Qualche tempo fa scrissi un post ("Morte a Napoli") http://clementeluciano-clem.blogspot.it/2014/09/morte-napoli.html sulla chiusura di una tra le più importanti e storiche librerie di Napoli,la libreria Guida, che per oltre 50 anni fu sede di dibattiti e simposi con la presenza delle più belle intellettualità italiane e straniere,come ad esempio,Kerouac e Ginsberg,Ungaretti e Moravia.Dopo tanti anni la storica libreria abbassava le saracinesche e chiudeva definitivamente,anche se continuo a illudermi che qualche "pazzo" malato di cultura,riprenda e faccia tornare in vita quel centro di cultura.Ma ancora oggi,ancora una volta,mi ha riempito di tristezza leggere sul "Mattino",il quotidiano di Napoli,la vicenda che segue.I protagonisti sono due.Da una parte Tullio Pironti,libraio ed editore.Di lui si può dire di tutto, compreso che è un tipo insofferente alle regole,ma non che sia mosso da un amore disinteressato per la cultura.Per la sua attività meritoria,l’anno scorso è stato insignito della medaglia della città di Napoli. Dall’altra parte c’è il giovane e rampante politico di turno,tal Francesco Chirico,presidente della seconda Municipalità.Pironti riuscì a farsi assegnare direttamente dal sindaco,un deposito temporaneo nella sede proprio della seconda Municipalità, in piazza Dante.In totale, l’editore fece trasportare lì circa duecentomila libri,messi negli scatoloni,incellofanati e poggiati su decine e decine di bancali.Il deposito scelto,un centinaio di metri quadri,occupava gli spazi di quello che era stato il primo ricovero durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e poi uno dei primi cinema aperti in città, il cinema-teatro Aurora.Il "deposito" dei libri era provvisorio,perchè l’idea di Pironti era quella di organizzare un evento in piazza,che si sarebbe chiamato una “Montagna di libri”,alla quale ognuno poteva accedere e prendere i libri gratuitamente.Un po' come era stato fatto per la festa di Pironti per i suoi ottanta anni,quando a giugno allestì in piazza una piccola montagna con duemila libri da distribuire gratuitamente.L’1% di quelli che voleva regalare in quest’altra occasione.Per più di due anni i libri sono rimasti nel deposito, e per vari motivi non è stato possibile organizzare l'evento,finché qualche giorno fa Pironti,assieme a un paio di suoi collaboratori,decise di verificare a che punto era l’organizzazione dell’evento e,soprattutto,se le ultime piogge avessero danneggiato in qualche modo gli scatoloni.Una volta aperto il portone in ferro,scopre che dei duecentomila libri ne erano rimasti solo alcune decine.Rubati?No,peggio,molto peggio; mandati al macero già da qualche mese,perchè i locali servivano ad altro,ha detto Chirico,servivano ad accogliere biciclette elettriche.Evidentemente per Chirico le biciclette sono più importanti della cultura.Ed infatti i bancali con i libri erano stati trasferiti su diversi camion e portati poi al macero.Tutto questo è successo in una città già martoriata dalle mani rozze e luride della politica e della camorra che hanno inferto colpi sensazionali al secolare patrimonio culturale e paesaggistico che incantò Leopardi,Goethe e tanti altri.In una città in cui si portano avanti battaglie infinite per salvare le biblioteche,come la biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici,che fu costituito nel a Roma nel 1975,da 5 personalità di spicco del panorama culturale italiano: Enrico Cerulli presidente dell'Accademia, Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto,l'avvocato appassionato di filosofia Gerardo Marotta, il filosofo Pietro Piovani e il professor Giovanni Pugliese Carratelli, docente universitario e collaboratore dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.Almeno in questo caso,però,la vicenda ha avuto un esito diverso.L'Istituto italiano per gli studi filosofici,ha rischiato di chiudere per mancanza delle risorse economiche necessarie al mantenimento di quella sede di cultura.Alla fine,dopo un lunga battaglia,le risorse e economiche sono state trovate e si è potuti uscire dal tunnel buio