25 novembre 2018

L'ACQUA E LA LUCE


Immagine correlata













Immagine correlata



  

 
Tutto il tema,tutti i paesaggi della pittura di Claude Monet,il padre del movimento che fu poi definito "Impressionismo",furono sempre realizzati con un attenzione particolare ai riflessi della luce sull'acqua.Monet,infatti,approfondisce le leggi fisiche che sono alla base della percezione della luce e del colore da parte dell'occhio umano.La sua è una continua ricerca indirizzata allo scopo di catturare un momento e una luce particolare,che solo l'artista può "vedere" nel momento in cui dipingeva.Nel 1883 Monet si trasferisce a Giverny,in Normandia,dove crea un giardino e si costruisce un rifugio o più semplicemente un mondo tutto suo, che diventerà il soggetto preferito per le sue opere.Monet trascorre a Giverny oltre 40 anni della sua vita e utilizza il suo giardino con le sue piante e i suoi fiori per realizzare degli autentici capolavori.Fu proprio l’opera di Monet: “Impression.Soleil levant”,a suggerire il nome per la nuova corrente artistica: l’Impressionismo.L'occhio prodigioso per catturare ogni forma e ogni sfumatura di colore,la mano infaticabile per trasferire sulla tela la delicata maestosità della natura,tra acqua e luce,appunto,fiori e cielo.Proprio il talento del padre dell'Impressionismo è al centro del film,di recente uscita,che non poteva non avere come titolo un riferimento a quelli che furono i momenti della sua ricerca:l'acqua e la luce.Il film si intitola,infatti,"Le ninfee di Monet.Un incantesimo di acqua e luce",diretto da Giovanni Troilo,nelle sale dal 26 al 28 novembre.Attraverso la narratrice Elisa Lasowski e gli interventi dello scrittore Ross King,il film mescola fiction e immagini di repertorio per ricostruire la parabola artistica e umana dell'artista francese:la pittura come vita,la nascita dell'Impressionismo,la famiglia e il dolore per i lutti,l'amicizia con il primo ministro francese George Clemenceau che lo protesse e ne comprese la genialità,la malattia agli occhi,la sofferenza per la tragedia della prima guerra mondiale.Ma,come detto,nel film emerge l'elemento che maggiormente caratterizzò la vita di Monet:la passione per il paesaggio circostante che rappresenta su ogni tela l'impalpabile bellezza dell'acqua,della luce e dell'aria.Monet dipingeva per ore e ore,senza mai smettere,riproponendo soggetti ricorrenti,alberi,acqua,fiori e soprattutto ninfee.Il film conduce lo spettatore attraverso i luoghi dell'artista:Le Havre,città dalla quale Monet si portò dietro il suo mare,le scogliere e i paesaggi resi evanescenti dalla foschia(qui dipinse "Impression,soleil levant")a Giverny,la cittadina lungo la Senna dove poi creò il suo piccolo mondo di fiori e acqua da dipingere incessantemente,con il celebre stagno delle ninfee.Il film,infine,si sofferma sulla sua ultima opera,"la Grand Décoration".Dopo aver superato la depressione che lo aveva spinto a lasciare la pittura,Monet,ormai quasi cieco,riprese i pennelli per realizzare la sua impresa più colossale:pannelli enormi raffiguranti il suo stagno di ninfee.Le ninfee,il nome del fiore acquatico al quale è indissolubilmente legato il nome e l'opera di Monet.


 
 



Nessun commento: