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15 ottobre 2018

NELLA STORIA E' IL SIGNIFICATO

 
 
Pare che tal Marco Bussetti,professore di educazione fisica alle scuole medie,sia ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Conte.Forse non sa nemmeno lui come e perché sia lì,ma insomma in un governo dove Di Maio fa il Ministro del Lavoro,anche Bussetti poteva ben ambire ad essere ministro.E questo tal Bussetti,per cercar di giustificare la propria esistenza in vita(politica,per carità)se ne è venuto col dire che è meglio che la Storia sia abolita dall'esame di maturità e poi,magari dello stesso insegnamento della Storia.Abolire la storia e perchè?La motivazione che adduce il (nostro malgrado)Ministro è che pochi studenti affrontano la prova di storia all'esame di maturità.E allora togliamola di mezzo.Così,come si toglie un prodotto dal commercio perché i clienti non lo comprano più.La logica è quella del la merce da supermercato:non si vende,si toglie dagli scaffali.Solo che la scuola non è un mercato e non è una classifica da hit parade.L'eliminazione corrisponde peraltro a una idea che purtroppo ha preso piede negli ultimi anni,e che vede la scuola concepita in termini di gradimento.Forse bisognerebbe spiegare al ministro,ammesso che poi lo capisca,che abolire la storia è togliere la memoria e la capacità critica e comporta una minor consapevolezza del presente,non consente di capire come e perché questa sia il mondo in cui oggi noi viviamo.Conoscere cosa ci ha preceduto è uno strumento essenziale per sapere,valutare(conoscere per deliberare diceva un "certo" Luigi Einaudi);è uno strumento di libertà e consapevolezza.Certo,agli attuali governanti,impegnati tutti nel presente a raccattare voti con reddito di cittadinanza e immigrati,e capaci di (stra)parlare solo su Facebook e con tweet,non è che la cosa possa interessare più di tanto.E del resto alla Pubblica Istruzione Bussetti ha avuto "illustri" predecessori,come Valeria Fedeli ad esempio,che voleva abolire il tema di italiano dagli esami di stato.Sì,proprio quella Fedeli che nel suo curriculum scriveva di essere laureata,scoprendosi poi che non aveva nemmeno la maturità.Per fortuna che fuori e al di là della rozzezza e del becerume di questo governo ci sono altre sensibilità,un altro modo di pensare.Come quello di Liliana Segre,senatrice a vita e sopravvissuta alla Shoah e testimone dei lager nazisti di Auschwitz-Birkenau che ha detto:"Avevo già pensato,di chiedere al ministro che rimettesse nelle ultime classe dei licei lo studio della storia del '900 con tutte le guerre,lo sterminio degli armeni,le pulizie etniche,la Cambogia,tutto quello che c'è stato di brutto.E invece adesso addirittura lo tolgono dall'esame di maturità.O come quello di Ferruccio De Bortoli,già direttore del Corriere della Sera:"Il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche,dalle ondate di odio.La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri del razzismo".Già.Questa gente nemmeno si rende conto di come la storia fa parte del presente,e senza la consapevolezza di ciò che è accaduto non daremmo un senso alla nostra scena politica e sociale.La Storia può sembrare tema di nicchia,discussione da intellettuali da salotto:e invece la Storia siamo noi,come dice il titolo di un bel programma Rai http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/ .La Storia la facciamo noi,gente comune,nella ordinarietà dei nostri giorni.Ma oggi,al di là di quel tal Bussetti e di quella tale che lo ha preceduto al Ministero,la storia dello studio della Storia soffre di schizofrenia:da una parte assistiamo al successo di programmi di storia,come "La Grande Storia" di Paolo Mieli (https://www.raiplay.it/programmi/lagrandestoria/ )  o quello di Alberto Angela"Ulisse:il piacere della scoperta"( https://www.raiplay.it/programmi/ulisseilpiaceredellascoperta/  o le fiction basate sulla storia,dall’altra vediamo che la storia com’era un tempo,quella che aveva peso politico,sta scomparendo.Forse ciò è dovuto anche perché siamo nell'epoca dei social e del web,dove tutto si basa sul virtuale e non sul reale che è poi quello che la Storia analizza e mette a fuoco.E' questa l'epoca delle "fake news",delle storie false inventate da dilettanti o(peggio)dai professionisti del web che tendono di distorcere la storia e di conseguenza la realtà:fenomeno inquietante,perchè così la storia viene falsata,inquinata e alla fine distrutta e soppressa come Memoria.Ecco perché la storia va insegnata e studiata,e bene,per sviluppare il senso critico",per conoscere cosa siamo e che vie e che temperie umane abbiamo addosso e da cosa ci driva il nostro essere.E per capire che futuro vogliamo dare alle nostre esistenze.Perchè la storia non è una merce qualsiasi che può essere rimossa dagli scaffali di un supermercato.