dell'incertezza sulla vita dell'Istituto.Massimiliano Marotta,figlio di Gerardo Marotta e attuale presidente dell'Istituto,racconta,con grande entusiasmo il pomeriggio nel quale si è concluso il faticoso iter giudiziario che è come se avesse fatto rinascere l’Istituto fondato da Gerardo Marotta.Per mesi,per anni,il rischio che venissero sequestrati tutti i conti e si apponessero i sigilli alla sede di Palazzo Serra di Cassano è stato dietro l’angolo.L'Istituto,infatti,aveva debiti stimati in oltre 10 milioni di euro.Marotta,però,non ha esitato a vendere la propria abitazione,un attico con terrazzo in piazza Grazioli,a Roma oltre una masseria con un grande terreno attorno a Ponticelli,vicino Napoli.Lui e le sorelle hanno venduto le proprietà di famiglia, come aveva già fatto Gerardo Marotta quando ancora l’Istituto non godeva dei finanziamenti pubblici che invece adesso gli garantiscono, in Finanziaria, un milione di euro all’anno (come all’Istituto di studi storici). L'Istituto, dunque vive ancora.Per la passione e il sacrificio di alcuni "pazzi" amanti della cultura.Ai quali,evidentemente, interessano più la mente ed i libri che le biciclette elettriche.
06 ottobre 2017
CULTURA E SPAZZATURA
29 agosto 2017
LA CONTINUITA' DELLA VITA
Guardia Sanframondi è un piccolo paese in provincia di Benevento,di poco più di cinquemila anime.Eppure è famoso in tutto il mondo. Non solo per il vino, che pure è apprezzato in tanta parte d'Europa e non solo,ma anche e soprattutto per i cosiddetti Riti Settennali di penitenza che si svolgono ogni 7 anni nei giorni di ferragosto in onore dell'Assunta.E' un evento,quello dei Riti,che raduna in questo centro del Sannio,migliaia di curiosi,per quel suo suo mix tra pagano e religioso,unico nel suo genere.Ogni sette anni,dunque,tutta la popolazione si raccoglie in una settimana di riti sacri che poi culminano nella grande processione dei "Battenti",in cui uomini e donne sconosciuti,tutti rigorosamente incappucciati,si battono il petto,flagellandosi con spugne chiodate come segno visibile e materiale di espiazione dei propri peccati attraverso il dolore e il sacrificio.Nel 2017 cadde l'ultimo settennato e questo 2024 è dunque l'anno della nuova ricorrenza.Pare che questa usanza abbia radici piuttosto antiche.Alcuni storici fanno risalire i riti dei "Battenti" ad una più generale iniziativa sorta nel Medioevo,ad opera di alcuni riformatori dell' ordine francescano e tra questi Raniero Fasani,che diede vita al movimento dei flagellanti o disciplinati,gruppi di fedeli che in processione usavano cantare e flagellarsi in pubblico per espiare le colpe terrene e prepararsi al Giudizio Universale.Il primo documento relativo alla manifestazione di Guardia Sanframondi risale però al 1620,quando,in seguito a una grave carestia,la popolazione decise di portare in processione la Madonna Assunta.I "Battenti" sono così chiamati perché si percuotono il petto denudato con la cosiddetta spugna di sughero in cui sono infilate trentatré punte di metallo acuminate,tante quanti gli anni di Cristo.Al corteo tutti i partecipanti indossano un saio bianco con il capo coperto da un cappuccio mentre un tamburo scandisce un ritmo lugubre,sulle note del quale si invocano la pace e il perdono.Nessuno è riconoscibile, ma chiunque può prendervi parte,uomini adulti e,dal 2010,anche le donne.Chi crede di trovare a Guarda Sanframondi nei giorni dei Riti Settennali la solita festa religiosa di paese sbaglia di grosso.Non ci sono luminarie, bancarelle,concerti, ma solo tanta religiosità e rispetto per la tradizione.Un rituale settennale che fu proibita durante il fascismo ma che ai nostri giorni ha assunto grande popolarità, tanto che migliaia di persone,ma soprattutto i mass media internazionali (BBC, CNN, NBC, Al Jazeera)affollano Guardia Sanframondi,rischiando di ledere l’aura di sacralità che circonda i Riti dei «Battenti» in onore della Madonna Assunta.Un rituale composito, consolidato nel contesto socio-politico e religioso locale,percepito dai Guardiesi come struttura sostanziale della loro tradizione culturale.
