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06 agosto 2025

RICORDATEVI DELLA VOSTRA UMANITA'



"Enola Gay" e "Little Boy" e "Fat Man".No,non sono i nomi di qualche videogioco.Erano i nomi,invece,che,se legati ad altri due nomi,quelli della città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki,ci raccontano di una delle più immani,devastanti,orribili mostruosità che l'uomo è stato capace di compiere sull'uomo:il lancio della prima bomba atomica su delle città.La bomba più devastante e distruttiva che fu mai lanciata su uomini donne,bambini che in quel giorno divennero,nel giro di pochi secondi,solo polvere,cenere,ombre sui muri.No,non erano videogiochi:"Enola Gay" era il nome dell'aereo che trasportava quella bomba atomica;"Little Boy",era il nome della prima bomba;"Fat Man",quello della seconda su Nagasaki;nomi così carini,graziosi,come se si fosse trattato di giocattoli innocenti "donati" ai bambini giapponesi.

Era il 6 agosto 1945,giusto 80 anni fa,e accadde in Giappone,un Paese allora in guerra contro gli Stati Uniti.Questi,per finire prima la guerra con l'impero nipponico,ricorsero a quell'arma tremenda.La bomba fu sganciata sulla città di Hiroshima e dopo qualche giorno su Nagasaki.Ma da allora quelle città non sono più solo città.Sono una separazione drammatica della Storia,dell'Umanità,della Scienza;e della Fisica,da sempre definita la "regina delle scienze".Perchè la Fisica è la scienza che esamina leggi e teorie astratte ma che poi studia in concreto la materia,l'energia,lo spazio,il tempo e le loro interazioni.Quella divaricazione della Storia e dell'Umanità tra un "prima" e un "dopo",furono segnati da un "prima" e un "dopo" della Fisica."Prima" la fisica era stupore, bellezza,perchè la fisica è nata per capire come funziona il mondo.Dalla mela di Newton ai quanti di Planck.Una disciplina che svela e spiega l’universo pezzo dopo pezzo.Chi studia fisica lo fa per migliorare la vita delle persone.Ma il dramma è che la fisica ha avuto anche un "dopo":e il momento tra quel prima e dopo avvenne in quella data:il 6 agosto 1945.

"Prima" del 6 agosto 1945 la Fisica era Bellezza,apprendimento,conoscenza del mondo;come tale anch'essa concorreva ad aiutare l'uomo,a "salvare il mondo",secondo la splendida frase di Dostoevskij."Dopo" è stata terrore,senso di colpa,gravame di responsabilità.Nell’universo c'è meraviglia e stupore.Ma nell'universo ci sono anche gli uomini e,peggio ancora,uomini in divisa da generali che del senso tragico della guerra sembrano infischiarsene,come cantava Francesco De Gregori nella sua celebre canzone "Generale".

Il paradosso è tutto qui:la scienza è conoscenza,implica un rapporto con persone e cose e perciò costruisce ponti verso gli altri e l'Altro da sè.Ma quella conoscenza può essere usata anche per lanciare bombe su quei ponti."Progetto Manhattan" fu chiamato il lavoro di quel pool di fisici e scienziati,tra cui i due Premi Nobel italiani,Enrico Fermi ed Emilio Segrè,i Premi Nobel ungheresiLeo Szilard e Edward Teller,gli americani Ernest Lawrence e Robert Oppenheimer,quest'ultimo interpretato dall'attore Cillian Murphy nell'omonimo film.

Tutti quei fisici,abituati a maneggiare simboli e particelle,ebbero come un momento di vertigine quando le loro teorie si fecero fuoco e luce immensa.Ma poi tra quegli stessi scienziati ci fu smarrimento e ci fu chi si pentì e chi provò a fermare tutto e ci fu anche chi firmò una petizione(la petizione Szilárd,dal nome dello scienziato componente il Progetto che la promosse);la petizione rivolta al Presidente Harry S. Truman chiedeva che la bomba fosse sganciata in mare e non sulle città e a solo scopo dimostrativo nei confronti del Giappone.Perchè i fisici capivano quello che poteva succedere,e che poi successe.Ma poi c'erano i politici e i militari,che si impossessarono irresponsabilmente del "Progetto Manhattan" e lo misero tragicamente in atto.E venne l'abisso.

