E dunque gli inglesi hanno detto "NO" all'Europa,o almeno a "questa" Europa.Chiamati a esprimersi sulla Brexit,essi hanno senz'altro scritto una pagina di storia.E al di là di come chiunque di noi la pensasse(per il "Remain" o per il "Leave")quel voto inglese è stata una lezione di democrazia.Lì,in Gran Bretagna,il popolo si è ribellato agli interessi bancari e finanziari europei;quel popolo ha sentito in pericolo la propria libertà e dignità e ha reagito con il coraggio di non lasciarsi intimorire dalle minacce e i ricatti degli eurocrati di Bruxelles.Personalmente speravo che prevalessero i "remain",perché le sfide di un mondo e di una economia globalizzata richiedono risposte forti che non possono essere date a livello di singoli Stati nazionali;senza contare le gravi conseguenze sui mercati finanziari,sul commercio e sulla industria mondiale ai quali in questi giorni stiamo assistendo.Eppure,nonostante ciò,non si può che rimanere ammirati difronte ad una forma di democrazia che ha come suo unico giudice il volere popolare.Da noi non è così.Da noi si plaude ad una pseudo riforma costituzionale che(a sentire la casta renziana)dovrebbe attribuire maggior peso ale scelte dei cittadini.Ed invece no.Al contrario la riforma renziana della Carta toglie(ancor di più)al popolo la possibilità di esprimere scelte che pure riguardano la propria vita quotidiana.Da noi c'è una stampa servile che sa solo osannare la pessima riforma costituzionale di Renzi e della Boschi.I britannici,invece,hanno deciso loro;hanno votato contro questa Europa delle banche,della finanze e dei massacri sociali dovuti ad ottuse politiche ultrarigoriste.Sul banco degli accusati è salito il modello di SuperStato europeo soggiogato agli interessi dei mercati finanziari.La sua sconfitta nelle urne è un monito alla politica perché dia effettivo spazio ad un vero governo dei popoli comunitari,che può avvenire solo se le genti d'Europa possono scegliere direttamente gli organi politici continentali.Per il "Leave" hanno votato operai,ceti medi depauperati dalla crisi e le fasce sempre più larghe d’incapienti della società britannica.Piuttosto che insultarli gli eurocrati di Bruxelles dovrebbero prendersela con se stessi per aver disperso un patrimonio di fiducia che i cittadini europei nutrivano nell'ideale europeistico.Dovrebbero domandarsi se con le politiche dell’austerity si sia realizzato il primo principio di ogni teoria liberale:il benessere delle nazioni e la felicità dei cittadini.I britannici non sono stati dei populisti:semplicemente si sono resi conto che con questa Europa si sta peggio,si rischia il futuro,si è meno sicuri.Fin quando a Bruxelles ci si preoccuperà del diametro delle vongole piuttosto che al benessere dei cittadini,un numero sempre maggiore di europei diranno che questa Europa non può continuare ad essere così come oggi è.E nessuno spazio dovranno avere certi personaggi,come il ministro dell’economia tedesco Schäuble,che prima delle delle elezioni politiche dello scorso anno in Grecia ed in sommo dispregio della volontà del popolo greco,disse:“votino chi vogliono tanto non cambia niente”.Evidentemente anche di questo si sono ricordati gli inglesi al momento del voto.Adesso l’uscita della Gran Bretagna procurerà(sta già procurando)parecchi e gravi problemi,ma per la democrazia il 23 giugno resterà per sempre una festa.
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28 giugno 2016
15 aprile 2016
LA VOCE DELLA GENTE
22 dicembre 2015
I BOSCHI DELL'ETRURIA
C'era una volta la legge finanziaria,cioè(a farla breve) quella legge che prevedeva le entrate(le tasse,cioè) e le uscite(le clientele,cioè)che lo Stato avrebbe fatto nell'anno successivo.Veramente in origine la legge finanziaria serviva per diminuire tasse e uscite dello Stato,ma vabbè questo è un altro discorso.E siccome la legge doveva essere approvata entro il 31 dicembre e siccome ogni singolo parlamentare in un sistema elettorale da schifo contava qualcosa per mantenere in vita i governi,ecco che nei mesi da settembre a dicembre puntualmente partiva "l'assalto alla diligenza" e ogni parlamentare inseriva di soppiatto nella legge finanziaria qualche comma o emendamento o subemendamento nell'interesse degli italiani,naturalmente,per i votanti del proprio collegio elettorale,in realtà.E così arrivavano finanziamenti per la difesa degli allevamenti delle gallina padovane o sulla tutela della polenta Valsugana o gli incentivi per la costruzione di vaschette per i pesciolini rossi.
