13 settembre 2015

DIRITTO AD AVERE DIRITTI


La vicenda è nota.Mentre cammina per i viali dell'università romana "La Sapienza" la studentessa Marta Russo viene colpita alla nuca da un colpo di pistola. Dopo 5 giorni di coma, Marta muore. Le indagini sull’omicidio conducono a 2 assistenti della cattedra di Filosofia del Diritto dell’Ateneo:Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro.I due si proclamano innocenti.Il processo si conclude in Cassazione dopo 5 gradi di giudizio:Scattone è condannato in via definitiva per omicidio "colposo" a quasi 6 anni di reclusione.
Il processo diede luogo ad infinite polemiche.Anzitutto per il comportamento intimidatorio degli inquirenti nei confronti degli indagati e dei testimoni.Ma anche perché tutto l'impianto accusatorio dei pm non resse in alcuna sede di giudizio.Gli inquirenti non riuscirono mai a dimostrare davanti a una Corte la tesi dell'omicidio volontario,pur avendo fatto ricorso alle teorie più incredibili come quella del "delitto perfetto" o al mito nietzschiano del Superuomo. E così,alla fine i pm dovettero "contentarsi" dell'omicidio colposo perché avevano confuso prove,testimonianze,intercettazioni,perizie.Scattone venne quindi condannato per omicidio colposo e non volontario come invece chiedeva l'accusa.Delitto colposo:equiparabile a un delitto per caso,accidentale,commesso per sbaglio o per errore.Se per la Giustizia è stato lui a uccidere,per quella stessa Giustizia non aveva l'intenzione di uccidere;se ha sparato,l'ha fatto maneggiando incautamente una pistola(peraltro mai ritrovata).Scattone ha scontato interamente la pena senza beneficiare di amnistie o condoni.Ed è quindi,a tutti gli effetti, un libero cittadino.Per di più per la sua buona condotta è stato formalmente riabilitato dal Tribunale di Roma.Ora la stampa torna ad occuparsi di Scattone perché,grazie anche alla renziana legge della #buonascuola,diviene titolare di cattedra di psicologia in una scuola di Roma.E succede il finimondo.Ora gli si imputa una nuova "colpa".Lo si ritiene "inadeguato" a stare a contatto con dei giovani studenti.In più gli si contesta il mancato "pentimento" per l’uccisione della ragazza.Ma perché Scattone dovrebbe scusarsi se continua a proclamarsi innocente?Resta il fatto che Scattone oggi è un uomo libero che ha il diritto di tornare a vivere pienamente la sua vita.E invece no.Per certi benpensanti e certa cultura forcarola italiana,Scattone era,è e sarà sempre l'"assassino",continuerà a portare impresso a fuoco il marchio per un delitto per il quale magistrati a dir poco superficiali non son stati capaci di raccogliere prove convincenti sulla sua colpevolezza.Ma bene o male siamo in uno stato di diritto;e uno stato di diritto,oltre che garantire un "giusto processo",deve anche assicurare il "diritto ad avere diritti" al condannato che ha scontato la pena.Uno Stato liberale in senso lato,deve farsi carico di assicurare anche i diritti di quelli che sono stati condannati in maniera più o meno credibile da un lavoro approssimativo di una magistratura che voleva ad ogni costo condannare il Mostro Scattone.Una società libera dovrebbe preoccuparsi non solo della pur minima possibilità che un innocente sia stato ingiustamente perseguitato e condannato,ma anche di un colpevole che, avendo scontato la sua pena,venga riabilitato.Accanirsi contro il tentativo di Scattone di tornare alla normalità significa che lo Stato stesso non è più "normale".E uno Stato che non assicura più il diritto dell'individuo ad avere diritti è uno Stato che sta entrando(se già non vi è entrato)nella buia Notte della Ragione,nel cupo Tempo dei Diritti Negati.Gran brutta notte,gran brutto tempo sarà quella Notte e quel Tempo.


07 settembre 2015

UNA PICCOLA "DEFAILLANCE"