Così il 6 agosto 1945 alle ore 8,15 una città si sveglia.Il cielo è terso.Una giornata limpida. Poi una luce.Ma non era la luce del Sole;era una luce sbagliata,quella malvagia dell’uomo.Era "Little Boy" che cadeva.E non era un bambino.Era un ordigno progettato con l’intelligenza più raffinata del mondo.Duecentomila morti,tra Hiroshima e Nagasaki.Corpi evaporati,ombre impresse sui muri.Per la prima volta l’uomo vide cosa succede quando la teoria incontra l’intenzione bellica. Hiroshima non fu un errore.Fu una scelta. Una dimostrazione pratica che l’Uomo è capace di tutto, anche del proprio annientamento.Il fungo nucleare cambiò il senso stesso della scienza.E dell'Umanità.Da allora ci portiamo dietro la domanda: «Che uso ne faremo?».Una domanda che oggi ci poniamo anche per l’Intelligenza Artificiale. Eppure quella stessa bomba, che ha fatto centinaia di migliaia di vittime, ha finito per salvare milioni di vite durante la Guerra Fredda. Perché da Hiroshima in poi, nessuno ha più osato usarla.L’hanno costruita,mostrata,testata,ma mai più sganciata.Così viviamo da 80 anni in un equilibrio instabile, mantenuto non dal dialogo,ma dal terrore.80 anni dopo Hiroshima, c’è ancora chi parla di “bomba atomica” con ostentazione,come fosse uno svago.Trump l’ha fatto più volte;Putin la minaccia continuamente;Kim Jong-un la porta in giro come un trofeo.Nel frattempo, altri piccoli capi di Stato sognano testate nucleari come qui da noi si sognava la Vespa negli anni '60.Perché si nomina tanto facilmente la bomba? Perché fa paura. E la paura è potere. Usare la bomba come minaccia è un modo per farsi temere.

Nel 1955, due uomini decisero che era il momento di parlare. Non con le armi. Non con i dati ma con la ragione.Quegli uomini erano  Bertrand Russell, filosofo e matematico, e Albert Einstein,il più grande scienziato del XX secolo che rivoluzionò la visione di spazio, tempo e gravità


Insieme scrissero un Manifesto.Un appello all’umanità: «Si apre difronte a noi un continuo progresso, in felicità, conoscenza e saggezza.(Ma noi)sceglieremo invece la morte perché non sappiamo mettere fine alle nostre contese. Ci appelliamo come esseri umani ad altri esseri umani, ricordate la vostra umanità, e dimenticate tutto il resto. Se riuscirete a farlo, la via sarà aperta verso un nuovo paradiso; se non ci riuscirete, vi aspetta il rischio della morte universale».

Non si può non sottoscrivere anche oggi un manifesto come questo,facendosi,però una domanda.Cosa abbiamo imparato in questi 80 anni? Che la scienza può salvare o distruggere e che non è il volume delle armi a renderci forti, ma la misura della nostra umanità.E che non tutto ciò che possiamo fare si può fare.

05 agosto 2024

COME ASSASSINI



Nele scorse settimane è stata abbattuta KJ1, l’orsa identificata con questo codice che il 16 luglio aveva aggredito e ferito un turista francese a Dro, in provincia di Trento.
L’ ordinanza di abbattimento dell’orsa Kj1 è stata vigliaccamente disposta a tarda sera,per rendere impossibile impugnarla,quando nessun Tribunale ne avrebbe potuto disporre l'annullamento. L’orsa così è stata assassinata durante la notte,dalle guardie forestali a testimonianza che i «sicari» erano già stati allertati e che solo una fretta omicida,assassina e vendicativa guidava le decisioni di quel tale che nomasi Maurizio Fugatti e che fa il politicante come Presidente leghista della provincia di Trento.
Agendo di nascosto,approfittando del favore delle tenebre per evitare risposte istituzionali,quel tizio,quel tal Fugatti,soddisfa la sua furia assassina e raggiunge il suo unico obbiettivo:uccidere gli orsi,secondo un piano che prevede l’abbattimento di 8 orsi l’anno.
Si resta esterefatti,si fatica a trovare parole difronte all’orrore,mentre è più facile nutrire un sentimento di dolore per questa esecuzione e per le altre simili che l'hanno purtroppo preceduta,che peraltro sono state criticata anche da altre alte cariche istituzionali,come il Ministro dell’Ambiente.Quel dolore che ha provato perfino il turista francese che aveva subito l'assalto quando ha detto che l'orsa l'aveva assalito per difendere i propri cuccioli. 

