Il mese di Agosto segna il culmine dell'estate,ma il suo nome non ha nulla a che fare con il sole o le spiagge o il caldo.Originariamente,nel calendario romano, questo mese era il sesto dell'anno e si chiamava semplicemente Sextilis.Il calendario romano originale,ideato da Romolo,iniziava a Marzo.Per questo motivo, l'attuale ottavo mese era in realtà il sesto, da cui derivava il nome Sextilis.Quando Giulio Cesare riformò il sistema introducendo il calendario giuliano, i mesi slittarono.Dopo la morte di Cesare, a cui fu dedicato il mese di Luglio (da Iulius),il Senato romano volle tributare un onore equivalente al suo grande successore.Nell'8 a.C.,così,venne approvata una legge che sancì ufficialmente il passaggio da Sextilis ad Agosto (Augustus), celebrando le straordinarie vittorie dell'Imperatore,in modo particolare la conquista dell'Egitto.
Nel tempo poi,il mese di Agosto ha.simboleggiato il culmine dell'estate,il mese delle vacanze,del relax e del dolce far niente.Negli ultimi anni,poi,i cambiamenti climatici,che hanno determinato l'innalzamento notevole delle temperature sul pianeta,con la Terra che si sta riscaldando molto in fretta,anche per opera dell'Uomo,che brucia carbone,petrolio e gas,liberando gas serra.Anche quest’anno Agosto si è aperto con l’ennesima ondata di calore e si suppone che le sue temperature medie saranno sempre più roventi.
In Agosto,si diceva,l'estate raggiunge il culmine,ma anche il suo termine, stemperandosi nell’aria dolce del successivo mese di Settembre,e questo sentimento di trasformazione ha sempre suscitato l'interesse di poeti e scrittori.Ho qui scelto la poesia dello scrittore tedesco Hermann Hesse che ha come titolo proprio il nome di Agosto.Il testo,anzitutto:
Fu il giorno più bello dell’estate,
Ora, di fronte alla casa silenziosa
Tra il profumo e il dolce canto degli uccelli
Suona perduto per sempre.
In quest’ora dal suo corno ricolmo
Versa con voluttà in rosso sfarzo
L’estate i suoi raggi d’oro
E festeggia l’ultima sua notte.
Hermann Hesse scrive “Agosto” nel 1899,e ci regala un piccolo gioiello che merita di essere annoverato fra le poesie più significative della letteratura tedesca del '900.Confluita nella raccolta “Gedichte”, pubblicata nel 1902 (le versione italiana è “Le stagioni”,edita da Guanda nel 2021), questa lirica tanto breve quanto intensa coincide con un momento importante nella vita dell'autore. Analizziamo il testo e scopriamo qual è il contesto biografico in cui esso nasce e si realizza.
Toccare il cielo con un dito, assaporare fino in fondo un momento di felicità ma sentirne già la fine imminente e struggersi per questo:ecco,in estrema sintesi,la tematica intorno alla quale si strutturano i versi di Agosto,questa breve e bellissima poesia di Hermann Hesse,che utilizza l’ottavo mese dell’anno come metafora per spiegare che il tempo, inesorabilmente, ci porta via ogni attimo che viviamo, anche e soprattutto i migliori.
In pratica,"Agosto" celebra la gioia che l’estate porta con sé un attimo prima che essa si perda negli iniziali, inconfondibili segnali d’autunno.Tale consapevolezza,che procura a Hesse una forte malinconia,diventa anche motivo per indagare il legame fra la bellezza, intesa principalmente come quella della natura, e la transitorietà della vita.
Nella poesia c'è il ricorso a figure retoriche che sono la personificazione:l’estate viene descritta come una creatura viva che "festeggia l’ultima sua notte" e "versa con voluttà in rosso sfarzo" i suoi doni;la simbologia: il "corno ricolmo", ovvero la cornucopia, simbolo di ricchezza e prosperità.Cioe' prima di esaurirsi, l’estate elargisce frutti e luce.In tutta la poesia si alternano immagini positive e cariche di pienezza,come i "raggi d’oro" e il "rosso sfarzo",ad altre che indicano un senso di perdita e di fine, come "perduto per sempre" e "ultima sua notte".Tutto un gioco di contrasti che serve a evidenziare il tema,molto sentito da Hesse,della caducità del tempo e della vita.
Ma non è possibile conoscere a fondo né capire pienamente il significato di "Agosto" se prima non si dà una breve occhiata al contesto biografico nel quale la poesia nasce,poiché essa va a incastrarsi in un momento assai significativo della vita di Hesse, che, specialmente durante la giovinezza, si caratterizzo' per la tensione costante fra costrizione e voglia di libertà.Originario di Calw e appartenente a una famiglia che gli impartisce un’educazione molto rigorosa e severa, Hesse è costretto fin dalla più tenera età a fare i conti con le ingenti aspettative del padre, che lo influenzano fino a spingerlo a fuggire e addirittura a tentare il suicidio nel 1882,mentre studia in seminario.
La prima svolta positiva arriva nel 1895, quando Hesse riesce a strappare il permesso di farsi le ossa come apprendista libraio a Tübingen, una circostanza che rappresenta il suo primo, vero atto di emancipazione. Tübingen, inoltre, è una città universitaria carica di fervore e di scambi culturali;e' qui che Hesse ha modo di conoscere e frequentare un gran numero di intellettuali, coltivando la propria innata vocazione letteraria.
La seconda tappa di questo importante percorso formativo umano e artistico è Basilea, dove Hesse si trasferisce nel 1899 per impiegarsi presso la libreria Reich,finalmente libero e in condizione di lavorare proficuamente sulla propria identità e il proprio ruolo nel mondo.Il trasferimento avviene proprio nel mese di agosto e fu allora che l’omonima lirica vide la luce.
I versi di questa bellissima poesia sono il modo con cui Hesse ci comunica quanto sia struggente assaporare la felicità, specialmente la più autentica, avvertendone nel contempo la fine imminente quando essa è ancora in corso, poiché il poeta è ben consapevole che tutto finisce lasciando dietro di sé solo la nostalgia per ciò che è stato.
"Agosto" comincia all’insegna della malinconia:una casa silenziosa,simbolo di quiete ma anche di distanza temporale e fisica da ciò che ormai è soltanto un ricordo.Con questo riferimento Hesse si riferisce alla bella esperienza vissuta (il trasferimento a Basilea nel 1899) usando la metafora del giorno più bello dell’estate che ormai è "perduto per sempre". Eppure egli si trova immerso in un paesaggio ricco di suoni e colori, circondato com’è da piante profumate e canti di uccelli; però il giorno più bello dell’estate non c’è più e non lo si può più recuperare.E l’estate è come una dea buona e generosa che inonda il mondo di luce,calore e bellezza, traendoli fuori dalla sua cornucopia; è il momento più sensuale, quello che segna la vetta dell’esperienza emotiva che si sta attraversando;eppure,proprio adesso che è al suo apogeo,al suo culmine massimo,essa inizia inesorabilmente a scemare.
La conclusione di questa lirica non ha nulla di tragico né di cupo,è semplicemente,"l’ultima notte" che va vissuta con cognizione e con intensità,perché la gioia diventa addirittura più ardente e degna di memoria mentre sta per spegnersi.La bellezza non può fare a meno del suo stesso svanire, ci dice Hesse, e più e meglio lo dirà in seguito, ampliando un concetto che diverrà uno dei capisaldi della sua produzione letteraria.
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