Anche per la Chiesa e per la Fede cattolica il mese di Maggio rappresenta una unicità e una specificità tutt'affatto diversa.Fin dal Medioevo,quando si diffonde la preghiera del Rosario,e poi dalla tradizione nata nel Collegio romano dei Gesuiti per contrastare l’immoralità diffusa tra gli studenti fino alla devozione di San Filippo Neri e al magistero dei Papi,al mese di Maggio è legata la storia di una delle tradizioni popolari più amate e diffuse della religione cattolica e cioè la devozione a Maria.Della devozione mariana del mese di maggio come "mese di Maria" ne parla anche Marcel Proust nel primo libro della "Recherce",quello intitolato "Dalla parte di Swann".
Quella di dedicare un intero mese al culto e alla venerazione di Maria Vergine è una devozione popolare antica e molto sentita dai fedeli;il mese di maggio è infatti dedicato tradizionalmente alla Madonna con vari momenti di preghiera,con processioni e pellegrinaggi nei Santuari ed infine la recita del Rosario.Ma perché proprio maggio è il mese mariano per eccellenza ?Molti i motivi.Anzitutto nell’antichità greca e romana il mese di maggio era dedicato alle dee pagane collegate alla fertilità e alla primavera (rispettivamente Artemide e Flora).Questo,combinato con altri rituali europei che commemoravano la nuova stagione primaverile, ha portato molte culture occidentali a considerare maggio un mese dedicato alla vita e alla maternità.A maggio poi in molti Paesi ricorre in questo mese la festa della mamma che è una ricorrenza civile,non religiosa e che forse negli ultimi anni è diventata festività ancor più commerciale.In Italia cade la seconda domenica di maggio come in gran parte degli Stati europei,e così pure negli Stati Uniti,in Giappone,in Australia e in numerosi altri Paesi,mentre in Spagna cade la prima domenica di maggio.
Maggio come mese dedicato all'adorazione di Maria Vergine,dunque.Nel Medioevo,e più precisamente nel XIII secolo,Re Alfonso X detto il Saggio,re di Castiglia e Leon,celebrava Maria in alcuni suoi scritti come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica Signora,Luce dei santi e dei cieli».Sempre nel Medioevo c'è anche la nascita del Rosario,il cui nome si lega al richiamo ai fiori.A Maria,infatti,è legato indissolubilmente il Santo Rosario."O Rosario benedetto di Maria,catena dolce che ci rannodi a Dio" è la celebre frase di Bartolo Longo tratta dalla Supplica alla Madonna di Pompei che si celebra due volte l'anno,l'8 di maggio,e la prima domenica di ottobre.Il Rosario è legato alla figura di San Domenico di Guzman(Caleruega,1170–Bologna,6 agosto 1221)considerato il fondatore della devozione al Santo Rosario come strumento di predicazione e conversione.Si narra che la Vergine apparve a Domenico a Tolosa,consegnandogli il Rosario per combattere l'eresia.
La devozione a Maria è dovuta in gran parte anche ai Gesuiti,nel XVIII secolo.Ai tempi della Chiesa delle origini ci sono prove dell’esistenza di una grande festa in onore della Beata Vergine Maria che veniva celebrata il 15 maggio di ogni anno, ma solo nel XVIII secolo l'intero mese di maggio è stato dedicato alla Vergine Maria.In particolare,la devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma,dove la Compagnia di Gesù,per contrastare l’immoralità diffusa tra gli studenti dell'epoca,fece voto di dedicare il mese di maggio a Maria.Da Roma la pratica si diffuse ad altri collegi gesuiti, e da lì a poco a ogni chiesa cattolica di rito latino.Anche Papa Pio VII, per esortare tutti i cristiani alla pratica di questa devozione concesse(.....)a tutti i fedeli del mondo cattolico di onorare in pubblico o in privato la Beata Vergine con qualche omaggio speciale o preghiere devote».
Risale poi alla tenerezza di San Filippo Neri,universalmente noto come il "santo della gioia" o il "giullare di Dio",per il suo carattere aperto,dolce e gioviale,l’usanza di circondare di fiori le icone mariane.San Filippo Neri è stato un'importante figura della Controriforma,celebre a Roma per il suo spirito allegro,la carità verso i poveri e l'attenzione e la cura per i giovani.Fu fondatore dell'Oratorio,cioè quello spazio educativo,didattico e ricreativo rivolto al recupero della gioventù,ascoltando ed aiutando i ragazzi per tenerli lontano dai pericoli della strada e le difficoltà del tempo.Filippo utilizzava il suo approccio empatico e gioioso per educare,un approccio spesso sintetizzato nella frase a lui attribuita "state buoni se potete".
