Crans-Montana è una delle più note ed esclusive località sciistiche in Svizzera,ed ogni anno centinaia di migliaia di turisti,molti provenienti dall'estero,trascorrono le proprie vacanze su quelle piste.È considerata una meta turistica di lusso e negli anni è stata frequentata da numerosi personaggi famosi,come gli attori Roger Moore e Gina Lollobrigida.
Ma il 31 dicembre 2025 Crans Montana è stata sede di un'immane tragedia.La notte di Capodanno all'interno di un locale di quel paesino elvetico si è sviluppato un incendio,causato dall'uso di candele pirotecniche,che hanno dato fuoco al rivestimento del soffitto,innescando un pauroso incendio che ha causato la morte di 40 persone e quasi 120 feriti,in gran parte giovani e giovanissimi.Una serata di festa che si trasforma in incubo per decine di giovanissimi,la maggior parte dei quali ancora oggi in condizioni gravissime per le ustioni riportate.L'orrore si è materializzato poche ore dopo l’arrivo del nuovo anno nel locale Le Constellation,di proprietà di una coppia francese,i coniugi Moretti,e ha spezzato le vite di decine di adolescenti,riuniti a festeggiare l'arrivo del nuovo anno.
L’incendio di Crans-Montana ha destato un'attenzione mediatica internazionale senza precedenti per la Svizzera.A livello di opinione pubblica e di stampa estera lo sconcerto è cresciuto giorno dopo giorno,ovviamente anche per la giovanissima età delle vittime(alcune tra esse avevano tra i 15 e i 17 anni).Questa attenzione mediatica e questa sensibilità della pubblica opinione si è accentuata con l'inizio delle indagini che hanno visti al centro delle attenzioni dei giudici svizzeri anzitutto i coniugi Moretti,proprietari del locale,e il Comune di Crans-Montana,per la probabile mancata effettuazione di controlli su "Le Constellation",il locale andato a fuoco.
Ma proprio questa emotività,questa attenzione quasi angosciata dell'opinione pubblica ha scatenato un'autentica bufera mediatica quando il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti(che era in carcerazione preventiva),dietro versamento di una cauzione di 200.000 franchi versata da un amico stretto della coppia dei proprietari del "Constellation",e che però allo stato rimane indagato con la moglie Jessica Maric per omicidio,lesioni e incendio colposi.
Questa decisione dei giudici svizzeri ha suscitato forti reazioni negative comprensibilmente nelle famiglie delle vittime,ma anche in grande parte dell'opinione pubblica italiana,che ancora vive il dramma di Capodanno.Quello che era meno,anzi per niente,scontato era la furiosa reazione del governo italiano alla decisisione di scarcerazione dei giudici svizzeri.La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito la decisione “un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie”.Anche il vicepremier e ministro degli Esteri,Antonio Tajani,ha condannato l’atto definendolo un oltraggio alla sensibilità delle famiglie e poi ovviamente è arrivato,"lui",il solito fenomeno,il leader della Lega, Matteo Salvini,che ha commentato la decisione sui social con un secco “Vergogna!”.Di lì a qualche ora il governo italiano ha ritirato per protesta l'ambasciatore italiano in Svizzera.
Risulta evidente come l'esecutivo italiano abbia voluto strumentalizzare in maniera ignobile la tragedia di Capodanno per un miserabile e becero calcolo di accattonaggio di qualche consenso mediatico ed elettorale.Eppure anche la Francia ha avuto dei ragazzi morti nel rogo di Crans-Montana,ma non si è certo sognata di adottare decisioni come quella del governo italiano.Ma per il governo populista italiano non esiste lo stato di diritto:anzi,questi demagoghi al potere oggi in Italia dimostrano un totale analfabetismo dei principi cardine del costituzionalismo liberale classicamente risalenti a Montesquieu e poi realizzati storicamente nelle grandi Rivoluzioni dell’età moderna e nei documenti costituzionali contemporanei.Senza voler dire poi niente dell'indebita intromissione nella giurisdizione di uno Stato straniero.
Fosse stato per il Governo italiano tanto valeva procedere ad impiccarli subito e senza processo i coniugi Moretti al primo albero che capitava.Massì,una cosa spiccia,agile,semplice,corrispondente a quel sentimento generale corrente nella pubblica opinione italiana verso il capro espiatorio prima e al di là dell'accertamento di responsabilità.
La verità è che il comportamento del governo ha descritto questo Paese.Siamo un Paese costruito sulla gogna pubblica per i presunti colpevoli,i quali ,invece,comunque hanno diritto a un legittimo processo e a tutte le garanzie di difesa.Del resto di che meravigliarsi?Sull'italica terra si aggira ancora un giudice,tal Piercamillo Davigo,secondo il quale "non esistono innocenti,ma solo furbi che l'hanno fatta franca".Un Paese dove tutto si risolve nel più feroce panpenalismo,mettendo in carcere in via preventiva,prima del processo la gente(che poi magari risulta innocente chissenefrega)e buttando la chiave,sempre nel culto dell'eterno sospetto:"però qualcosa avrà pur fatto".E se l’abominio del carcere non basta,mettiamoci pure l'introduzione di nuove pene e l'aumento di pene già esistenti anche per reati bagattelari.E mentre è in pieno svolgimento la campagna referendaria su una riforma della giustizia voluta proprio dal governo per riformare la giustizia sommaria,ecco che proprio il governo si improvvisa sceriffo.
