01 febbraio 2026

FEBBRAIO,IL TEMPO DEL RISVEGLIO




Ogni anno, mentre mi accorgo che Febbraio

è pieno di pulsioni e che per pudore cerca di nasconderle,

spuntano i primi fiori gialli della mimosa.

Essa sembra dipinta nella cornice della finestra

di quella della casa in cui abitavo da giovane

e di questa dove vivo la vecchiaia.

Mentre mi avvicino alla morte,

sarà il segno che nessuna cosa muore davvero

Se poi ritorna sotto altra forma?

O finalmente scoprirò che la morte

esiste solo in apparenza (è solo fisica)?

“Febbraio” è una poesia di Giuseppe Ungaretti che fa parte di un racconto più lungo,una sorta di bilancio esistenziale in versi dove dominano i temi dell'inverno,del senso della vita e della morte,della capacità della natura di auto rigenerarsi e dell'innocenza perduta.

Così il secondo mese dell'anno offre all'autore lo spunto ideale per riflettere sulle questioni che lo presero e lo coinvolsero sempre nella sua speculazione intellettuale,questioni che rimasero sempre in una tensione tra il filosofico e il religioso."Febbraio" di Giuseppe Ungaretti è la poesia perfetta per celebrare il mese appena cominciato, non solo perché infonde un grande senso di pace, ma soprattutto per il messaggio di speranza che trasmette,e cioè che no,la morte non è solo la conclusione di un percorso esistenziale e la fine di tutto.

Infatti in un testo piuttosto breve ma più discorsivo,il poeta originario di Alessandria d’Egitto affronta la tematica che gli è più cara,ovvero la caducità della vita e la certezza della morte; quest’ultima,tuttavia,non è vista in maniera del tutto negativa e che non dà senso all'esistere umano come può sembrare e come di solito la riteniamo,bensì l’inizio di un’altra parte dell’esistenza, misteriosa ma forse addirittura migliore dell’altra.

Febbraio è Il culmine dell’inverno già foriero però della primavera prossima a venire;febbraio,che poi è anche il mese di nascita del poeta, è per Ungaretti il momento ideale per chiudersi nei propri pensieri e abbandonarsi alle considerazioni esistenziali intorno a cui si incentra la sua produzione letteraria.

La poesia "Febbraio",contrariamente a quella che fu tutta la sua produzione poetica,è uno dei componimenti meno ermetici di Ungaretti e fra i più positivi per quanto riguarda la sostanza di ciò che comunica al lettore.La struttura compositiva è chiaramente classica,ed è strettamente funzionale al ragionamento filosofico/religioso che vi si espone.Tutto il brano supporta le considerazioni del poeta,ponendo in risalto le conclusioni che l’autore trae,cioè che la vita è più forte della morte.

Il mese di febbraio  viene paragonato nella poesia ad un adolescente che,vergognandosi delle proprie pulsioni vitali (sensitivo),reagisce cercando di nasconderlo in continui e repentini cambiamenti del clima (torbido); la mimosa che inonda di giallo,quindi con colori vivaci e solari,l’ambiente ancora immerso nel grigiore invernale,rappresenta uno sprazzo di vita che squarcia le tenebre della morte,mentre il fatto che proprio questo piccolo,umile fiore fiorisca sempre uguale, nella casa della giovinezza come in quella della vecchiaia,quasi negli anni rimanesse la stessa,acuisce il senso di perpetuità e ciclicità proprio di tutto ciò che è naturale.

Il poeta interpreta questa evidenza come il segno che nessuna cosa muore veramente e, forse, neanche gli esseri umani,che pure alla natura appartengono.Oppure la morte riguarda solo la parte fisica e materiale (apparenza), ma non intacca la sostanza di persone e cose, che invece continua a vivere.Perchè è qui il messaggio di positività e speranza di "Febbraio":la morte non uccide l’anima e non è la fine della vita.

E non a caso Ungaretti scrive Febbraio in età matura, quando il suo lungo e tortuoso viaggio interiore alla scoperta dell’autenticità della vita si è da tempo concluso trovando nel Dio cristiano l’agognato approdo dell’anima.Nel cattolicesimo il poeta coglie non solo il dissolvimento dei mille dubbi che lo assillavano da sempre,ma vi riconosce anche l’unico balsamo capace di lenire la sua radicata inquietudine caratteriale.

Nell’ultimo Ungaretti,infatti,la tematica esistenziale continua ad essere dominante,ma è più serena,pacata,priva dell’angoscia che invece pervade le opere precedenti.Una nuova e consapevole maturità compensa la fragilità dovuta agli anni che avanzano e dona all’artista una pace in passato sconosciuta.In prossimità della vecchiaia il pensiero della morte si fa più insistente, ma trova anche risposte inattese, cariche di speranza e positività, come prima non sarebbe stato possibile.

Anche le stimolazioni dei sensi giocano un ruolo fondamentale in "Febbraio" e stimolano il raccoglimento e la meditazione.Nel secondo mese dell’anno, infatti, l’inverno raggiunge il suo picco massimo,ma già si prepara l’arrivo della primavera,che con la sua luce e i suoi colori è vista classicamente come il tempo della speranza.Proprio al culmine del buio,dunque,la luce comincia lentamente a farsi strada.E allora ecco che nella desolazione del paesaggio circostante quel fiore,la mimosa,fiorisce ancora e come un lampo la vita di nuovo rinasce,l’albero non è più spoglio, l’oscurità si rischiara.

E allora il poeta si chiede:e se la morte non esistesse? Se tutto fosse, anche noi, un’eterna rinascita?Come la mimosa, che ogni anno rifiorisce sempre uguale a se stessa.Oppure, prosegue Ungaretti, la morte potrebbe riguardare solo l’apparenza, non la sostanza, creata per essere eterna.La morte è naturale e inevitabile,ma potrebbe non essere la fine di tutto come temiamo, mentre la risposta su cosa ci sia dopo di essa, potremmo trovarla semplicemente guardandoci intorno, scoprendo al contempo che non è affatto negativa o terribile come pensiamo.

Ovviamente nessun uomo, neppure Ungaretti, ha la risposta ai grandi dilemmi che ci accompagnano fin dalla notte dei tempi, ma il messaggio di speranza racchiuso in Febbraio è potente e bellissimo.

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