Ma perché è stata uccisa l’orsa Kj1? Ufficialmente perché l’amministrazione locale la riteneva(del tutto arbitrariamente e senza evidenze scientifiche),un’orsa pericolosa,proprio per quell'ultima reazione contro il turista francese.Alla stessa maniera, a inizio anno, era stato abbattuto l'altro orso M90, a causa di alcuni(a detta sempre del medesimo Presidente della Provincia,Fugatti)«avvicinamenti ai centri abitati e alle case», fatti ritenuti sufficienti per decretare l’esecuzione di un animale selvatico reo di aver fatto l’animale selvatico.Eppure in questo, come nell’altro caso, non c'era stato nessun esito fatale per i "Sapiens"(che poi dovremmo essere noi)ma in questo caso,in più,non si è voluto dar peso al fatto che Kj1 era una mamma in giro con i suoi piccoli, che adesso avranno difficoltà a sopravvivere e resteranno comunque traumatizzati.

C’erano soluzioni alternative alla pena capitale?Certo che c'erano.Anzitutto si poteva pensare alla deportazione degli esemplari «problematici» in altre zone disposte ad accoglierli,oppure alla sterilizzazione,non certo alla prigionia in gabbioni angusti e improbabili che portano solo all'impazzimento e alla morte dell'animale.Ma la verità è che queste alternative  non si sono volute minimamente considerare,perchè i veri motivi dell’esecuzione erano,in realtà,vendetta e calcolo politico.

L’uccisione dell'orsa è vigliacca e proditoria per una ragione di fondo:nel 1999, per salvare il piccolo nucleo di orsi sopravvissuti da un’ormai inevitabile estinzione, il Parco della Provincia di Trento,usufruendo di un finanziamento dell’Unione Europea,diede avvio al progetto "Life Ursus",per ricostituire un nucleo di orsi tramite il rilascio di alcuni esemplari provenienti dalla Slovenia.Questo progetto venne accettato (e finanziato) senza opposizioni,nemmeno quella dell’attuale presidente scanna-orsi.Eppure,dopo che il nucleo di orsi è stato ricostituito, quasi nulla è stato fatto in termini di prevenzione e questa è una gravissima responsabilità degli stessi amministratori locali.Come si possono fare progetti di ripopolamento degli orsi e poi pretendere che questi non respingano chi si avvicina troppo ai propri cuccioli? Solo amministratori ipocriti,incapaci e demagoghi possono agire in questo modo,senza saper assicurare una convivenza fra sapiens e fauna selvatica.Si sono fatti piani di ripopolamento degli orsi,ma se poi gli orsi fanno gli orsi,li si abbatte adducendo incomprensibili  ragioni di una sicurezza dei cittadini mai minacciata.
Vi sono,in realtà interessi e motivi più forti da tutelare:quelli di certe categorie,come cacciatori, agricoltori,albergatori,allevatori che vogliono essere dominatori incontrastati del territorio per ben chiari interessi economici.

Gli uomini pretendono di dominare l'ambiente che abitano,di porsi al vertice di una piramide su cui nessuno li ha mai messi.E pretendono di decidere della vita di altri individui, anche se non umani. Individui, esattamente come noi.Sì,come noi.Un tempo non eravamo a conoscenza del mondo interiore dei viventi non umani.Ed è proprio questa la ragione per cui giustifichiamo i macelli,le sperimentazioni,le cavie, le indicibili sofferenze, gli abbandoni,le torture e le crudeltà sugli animali.
Ma gli ultimi studi nel campo dell’etologia stanno dimostrando che questa mentalità e presunzione non ha alcun diritto di cittadinanza scientifica: gli animali non umani hanno le stesse emozioni dei sapiens possono esserci differenze «nei dettagli, nelle elaborazioni e nelle intensità» (per citare le parole di uno dei più grande etologi modeni,l'olandese Frans de Waal).

Tutte le emozioni dell'uomo(rabbia, invidia, gelosia, delusione) si ritrovano,in modi diversi in tutti gli animali.Ed allora uccidere un animale colpevole di comportarsi come tale ma giudicato dai sapiens con i "loro" parametri non ha alcun senso ed è semplicemente crudele e incivile.Non ha senso ed è inumano come non ha senso ed è inumana la condanna a morte di un uomo che si sia macchiato di orrendi reati.
E sarebbe allora un bene se certi politici ed amministratori cominciassero a leggere qualche sia pur elementare nozione di etologia per cercar di capire le complessità e le sensibilità del mondo animale e di orsi e lupi in particolare.Perchè questo si deve capire:un animale selvatico «sente» proprio come noi, ha il suo carico emozionale, la sua personalità, è un individuo formato e in continua interazione con il suo mondo, un mondo che noi "sapiens" abbiamo invaso sconvolgendone gli equilibri e pretendendo che tutti gli altri viventi si adattino al nostro modo predatorio di gestire le cose.