Certo è singolare.Il capo del Governo italiano,Giorgia Meloni,e il ministro degli Esteri,Antonio Tajani,continuatore(a sentir lui)della battaglia sulla divisione delle carriere che Silvio Berlusconi propugnava già 30 anni fa contro le esondazioni della giustizia e il penalismo politico vendicativo,oggi muovono bellamente guerra diplomatica e morale alla Svizzera perché un tribunale del riesame fissa una cauzione per la libertà personale dei due indagati per l’incendio e la strage dei ragazzi a Capodanno.Si grida all’oltraggio per la memoria delle vittime e per il dolore dei sopravvissuti. Come si faccia a passare con tanta disinvoltura dal garantismo sussiegoso alla bestialità demagogica giustizialista è un qualcosa di veramente inspiegabile.
Lo scandalo vero,in realtà,non è la rimessione in libertà dell'imputato secondo la legge del paese elvetico,ma sarebbe,eventualmente,la conduzione omissiva delle indagini, la mancata puntuale ricostruzione dei fatti e delle cause, la messa in questione del rispetto di quei controlli che, lo si è visto dopo il caso tragico di Crans, non si fanno con rigore non solo in Svizzera il 31 dicembre ma nemmeno nell’ordinaria vita notturna del Piper Club a Roma,e in chissà quanti altri luoghi di svago di questo nostro scassatissimo Paese. Il dolore per le vittime del fuoco divoratore e dei sopravvissuti non ha niente a che vedere con la pretesa invocata di mettere in catene due presunti(sì,presunti:in una democrazia liberale non ci si deve mai stancare di ripeterla questa parola)colpevoli.Un governo non può sbattersene della divisione dei poteri,dei controlli e delle garanzie di un processo giusto per elevare una forca in piazza,inventarsi un sistema di complicità ambientale e processare in modo sommario i presunti(presunti,Presidente Meloni,ministri Tajani e Salvini)colpevoli,perché si possa soddisfare la rabbia della pubblica opinione,garantendo nel contempo un consenso facile,truce e immediato a chi la spara più grossa,a chi per primo fornisce la corda per appendere alla corda i delinquenti e anche le classi dirigenti della Svizzera presunta colpevole.
Il dramma nel dramma è il comportamento della stampa(indecente la trasmissione di Gianluigi Nuzzi su Mediaset)perversamente orientata a insinuare invece che accertare,con quel dilagare di frasi ed immagini a effetto sicuro, la diffusione del sospetto come anticamera della ghigliottina.I feriti sono ancora in situazioni di emergenza, il numero di vite rovinate e tuttora in pericolo è altissimo,ma il rispetto per tutto questo dolore è praticamente pari a zero.
Perchè poi con il richiamo dell’ambasciatore italiano in Svizzera,il governo italiano ha dimostrato pure un'altra cosa e cioè di essere sovranista all’amatriciana,perché il sovranismo preclude l’ingerenza nelle leggi e nei costumi di ogni altra nazione.Forse qualcuno ha dimenticato quando Giorgia Meloni sosteneva l'impossibilità,per il governo italiano,di intervenire direttamente sulla magistratura ungherese(del suo bel compare sovranista ungherese Orban)nel caso di Ilaria Salis,propro nel rispetto dell'indipendenza giudiziaria della magistratura ungherese,non potendo interferire con i processi in uno Stato sovrano.
Per fare i liberali "veri" e quindi i garantisti autentici e non a giorni alterni bisogna avere coraggio:il coraggio,per esempio,di chiedere il rispetto di regole e diritti anzitutto per gli accusati più odiosi e indifendibili, protagonisti dei crimini più orrendi.Anche di Totò Riina,anche di Renato Curcio.A difendere Madre Teresa di Calcutta son tutti bravi e si prendono solo applausi;ma se non si affermano i principi della democrazia liberale e del garantismo a ogni costo è da lì che comincia l’erosione dei diritti di tutti.Basta guardare i due cittadini bianchi americani ammazzati in mezzo alla strada dalle squadracce trumpiane dell'ICE("Immigration and Customs Enforcement")le squadracce neonaziste di Donald Trump,che in teoria dovrebbero dar la caccia ai cosiddetti "clandestini".Chiedendo le maniere spicce (a dir così)per gli altri non ci accorgiamo di allestire la forca per noi stessi.Indebolendo regole e garanzie universali, rendiamo sempre più facile che per quei metodi spicci passino sempre più innocenti.
Questo è il motivo perché tutti gli italiani,per quanto giustamente indignati dal comportamento dei proprietari del Crans-Montana, dovrebbero vergognarsi per l'indegna sceneggiata messa su dalla Premier Giorgia Meloni e dal ministro Antonio Tajani,arrivati a richiamare l’ambasciatore semplicemente perché in Svizzera un tribunale ha rimesso in libertà dietro cauzione Jacques Moretti,non essendo stati,lui e la moglie ancora condannati con un giusto processo.Lui o chi per lui quella cauzione l’ha pagata ed è tornato a casa,restando comunque sotto sorveglianza,sottoposto alle stesse misure restrittive già applicate per sua moglie Jessica.
Il rispetto per il dolore delle vittime invocato dagli stessi esponenti del governo,dovrebbe risolversi nell’accanita e puntigliosa ricerca della verità,niente che dipenda dalla decisione giurisdizionale sulla libertà personale di due indagati, che può essere in sé, giuridicamente giusta o sbagliata,ma che non è giusto combattere con argomenti da "tricoteuse".Questa vicenda e lo scomposto agitarsi del governo italiano fà porre,inevitabilmente una domanda.Se con il referendum sulla giustizia si vuole davvero una giustizia più garantista,il governo Meloni,che questa riforma ha promosso,fa' dubitare che con questo osceno spettacolo forcaiolo offerto sia veramente capace di sfruttare una eventuale vittoria del Sì per una riforma del sistema giudiziario.