01 gennaio 2016

IL PRIMO GIORNO DELL'ANNO





Il primo giorno dell'anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.
Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno

dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia

e poi, lo avvolgerà nell'ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

                                   
                                             (Poesia di Capodanno di Pablo Neruda)

31 dicembre 2015

ALMENO FINGIAMO





E ADESSO CHE L'ANNO NUOVO COMINCIA CREDIAMO, O ALMENO FINGIAMO DI CREDERE CHE QUALCOSA CAMBI UN PO' DAPPERTUTTO, UN PO' IN TUTTE LE COSE..ALMENO FINGIAMO DI CREDERCI..., IN FONDO NON COSTA NULLA

27 dicembre 2015

DICIANNOVE E SETTANDUE





Stavo leggendo i giornali on line della vigilia di Natale e così ho appreso che "anche" lui,dopo l'allievo,se ne era andato,che era morto il professor Carlo Vittori,uno dei simboli dell'atletica leggera italiana(quella vera e pulita e perciò vincente)ma soprattutto storico Maestro di quel grande,umile,introverso"ragazzo del Sud" che fu Pietro Mennea.Tra loro si creò uno straordinario rapporto tra caratteri forti,mai domi,uno dei “binomi” tecnico-atleta più vincenti della storia dello sport italiano
Dapprima Vittori le cose le fece in proprio e le fece bene,per giunta,facendo parte della nazionale di atletica leggera per otto volte,dal 1951 al 1954,diventando campione italiano sulle distanze veloci e partecipando alle XV Olimpiadi di Helsinki come centometrista.Ma il meglio doveva ancora venire,perchè il meglio arrivò quando Vittori e Mennea si incontrarono sulle piste(allora pulite)dell'atletica leggera.Vittori e la Freccia del Sud si erano conosciuti nel 1970,e grazie a lui e alla sua ferrea volontà,l’orgoglio barlettano visse la sua età dell’oro,idealmente culminata, al di là degli straordinari successi di Pietro(il primato mondiale dei 200 metri di Messico 1979 in 19 secondi e 72 centesimi,l’oro olimpico di Mosca 1980 davanti a Valery Borzov,solo per ricordare i due momenti più alti)nella medaglia d’argento mondiale della staffetta 4×100 a Helsinki 1983,con il quartetto azzurro(Tilli,Simionato,Pavoni,Mennea, tutti allievi di Vittori) incastrato tra  Stati Uniti di Carl Lewis e le maglie rosse dell’URSS.
Forse,chissà,da quel 21 marzo 2013,da quando Pietro Mennea fece l'ultima sua corsa lassù,Carlo Vittori ha continuato a seguirlo fino all'altro giorno quando ha deciso di lasciare la sua corsia terrena e raggiungerlo al traguardo della Vita.



Guardando quella foto che tutti i giornali hanno pubblicato con Vittori sopra una Vespa che continua  a gridare a Mennea di fare il Mennea,mi son ricordato di quel bel film di Luigi Comencini con Gian Maria Volontè e Diego Abatantuono che proprio di un "Ragazzo del Sud" parlava,che parlava di un ragazzo del Sud che correva con le urla del suo "allenatore" dentro il cuore,contro il vento e contro i Tempi:come Vittori,come Mennea.