M'ero ripromesso di scrivere ogni mese un post sulla malagiustizia italiana.In fondo non è poi così difficile scrivere un post sullo scempio della Giustizia e del Diritto che in Italia si sta compiendo ad opera di magistrati e politici.Non è difficile perché di materiale per scrivere un post sulla malagiustizia ce n'è a iosa.Stavolta,però,il post è come se non lo scrivessi io.E' come se lo scrivessero altri.E' come se lo "scrivessero",diciamo così,gli stessi giudici,o almeno da quella (piccola parte)di giudici che ancora "stendono" sentenze secondo i dettami di uno Stato di diritto,che cercano di assicurare davvero i diritti dell'imputato,secondo i principi di una democrazia liberale.Ecco,è come se questo post lo scrivessero quei magistrati che hanno depositato le motivazioni della sentenza che ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox,per l'omicidio della studentessa Meredith Kercher.Una sentenza che nell'assolvere Sollecito e la Knox,ha "condannato" senza appello quella magistratura italiana che,nella sua ottusa arroganza,nel suo ritenersi casta intoccabile,sempre alla ricerca di una rilevanza mediatica,aveva già condannato con prove irrilevanti,addirittura senza movente  i due ragazzi.
Così scrivono i giudici della Cassazione:"A carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati dell'omicidio di Meredith Kercher, manca un "insieme probatorio" contrassegnato "da evidenza oltre il ragionevole dubbio".Lo afferma la Cassazione nelle motivazioni dell'assoluzione dei due ex fidanzati  .
"Clamorose defaillance nell'inchiesta".Secondo la sentenza della Cassazione il processo per l'uccisione di Meredith ha avuto "un iter obiettivamente ondivago, le cui oscillazioni sono, la risultante anche di clamorose defaillance o 'amnesie' investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine"."Se non ci fossero state tali defaillance investigative,e se le indagini non avessero risentito di tali "colpevoli omissioni", si sarebbe consentito di delineare un quadro, se non di certezza, quanto meno di tranquillante affidabilità,nella prospettiva vuoi della colpevolezza vuoi dell'estraneità" di Knox e Sollecito.Imputati assenti(!!!!!! n.d.b.) da scena del delitto". E' un dato "di indubbia pregnanza" a favore di Knox e Sollecito - "nel senso di escludere la loro partecipazione materiale all'omicidio, pur nell'ipotesi della loro presenza nella casa di via della Pergola",la "assoluta mancanza di tracce biologiche a loro riferibili" nella stanza dell'omicidio o sul corpo della vittima."Il clamore mediatico non ha giovato".Per la Cassazione "l'inusitato clamore mediatico" del delitto Kercher e i "riflessi internazionali della stessa vicenda, non hanno "certamente giovato alla ricerca della verità" provocando una "improvvisa accelerazione" delle indagini "nella spasmodica ricerca" di colpevoli "da consegnare all'opinione pubblica internazionale".
Ad avviso sempre della Cassazione "la riscontrata imputabilità delle tracce a profili genetici della Knox si risolve in un dato non univoco ed anzi indifferente, dato che la giovane statunitense conviveva con il Sollecito, dividendosi tra la sua abitazione e quella di via della Pergola", spiega la Cassazione nelle motivazioni dell'assoluzione di Knox e Sollecito.Ecco,un altro caso di malagiustizia all'italiana è compiuto.Ma quello che è assurdo,che assume aspetti di incredibile ed inaudita gravità è che tutte le indagini,tutti i sopralluoghi,tutti i rilievi di dna e quant'altro,sono stati fatti con i due ragazzi chiusi in carcere per ben 4 anni (quattro !!!!).Chiusi in carcere come se fossero già stati condannati.Ora Raffaele Sollecito ha annunciato che chiederà il risarcimento dei danni per "ingiusta detenzione".Certo,è il minimo che un innocente(dichiarato tale da 3 gradi di giudizio)possa fare.E Sollecito magari sarà anche risarcito.Ma quei giudici e quegli investigatori dove sono adesso?Cosa pagheranno in termini economici e professionali?Nulla,si sa già.Ad essi però una domanda:sapete cosa significa buttar via 4 anni della propria vita dentro le mura di un carcere e soprattutto di un carcere italiano? E se un giorno,in questo maledettissimo sistema criminale giudiziario italiano entraste anche voi?E se anche voi un giorno rimarreste impigliati per 4 anni in questa macchina infernale che avete costruito con la "vostra" giustizia?