Questo rito settennale è un rituale liturgico,un mea culpa collettivo,dove migliaia di uomini incappucciati vestiti con sai bianchi,si battono il petto a sangue per la Madonna Assunta.Un rituale che rievoca quegli antichi rituali sacrificali pagani nel quale lo spargimento di sangue servirebbe a placare l’indignazione divina e a implorare il suo intervento misericordioso.Una tradizione che per sette giorni e ogni sette anni(evidente il simbolismo del numero sette che nella religione cristiana è simbolo di completezza e di perfezione e viene associato ai giorni della creazione,ai doni dello Spirito Santo e alle beatitudini)coinvolge la comunità,i partecipanti e anche i semplici curiosi.
Tutto inizia il lunedì successivo al 15 agosto,festività della Madonna Assunta e,dopo una settimana di riti e cerimonie religiose,terminando la domenica successiva.Il culmine,atteso per 7 anni,arriva quando i «Battenti» incrociano la statua di San Girolamo penitente,patrono dei "Battenti",e nel medesimo istante un capo del rito dà la perentoria intimazione:"Con fede e coraggio,fratelli,in nome dell’Assunta battetevi!".Tutti gli incappucciati cominciano a battersi,colpendosi il petto all’unisono per tre volte,al suono di un cupo rumore di tamburo,e tutti possono vedere lo sgorgare del sangue che fa rabbrividire la folla che assiste in religioso silenzio al rituale catartico.La processione penitenziale continua poi per ore e i "Battenti",sfilando per le vie del paese,continuano a colpirsi il petto con la "spugna".
Alcuni studiosi di antropologia e di tradizioni popolari sottolineano come quel sangue "è garante della continuità della vita".Un simbolismo che si dispiega intorno ai due opposti poli che nel sangue trovano una sintesi:quello della «vita» e quello della «morte».Lo spargimento del sangue vuole rievocare la Crocefissione del Cristo,che con il Suo sacrificio assume su di sè le colpe del popolo e invoca il perdono e la misericordia dell'Onnipotente.
P.S. HO SCELTO DI NON PUBBLICARE LE FOTO O I VIDEO PIU' CRUDI E IMPRESSIONANTI DEI RITI DEI "BATTENTI" PER NON COLPIRE LA SENSIBILITA' DI NESSUNO.E' FACILE,COMUNQUE,TROVARE IN RETE NUMEROSI VIDEO SULL'ARGOMENTO.
26 luglio 2017
L'UOMO MISERABILE
Finisce sempre così. Con la Morte.Prima, però,c'è stata la Vita. Nascosta sotto il bla,bla,bla,bla...
E' tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore.
Il silenzio e il sentimento.L'emozione e la paura.
Gli sparuti, incostanti sprazzi di bellezza,
e poi lo squallore disgraziato e l'Uomo miserabile
Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo
Bla, bla, bla, bla....
