rischi di implosione,alimentati anche da spinte centrifughe(la Brexit)e da posizioni critiche di alcuni Paesi su temi fondamentali,quali la giustizia, l’immigrazione,il rapporto con gli Stati Uniti.

Di fronte alla nuova emergenza pandemica del 2020,l’Europa é stata capace di ritrovare coesione e una nuova consapevolezza della propria forza,dei propri valori,della propria capacità reattiva,dando concreta solidarietà sociale ed economica ai popoli con i Piani di Resilienza,su spinta decisiva di Parigi,Berlino,Roma e della Bce.Anche questa volta,però,l’euforia è durata lo spazio di un mattino. L’invasione russa dell’Ucraina sembra avere riportato indietro l’orologio della Storia.La guerra ha reciso,almeno per una generazione,i legami culturali ed economici con la Russia.Anzi,la divisione Europa e Russia é aumentata perché Finlandia e Svezia,Paesi con essa confinanti,per secoli gelosi del loro neutralismo,hanno richiesto,sull'onda di una grande richiesta popolare,l'ingresso nella Nato,perché timorose dell'aggressività di Mosca.

Oggi,però,l'Europa,dopo il forte sostegno politico e militare all'Ucraina,deve misurarsi con le conseguenze devastanti del conflitto: crisi economica ed energetica,divisioni politiche crescenti all’interno dei singoli Paesi,ricaduta sociale di nuovi flussi migratori,dipendenza energetica da Paesi poco affidabili sul piano dei diritti.Con la pandemia,oltretutto,che sembra rialzare la testa a seguito delle nuove varianti.Fino a che punto saranno sopportabili caro bollette,lampioni spenti,termosifoni più bassi e calo delle esportazioni in nome della guerra economica alla Russia?Tutti problemi,questi,che,come é facile prevedere,in autunno esploderanno con ricadute anche sociali e di ordine pubblico,ma che già oggi si riverberano sui governi.

Ed infatti in Francia si assiste alla clamorosa sconfitta di Emmanuel Macron alle legislative,ad opera di movimenti di estrema destra e di estrema sinistra i cui leader(Marine Le Pen e Jean Luc Mélenchon)sono contro la Nato e l'Europa,e non sarà un caso se alcuni di questi movimenti sono apertamente finanziati da Putin.In Gran Bretagna è caduto Boris Johnson,uno dei più forti sostenitori di Zelensky.E da ultimo anche qui in Italia l'indegno e irresponsabile "show" dei 5Stelle e di Giuseppe Conte sulla pelle degli italiani,rischia di far perdere i soldi del PNNR,proprio nel momento in cui aumentano le emergenze economiche,energetiche e sanitaria. 

Intanto la guerra continua e le stragi che giornalmente si consumano sulle popolazioni ucraine e le parole di odio di Putin,Medvedev e Kyrill verso l'Occidente e la cultura occidentale,che veramente credono di poter eliminare il decadente modello delle democrazie liberali,sostituendolo con  deliranti fantasie di una nuova Grande Madre Russia,allontanano al momento ogni possibilità di dialogo tra i due Mondi.

Ma basta volgerci al passato per capire che il futuro di Europa e Russia é tutt'altro e inevitabilmente diverso dalle speranze di Putin e dei suoi scherani.Non possiamo non ricordare,cioé,che Russia,Armenia e i Balcani sono da secoli territori coinvolti  negli scambi economici,culturali,religiosi con le altre popolazioni del continente europeo.Basti pensare al contributo,nel Settecento,di artisti e architetti italiani in città come S. Pietroburgo od Odessa;e come è grande l'influsso dei grandi romanzieri russi nella cultura delle nazioni europee.

Ed allora,quanto più la Russia sarà pensata come europea tanto più il regime putiniano potrà essere sconfitto e la società civile russa aprirsi agli ideali di libertà e alla complessità della modernità;e,viceversa,quanto più la Comunità Europea si aprirà alla Russia tanto più potrà imparare da quel popolo le sue doti di laboriosità,pazienza,tenacia e di una particolare religiosità.Perché la Russia non é Putin,e tantomeno Medvedev,vecchi arnesi di un mondo putrescente che non può più tornare. 

E PENSO A TE