Ma naturalmente con Renzi tutto è cambiato,perchè è il verso che è cambiato(?)e tutto è diventato più serio.Almeno così dice lui,almeno così dicono i giornali-tappetino italiani.La Legge Finanziaria adesso si chiama Legge di Stabilità,però,strano a dirsi,pare che anche la "stabilità" di Renzi assomigli tanto alle solite grandi operazioni clientelar-assistenziale stile prima repubblica.Così,dopo decenni e decenni,ci sono ancora i soliti,eterni finanziamenti ai forestali calabresi.E il "film dell'orrore",come Tremonti definì le Leggi Finanziarie continua.Infatti che sia Finanziaria o Stabilità la vergogna continua,alla faccia della previsione proprio della legge di Stabilità che vieta che il provvedimento di bilancio contenga disposizioni localistiche o microsettoriali.Ma figuriamoci se microsettoriali può chiamarsi una norma che attribuisce 150 milioni a Camera e Senato per soddisfare le richieste degli onorevoli,cioè ancora tante marchette parlamentari.E mica sono microsettoriali i 500 euro ai diciottenni e i 100 milioni del 2 per mille alle associazioni culturali,oppure i 9 milioni per il comune di Campione d’Italia,dove la locale casa da gioco in dieci anni ha perso 105 milioni.L'emblema,quello della casa da da gioco,della morale a doppio senso di uno Stato che mentre dice di voler colpire il gioco d’azzardo poi ripiana le perdite del casinò di proprietà di una società pubblica.E poi ancora 20 milioni per i collegamenti aerei con la Sicilia,15 del Fondo per la montagna,5 per la bonifica della Valle del Sacco,e poi ancora lo sconto fiscale sulla compravendita dei calciatori,come se ci fosse qualcosa da "scontare" in un'attività dove girano centinaia di milioni di euro.Per non parlare di briciole ancora più minute contenute in quella lista.Come i soldi per finanziare festival,cori e bande: 3 milioni in tutto.O il milioncino al Club alpino e al Centro ricerca Ebri,i 500 mila euro alla Fondazione Maxxi e all’Istituto Suor Orsola di Benincasa, i 300 mila per la sopravvivenza della società Dante Alighieri,fino ai 70 mila al museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata.Con il piccolo particolare che le norme di salvaguardia(aumento dell'IVA cioè)sono dietro l'angolo pronte per essere applicate dall'Europa.Ma tutta questa cosa è invece davvero esaltante per la grande stampa italiana,sempre in ginocchio davanti al ducetto di Firenze.
Una cosa non ha previsto il Governo Renzi nella Legge di Stabilità:non ha previsto come andranno a finire le mille storie,diventate tragedie,dei piccoli risparmiatori della Banca dell'Etruria.In compenso,però,Renzi ha previsto un'altra cosa:la "salvaguardia" e la "tutela" dei Boschi dell'Etruria.
31 ottobre 2015
SALE IN ZUCCA

Anche quest'anno,come oramai da diversi anni,il 31 ottobre verrà festeggiato in tutta Italia,il giorno di Halloween,ricorrenza che affonda le sue radici nell'antica festa celtica di Samhain (tradotto dall'irlandese arcaico:fine dell'estate)una ricorrenza divenuta,nel corso dei secoli,sempre più popolare,soprattutto negli USA.I negozi di giocattoli,per l'occasione, diventano quasi piccole botteghe dell'horror,pronti a fornire maschere a forma di zucca e vestiti variopinti ai bambini che, nella serata del venerdì,inizieranno a girare per strada, pronti a giocare brutti tiri a coloro che non saranno disposti a riempire i loro sacchi di dolciumi. ("trick or treat"? "Dolcetto o scherzetto"?).Forse questa "festa" potrà portare,almeno per un giorno,un sorriso,un po' di distrazione in un periodo di crisi che sta rendendo tutti più tristi e preoccupati;tutti sempre più chiusi in se stessi,senza tanta voglia(e possibilità)di divertimento e distrazione.Ciò nonostante,però,c'è da dire qualcosa su questa festa di Halloween.C'è da fare qualche considerazione sui "dolcetti" che in questa festa girano,così come dovrebbero girare la moneta e l'economia in Italia.Considerazioni che lasciano l'amaro in bocca.