(Nella foto in alto il busto di Erodoto,considerato il padre della Storia)
 
 
P.S. a proposito di storia e memoria e,a puro scopo esemplificativo,vorrei ricordare qualche nome che in passato ha ricoperto la carica di ministro della Pubblica Istruzione prima dei sopra citati Bussetti e Fedeli:

 

- Francesco De Sanctis
- Vittorio Emanuele Orlando
- Benedetto Croce
- Giovanni Gentile
- Adolfo Omodeo
- Guido De Ruggiero
- Vincenzo Arangio Ruiz
- Giovanni Spadolini
- Tullio De Mauro
 
Ma vaglielo a spiegare a un leghista o a un 5 Stelle che gente erano costoro.
 

30 settembre 2014

POTERI FORTI


Chissà perchè quando le cose cominciano ad andar male i premier cominciano a prendersela con quella categoria non ben definita dei c.d. "poteri forti"".Lo fece già Mario Monti:"Il mio governo e io abbiamo sicuramente perso in questi ultimi tempi l’appoggio che gli osservatori ci attribuivano dei poteri forti;non incontriamo favori in un grande quotidiano rappresentante e voce di potere forte e in Confindustria”.Ora è la volta di Matteo Renzi che,appena rientrato daglli USA,ha concesso una prima intervista a "Repubblica",nella quale insiste nella favola dei "i poteri forti" che lo vogliono sostituire.Renzi si vanta di essere uno che parla chiaro(ma certe volte farebbe bene a star zitto,soprattutto quando parla in inglese)e dice che "negli ultimi giorni si sono schierati contro il governo direttori di giornali,imprenditori,prelati».Il direttore in questione era quello del Corriere della Sera,Ferruccio De Bortoli,che si è permesso di scrivere le sue dure critiche a Renzi.La colpa di De Bortoli,sarebbe,secondo il Renzi-pensiero,è il suo atteggiamento poco "compiacente" nei suoi confronti e della sua "formidabile" squadra di governo,in cui per De Bortoli,"la competenza è un criterio secondario".Tra i poteri forti ci sarebbero poi gli imprenditori e tra questi,il suo (ex) amico Diego Della Valle,che intervenendo a “Otto e Mezzo” gli ha dato del "sòla".Quanto ai prelati è evidente che Renzi si rifeririva alle parole del segretario generale della CEI,Monsignor Nunzio Galantino,che lo ha accusato sostanzialmente di essere un venditore di fumo.In questo caso Renzi,ricordandosi del detto:"scherza con i fanti ma lascia stare i santi",ci è andato più cauto,dicendo a "Repubblica" che certi amici vescovi gli hanno detto che in realtà c'era un equivoco,e che le parole di Galatino erano dette a titolo personale.E allora,se è così,Galantino è un potere forte che tanto forte non è poi che sia.Ma chi sono gli altri poteri forti che cospirano nell’ombra per mettere il bastone tra le ruote all’azione riformatrice del governo?Certo non l’a.d. di Fiat Chrysler Automobiles,Sergio Marchionne,con il quale il premier ha fatto ufficialmente coming out.E certo potere forte per Renzi non deve essere nemmeno Carlo De Benedetti,se è vero che il Sottosegretario alla Presidenza Del Rio,è andato in pellegrinaggio ed in ginocchio proprio a casa di De Benedetti per "rassicurare" l'Ingegnere su qualche "questioncella" dell'Olivetti.
In ogni caso è l'analista Leopoldo Voronhoff su "Formiche.net" a offrire una panoramica di tutti i rapporti tessuti in questi anni da “Matteo” a livello internazionale. 
Ed infatti negli USA Renzi ha stretto un rapporto molto intenso con l'ex consigliere reaganiano,Michael Ledeen,ora eletto suo consigliere di fiducia.SempreVoronhoff racconta l'ipotesi che Renzi sia sostenuto dai finanziari di Morgan Stanley,la banca che di recente ha chiamato nel proprio "advisory board" ,tu guarda le coincidenze,il fiorentino e renziano Lorenzo Bini Smaghi.Nel mondo industriale,poi,non è che Renzi debba fronteggiare chissà quali poteri forti.Non certo quelli di Oscar Farinetti,il genio di Eataly,o l'ad di Luxottica,Andrea Guerra e nemmeno lo stilista Brunello Cucinelli,nè tanta parte della nobiltà fiorentina.
E allora?Chi sono i poteri forti che vogliono far fuori Renzi?Forse Bersani che accusa il premier di emarginare le voci che nel Pd sono diverse dal pensiero unico del Segretario-Premier?Oppure Pippo Civati,potere forte per eccellenza per quel 14% riportato alle primarie?.Ma forse potere forte che parla male del governo è il Cnel che ha detto che per "tornare ai livelli occupazionali pre-crisi servirebbe la creazione da qui al 2020 di 2 milioni di posti di lavoro".O forse potere forte che ostacola le magnifiche e progressive sorti di questo governo sarà l'Istat che ha certificato che il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il livello record del 44,2%,il più alto dal 1977.Sì,ecco devono essere questi i poteri forti,i "gufi" antigovernativi.Quelli che cercano di far capire alle Picierno o alle Serracchiani piuttosto che a Renzi,che qui non si tratta di poteri forti ma della debolezza di vita della gente in balia di un governo di giovanotti e giovanotte ai quali l'unica cosa che riesce bene è un bel selfie di gruppo a Palazzo Chigi.