17 dicembre 2016

COME PRIMA, PEGGIO DI PRIMA

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#Cambiailverso era l'hashtag con il quale Matteo Renzi iniziò la sua esperienza di Presidente del Consiglio italiano(non eletto,naturalmente).E gli italiani,che volevano che le cose davvero e finalmente cambiassero in un Paese retto per decenni da una casta politica tracotante che aveva fatto del malgoverno il suo carattere distintivo con una corruzione morale prima ancora che materiale,gli diedero fiducia,affidandogli il 40% dei consensi alle elezioni europee del 2014.Ma a vederlo adesso,a giudicare adesso l'era renziana,dopo la severa scoppola al referendum costituzionale del 4 dicembre,si può ben dire che il verso è sempre quello,che nulla è cambiato sotto il cielo della politica di questo Paese.Continuiamo ad essere governati da una classe politica inadeguata e arrogante,per la quale le parole e gli impegni presi davanti ai cittadini valgono meno che niente.Durante i mesi che hanno preceduto il referendum costituzionale del 4 dicembre,tanta parte della maggioranza di governo ha solennemente promesso che avrebbero lasciato la politica se la riforma fosse stata bocciata dai cittadini.Ma ora che 20 milioni di elettori hanno cancellato la riforma che portava la firma di Maria Elena Boschi,sono ancora tutti lì.A partire proprio dalla Boschi,"madrina" della riforma costituzionale clamorosamente respinta dai cittadini.Maria Elena,infatti,uscita da Palazzo Chigi dalla porta laterale vi è rientrata da quella principale,in qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.Eppure fu lei,intervistata a "In mezz'ora" da Lucia Annunziata,a dichiarare:"Anche io lascio se Renzi se ne va:ci assumiamo insieme la responsabilità.Abbiamo lavorato insieme ad uno stesso progetto politico".Ed invece "arieccola":alla cerimonia di giuramento del Governo Gentiloni dei nuovi/vecchi ministri,lei c'era,caspita se c'era.




Maria Elena,però,non è l'unica a non conoscere le parole "dignità politica" e coerenza.Anche il deputato super renziano Ernesto Carbone,in una trasmissione tv,a precisa domanda rispose:"Sì, lascio la politica.Si tratta di essere seri.Se vince il NO,certo che vado a casa,perché vuol dire che ho fallito:grazie a Dio non campo di politica,nella vita ho un lavoro".Fa l'avvocato,l'onorevole Carbone ed è(dice lui)una persona seria.Ma se veramente serio fosse stato,sarebbe tornato a fare l'avvocato nella sua Cosenza,mentre invece lo hanno ancora avvistato dentro i palazzi del potere renziano.Altre belle parole sono poi venute dal ministro dei Beni Culturali,Dario Franceschini.Intervistato da "Repubblica",dichiarò che,in caso di vittoria del No,"si chiude bottega".Ma l'insegna:"chiusa per dignità" non è ancora comparsa sulla bottega politica di Franceschini.Ministro era prima con Renzi,Ministro è adesso con Gentiloni.E poi è stato il turno di Valeria Fedeli,che,parlando di una ipotetica vittoria del No,affermò di "non essere attaccata alla poltrona".E in effetti l'ha cambiata:è diventata ministro per l'Istruzione.E fa niente se aveva detto il falso,dichiarando di avere una laurea,quando invece non ha nemmeno un diploma di maturità.Tanto il web ha organizzato lo stesso la  "Festa di laurea di Valeria Fedeli"



E "dulcis in fundo",ecco "Lui",ecco Renzi.Il premier Matteo Renzi che ha lasciato sì Palazzo Chigi,ma è restato segretario Pd(non ha mica abbandonato la politica).A ben vedere è lui che realmente ha costituito il nuovo Governo,altro che Mattarella,mettendoci tutti i suoi fedelissimi.Ci ha messo il "suo" Premier(Paolo Gentiloni)i "suoi" Ministri(quelli che già c'erano da prima)e ci ha messo i suoi fedelissimi,come la Boschi e Luca Lotti,affidando loro centri strategici per il controllo dell'azione politica.Eppure per tutti i mesi che hanno preceduto il referendum non c'era giorno che non dicesse:"se dovessi perdere il referendum considererei conclusa la mia esperienza perché credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica".Ed ancora:"Io ho già la mia clessidra girata.Se mi va come spero,finisco tra meno di 7 anni.Se mi va male,se perdo la sfida o il referendum del 2016 vado via subito e non mi vedete più.Ci hanno detto che siamo attaccati alle poltrone,ma noi siamo attaccati alle idee"Ipse dixit il 20 marzo 2016 all'Assemblea deio giovani Pd.Poi fu la volta di Fabio Fazio,quello delle interviste-tappetino,rincarò la dose:"Se io perdo,con che faccia rimango.Ma non è che vado a casa,smetto proprio di fare politica".Come è andata tutti ora lo sanno.Nessun verso cambiato.Tutto come prima se non peggio di prima.


2 commenti:

Julia ha detto...

Ciao Clem, mi dispiace per il solito inconveniente del cannocchiale, non preoccuparti...
Condivido in pieno quello che hai scritto ma non voglio arrabbiarmi la vigilia di Natale..
Ti faccio gli auguri di buone feste e di giorni sereni e ti ringrazio della presenza costante.

Clem ha detto...

Ciao Julia,buone feste anche a te e auguri di ogni bene
Clem