Ecco,ad esempio.Il 31 ottobre si festeggia una festa importata dai paesi anglosassoni,ma completamente estranea alle nostre radici storiche,sociali e culturali.Una festa non nostra;una festa che da molti,in particolare dai ragazzi,è più sentita rispetto a tante ricorrenze italiane che, al contrario,passano inosservate o addirittura non sono conosciute(come i santi patroni e la festa della repubblica, per citare solo pochi esempi).Ancora più triste è il fatto che una festa che deriva da arcaiche tradizioni popolari,sia divenuta una ricorrenza di stampo strettamente commerciale:un'occasione,cioè, per vendere giocattoli,organizzare feste in discoteca e per vendere beni di consumo.Non si può far a meno,cioè,di pensare alla festa italiana di Halloween come una festa senz'anima,utile solo per svagarsi e per dimenticare per una sera i problemi che attanagliano i singoli individui ed in generale,il nostro Paese.Così,almeno per un giorno,almeno per una sera,almeno in parte,ci saranno i sorrisi dei bambini in versione zombie e vampiri e di tutti i ragazzi e la ragazze che andranno a divertirsi con una maschera a forma di zucca,in chissà quale festa a tema:tutto ciò,per una sera,non può far che bene.Come è un bene,sicuramente,confrontarsi con altra gente e altri popoli.Ogni volta che si visita un Paese ci si confronta con una lingua,una tradizione una cultura diversa dalla nostra.E' bello lo scambio culturale interetnico.Ma se la nostra cultura diventa l'altrui cultura,se ci si appiattisce nelle stesse tradizioni e nella stessa lingua,non ci sarà più possibilità di confrontarsi,non ci sarà più nulla da scambiare in termini culturali.Perdendo,di conseguenza,la nostra dignità storica,il nostro immenso patrimonio intellettuale.
Ed allora,e a proposito di zucche,sarà opportuna che in questo angolo di mondo che è l'Italia,in questa Provincia periferica del villaggio globale,che è diventata oggi purtroppo l'Italia,occorre mettere sale in zucca e riscoprire quel senso di orgoglio e di appartenenza alla "nostra" cultura,che ha dato tanto al mondo intero sin dai tempi degli antichi Romani.Lasciando perdere stupidaggini e scempiaggini come l'idea dei "Caschi Blu" della Cultura che soltanto un governo di "minus habens",come è il governo dei Renzi e dei Franceschini delle Boschi e delle Mogherini poteva avere.
Ed allora,e a proposito di zucche,sarà opportuna che in questo angolo di mondo che è l'Italia,in questa Provincia periferica del villaggio globale,che è diventata oggi purtroppo l'Italia,occorre mettere sale in zucca e riscoprire quel senso di orgoglio e di appartenenza alla "nostra" cultura,che ha dato tanto al mondo intero sin dai tempi degli antichi Romani.Lasciando perdere stupidaggini e scempiaggini come l'idea dei "Caschi Blu" della Cultura che soltanto un governo di "minus habens",come è il governo dei Renzi e dei Franceschini delle Boschi e delle Mogherini poteva avere.