03 settembre 2015

SOLO UN AQUILONE




Storie,tante storie.Ma poi alla fine ti accorgi che non son le storie, ma che è la STORIA che si ripete.Le storie di bambini,la Storia dell'Umanità che si ripete, sempre uguale,sempre identica. L'altroieri in Polonia nel Ghetto di Varsavia, ieri in Vietnam, oggi in Turchia.Ma la Storia non cambia,perchè è l'Uomo che non cambia.Ce lo dicono quelle foto di quei bambini piangenti,terrorizzati,disperati,e poi morti che cercano di scappare lontano,che corrono via lungo le (violente)strade delle tante, troppe guerre in tutti gli angoli del mondo. E' la Storia, in realtà.E' l'Uomo che infine,era e rimane criminale, disumano, violento,che per i suoi interessi economici o per i suoi deliri di onnipotenza,continua a commettere brutalità e barbarie contro l'altro Uomo,su altri popoli,su altre,diverse civiltà.E in questi orrori c'è l'orrore più grande,quello delle eccidi fisici e morali sui bambini,violati nel loro bene più grande che è l'innocenza;che sono depredati del loro diritto a sperare nei Grandi,negli Uomini,a sperare di avere,di vivere un'altra vita, altra e diversa rispetto a quella che l'Uomo vuol loro dare.Quante altre foto di bambini come quelle, come questa raccapricciante che stiamo vedendo in queste ore sul lido di una spiaggia,dobbiamo ancora continuare a vedere per sperare che l'Uomo cambi ?
Adesso tutti inorridiamo davanti la foto di Aylan innanzi alla foto di un bimbo a pancia in giù sulla battigia delle spiagge della Turchia,dove magari avrebbe sognato di giocare insieme al fratellino,anch'egli morto,o con altri bambini come lui.Ma tra qualche giorno ci saremo già scordati di Ayland e dei tanti, troppi bambini che ora ci guardano chiedendo, implorando qualcosa con i loro silenzi,dietro quei visi sui quali è scomparso ogni forma di sorriso. Di qui a qualche giorno  finiremo di indignarci e di provare raccapriccio e torneremo alle nostre vite egoiste di ogni giorno. Fino alla prossima foto di un bambino violato, di un altra storia di bambino che voleva solo sognare, che voleva solo vivere una vita di gioia e felicità. E che magari voleva solo correre sulla riva del mare inseguendo e guardando il suo aquilone lassù, in alto nel cielo.

26 agosto 2015

LA BELLA ESTATE





Anche da questo si vede.Anche da vicende così piccole si comprende quanto grande sia l'arroganza della più greve Casta tra le tante che esistono in Italia,quella della Magistratura.C'è stato un tempo,infatti,in cui,tra le tante sue "slides",il premier Renzi raccontò "urbi et orbi" di voler riformare la giustizia italiana,per dimostrare che anche in questo campo il verso era cambiato.Così,per fingere che veramente s'era cominciato a riformare la giustizia,il Premier partì in maniera,per così dire, "soft",guardandosi bene dall'affrontare,come invece aveva promesso, riforme "serie e vere" come la responsabilità civile dei giudici o la separazione delle carriere.Renzi invece cominciò da "riformine".Cominciò dicendo di voler tagliare il periodo di ferie dei magistrati.Apriti cielo!Anche per questa "riformina",l'Associazione Nazionale Magistrati(ANM)scatenò una reazione furibonda.Anche così,per l'ANM,si attentava all'autonomia e all'indipendenza della magistratura(il solito,classico refrain).E ci fu addirittura qualche giudice,come il procuratore Marcello Maddalena che ebbe a dire sul taglio dei 15 giorni di ferie voluto dal governo “Renzi vuol far crepare di fatica i magistrati come il maiale Napoleone della fattoria di Orwell” . No,non è un'omonimia:quel Marcello Maddalena è lo stesso che ai tempi di "Mani Pulite" sostenne che "quello immediatamente successivo all'arresto è un "momento magico".Una frase che probabilmente avrebbe fatto raccapricciare perfino Torquemada.
Ora qui non si vuol dire che i magistrati non debbano riposarsi un pò.Anche Dio(al Quale ogni tanto i Sommi Sacerdoti della Giustizia italiana ritengono di potersi equiparare)riposò il settimo giorno.Ma qui si vuol solo dire che quello del magistrato non è un "lavoro" qualsiasi,non è un lavoro come un altro.I magistrati svolgono un "lavoro" dal quale dipendono altre vite,la vita di chi,ancora innocente(fino a prova contraria e a terzo grado di giudizio)continua a stare in carcere aspettando un interrogatorio che verrà fatto chissà quando dal magistrato chissà chi,quando ritornerà abbronzato dal mare.E "certe" attese,fatte guardando il sole "a quadretti"  da chi poi magari verrà dichiarato completamente estraneo ai fatti,non sono il massimo per uno Stato di diritto.Oppure,al contrario,i pesanti tempi della giustizia italiana,le lentezze dei giudici,i troppi "interessi" extragiudiziari dei magistrati portano a non scrivere le sentenze o a scriverle e depositarle fuori i tempi di legge,con conseguente messa in libertà di pericolosi mafiosi che le forze dell'ordine hanno arrestato a rischio della propria vita.
Forse per voi,signori giudici,le vacanze sono belle e lunghe e l'estate,a dirla con Pavese,è davvero una "bella estate".Ma per tanti poveri cristi l'estate è solo un periodo dell'anno uguale agli altri:un buio,tetro,infinito inverno(e inferno)del Diritto.