(Dal film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino)
07 luglio 2017
DIRITTO DI AMARE
scr
Il caso è noto.A Charlie Gard,bambino londinese di 10 mesi,i medici hanno diagnosticato una rarissima e inguarabile malattia genetica.Il bambino è attualmente tenuto in vita solo con un ventilatore che ne favorisce le funzioni vitali.Ma difronte all'inevitabile esito infausto della patologia,i medici hanno chiesto e ottenuto dai giudici inglesi l'autorizzazione a staccare l macchinar,revocando in morte l'esistenza del bambino.A tale prospettiva Connie Yates e Chris Gard,i genitori del piccolo,si sono disperatamente opposti,ricorrendo alla Corte europea dei diritti dell’uomo,alla quale hanno chiesto l'autorizzazione(Incredibile!Un genitore deve chiedere l'autorizzazione per aiutare il PROPRIO figlio)a trasferire il bambino negli USA,dove è in corso una sperimentazione su quella malattia.Ma la Corte di Strasburgo ha confermato quanto stabilito dai giudici inglesi,ovvero l'interruzione delle cure,motivando tale decisione con il perseguimento del principio del "best interest",del migliore interesse del bambino,che sarebbe quello di evitargli sofferenze con un inutile accanimento terapeutico.I giudici infatti hanno scritto nella sentenza:"Sebbene ai genitori spetti la responsabilità genitoriale,il controllo prioritario è affidato al giudice che esercita il suo giudizio oggettivo e indipendente nel migliore interesse del bambino".Sono parole che atteriscono.Specie quelle espressioni:"controllo prioritario","giudizio oggettivo" che sanno tanto di Stato totalitario. Proprio nel nostro mondo occidentale,nel quale l’autodeterminazione dell’individuo è considerato il principio-cardine della vita sotto ogni aspetto,e nel quale si chiede che gli ordinamenti giuridici e gli apparati statali siano messi a servizio di tale autodeterminazione,ecco che una sentenza di tribunale priva i genitori di Charlie di ogni possibilità di scelta su loro stessi.Ecco così che un sistema come quello liberale costituzionale, nato per garantire i diritti dell’individuo rispetto allo Stato,tradisce se stesso e trasforma lo Stato nell’unica entità in grado di giudicare chi sia degno di vivere e chi non lo sia."Non ci è permesso di scegliere se nostro figlio debba vivere e non ci è nemmeno permesso di decidere quando e dove Charlie dovrà morire",hanno scritto i genitori su Facebook dopo aver chiesto inutilmente di poter almeno portare il piccolo a casa,per fargli trascorrere lì le ultime ore di vita.Già.Perché la decisione sul destino di Charlie non è stata lasciata ai suoi genitori?
Questa vicenda è poi il trionfo del positivismo:ciò che conta sono solo le "valutazioni" fatte della legge e della scienza sulla base di freddi dati oggettivi.Non ha dunque dignità anche la norma non giuridica del "Diritto d'Amore" di un genitore?E perché,difronte a offerte di aiuto del Papa e del Presidente degli Stati Uniti,si continuano a essere opposti rifiuti,quasi come una sorta di "accanimento giustiziale"?Questa vicenda mette in luce un altro aspetto.La riduzione di una persona alla sua malattia.Ma nell'uomo ammalato,grave o lieve,piccolo o anziano,vicino alla guarigione o prossimo alla morte,non è l'essere ammalato quello che conta,ma il suo essere persona.Perchè comunque nel corpo ammalato c'è un universo.Proprio e di chi lo circonda.Sapere della malattia,eppure continuare a sperare,a sognare che un giorno,insieme all'"amico/a risanato/a" oppure con la persona amata,recuperata alla vita,si possano recuperare i giorni della felicità perduta o quanto meno sospesa nei giorni della malattia.Non come hanno fatto sanità e giustizia inglesi che hanno visto la malattia di Charlie,e non anche i suoi sorrisi e i suoi primi vagiti o le carezze della madre o il sorriso del padre.
E così con Charlie muoiono la speranza e il diritto,la pietà e l’umanità.Siamo ben oltre l’eutanasia.Perchè qui non "sceglie" l'individuo o il suo rappresentante "di volontà".Qui scelgono "altri",gente sconosciuta e ignara dei sentimenti di due genitori.E nella vicenda di Charlie è proprio questo che inquieta di più:il fatto che la sorte di un bambino,di una persona, è stata affidata a entità impersonali.A decidere non è stata mamma Connie o papà Chris,dopo essere stati informati di quella che era la malattia.No.Qui a decidere è stato un Tribunale,una Corte Suprema.In questo giorno tristissimo è difficile non pensare al «Brave New World» di Aldous Huxley,dove la gente è convinta di vivere nel migliore dei mondi possibili,ma non ha alcuna libertà ed è sotto il dominio di misteriosi coordinatori che decidono il destino di tutti.
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