26 luglio 2015
COMUNQUE TARDI
Solo le intercettazioni sullo scandalo "Mafia Capitale" o quelle sul Governatore della Sicilia Crocetta e ancor di più quelle sullo stesso Premier Renzi,hanno cominciato a far dire qualcosa alla sinistra italiana che finora aveva taciuto sull'uso e l'abuso di questo strumento giudiziario.La sinistra italiana era stata in silenzio probabilmente perché proprio sulle intercettazioni di certa magistratura "amica" la sinistra ha campato politicamente.Ma oggi si accorge della delicatezza della questione.Se ne accorta perfino la Ministra Boschi che adesso dice:"è grave che intercettazioni non penalmente rlevanti siano pubblicate sui giornali".E finalmente anche il Garante della Privcy,per tanto tempo così silente,adesso dice che bisogna evitare la "gogna mediatica".Già.Adesso.Adesso la sinistra italiana s'accorge del problema delle intercettazioni.Adesso che il Premier Renzi viene intercettato mentre parla con il Generale della Guardia di Finanaza Adinolfi,al quale dice che Enrico Letta è " incapace” a governare e al quale racconta della presunta "ricattabilità" dell’ex presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano.E ci volevano le intercettazioni sullo scandalo delle Coop a Ischia,nelle quali vien fatto il suo nome,per far dire a Massimo D'Alema,peraltro in maniera non elegantissima:"La giustizia non può avere come fine quello di sputtanare le persone".Una vera e propria inversione ad "U" quella del "lider maximo" rispetto a certe sue precedenti affermazioni sulle intercettazioni a carico di Berlusconi.Insomma per il Pd le intercettazioni sono una vergogna.Certo che è così.Peccato che la posizione del Pd è cambiata solo ADESSO,quando a venir intercettati sono loro del Pd e non esponenti del centrodestra.Ed anche D’Alema,che non è un dilettante della politica,dovrebbe ricordare che,direttamente o indirettamente,lui e altri esponenti del centrosinistra (Prodi,Amato)hanno governato il Paese per quasi dieci anni.E non è che in questo periodo si siano molto occupati del problema.Ed anche il giovin signore di Firenze che governa ormai da 2 anni,si è preoccupato della cosa solo dopo che le intercettazioni lo hanno riguardato direttamente.E comunque il renzismo non sembra "voler" risolvere il problema.Gli ultimi fatti indicano un’opinione che oscilla a secondo della convenienza,come dimostrano i casi di Marino e Crocetta.
Le intercettazioni sono una cosa terribilmente seria,perchè riguardano il rapporto tra giustizia,politica e informazione,ma soprattutto il rispetto della dignità,della libertà e della vita stessa degli individui.E se la Boschi e D'Alema e lo stesso Renzi avessero detto o fatto qualcosa sulle intercettazioni in tempi non sospetti(cioè quando ad essere intercettati non erano loro)adesso sarebbero più credibili.Le intercettazioni in Italia,o meglio il modo con cui sono condotte e l'uso che di esse si fa,sono una vera barbarie giuridica.Addirittura certi giornali annunciano che sul loro prossimo numero saranno pubblicate "altre" intercettazione,quasi si trattasse di un romanzo "noir" a puntate.Senza dire di quelle trasmissioni,di stampo santoresco,nelle quali le intercettazioni vengono "recitate" da qualche ridicolo commediante.
E ancora.Può essere qualificata "libera stampa" quella che pubblica le intercettazioni,facendo da ufficio stampa alle Procure di mezz'Italia che usano "certi" giornali per scopi politici?Al contrario:in questi casi la libertà di stampa è svilita,perché il giornalista non scrive quello che sceglie lui,ma quello che altri gli dettano.E che tutela dei propri diritti ha l'imputato,quando le intercettazioni,che il codice vorrebbe quali mezzo di "ricerca" della prova,diventano esse stesse una prova?Ma perchè è accaduto tutto questo?È accaduto per una combinazione perversa di interessi e di viltà.L’interesse sta in chi maneggia questo strumento abominevole per squallide speculazioni politiche che però poi finiscono per colpire chi con esse voleva colpire.Ma colpevoli siamo anche tutti noi che abbiano accettato questa nefandezza senza un esame delle conseguenze civili e morali.Forse perché da secoli nei confronti dello Stato ci sentiamo solo dei sudditi e non abbiamo ancora acquisito la dignità di uomini liberi.E se finalmente un giorno qualcuno sarà tanto bravo da eliminare questa porcheria,gli si dovrà dire che (ipoteticamente)viene fatto,è stato fatto comunque troppo tardi:troppo diritto,troppe vite sono state nel frattempo massacrate.
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