Fu un altro gesuita italiano,Annibale Dionisi,che contribuì a consolidare la pratica di dedicare l'intero mese di maggio alla Madonna.Dionisi era un religioso di estrazione nobile,con una vita contrassegnata dalla pazienza, dalla povertà, dalla dolcezza. Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei. Tra le novità del testo l’invito a vivere,a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani,nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine».Lo schema da seguire era molto semplice:preghiera(preferibilmente il Rosario)davanti all’immagine della Vergine,meditazione sui Misteri,fioretto e giaculatoria,cioè quello che ancora oggi si fa.
Nel 1945 Pio XII avvalorò l’idea di maggio come mese mariano.Ma l’invito a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di maggio viene da lontano,soprattutto come cemento di rapporti familiari e umani.Così,infatti scrieva in una sua Enciclica Pio XII:"(....)Invano si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile,se la società domestica,principio e fondamento dell’umano consorzio,non sarà ricondotta alle norme dell’Evangelo. Per ottenere un compito così arduo(.....)la recita del Santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace».
Anche Paolo VI incoraggiò questa devozione nata dal popolo. Nell’enciclica "Mense Maio" del 1965,Paolo VI indicò il mese di maggio come «il mese in cui,nei templi e fra le pareti domestiche,più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione».
Questa fede e questa devozione profondamente radicata nella coscienza popolare è dunque una realtà viva nella Chiesa e della Chiesa. Il culto mariano ha caratterizzato il cammino dei cristiani nei secoli non solo nella liturgia,ma anche attraverso molteplici espressioni devozionali e la stessa Chiesa riconosce l’importanza di tali pratiche per la vita del popolo cristiano.
Queste devozioni sgorgano dalla fede del popolo di Dio verso Cristo e la Vergine Maria,ritenuta non solo Madre del Signore ma anche Madre di tutti i cristiani.I fedeli comprendono e vivono il legame vitale che unisce il Figlio alla Madre,allo stesso modo con cui intuiscono che sua Madre è anche loro madre.La sentono come il fiore più bello della creazione,la rosa apparsa nella pienezza del tempo,quando Dio,mandando il suo unico Figlio,ha donato al mondo una nuova primavera.
Ma perchè nei credenti è così sviluppata la fede in Maria che così fortemente li spinge alla Sua devozione in questo mese?Quali sono le motivazioni per cui il popolo orienta la sua devozione particolarmente verso la Madre di Dio? Qual è il segreto profondo della devozione popolare?
Anzitutto Maria è per il popolo una presenza protettrice, viva e forte,esemplare e misericordiosa.Il popolo ha di Maria un "sensus fidei" essenziale, un intuito immediato del cuore:sente e conosce immediatamente, senza l'aiuto della ragione o della riflessione, che Maria veglia sulla Chiesa come una madre sui figli.Maria è sentita come Madre premurosa e sensibile alle umane necessità;e i fedeli l'avvertono come una persona pronta a rispondere ai bisogni concreti,attenta ad ascoltare le preghiere a Lei rivolte, disponibile al dialogo.Il mistero di Maria, la donna che parla di sé a chi si rende capace di ascolto, viene compreso dal cuore del popolo per conoscenza immediata.
Il popolo vede in Maria un'Essere di umana immediatezza e l'avverte come particolarmente attenta agli umani bisogni.Nella Sua figura,come un Vangelo senza troppa esegesi,il popolo avverte uno stile,un comportamento interamente umano, quello proprio degli umili, dei semplici, di chi giorno dopo giorno fatica a penetrare e decifrare il volere di Dio.
Il popolo avverte in Maria soprattutto alcune caratteristiche.Anzitutto Maria è vista come Madre potente e misericordiosa.Dio volle che il Salvatore fosse un germoglio della nostra razza,uscisse dalla nostra umanità per mezzo di Maria,la Madre Vergine.Ed è perciò Lei ad aver reso grandi anche noi, trasformato il volto della nostra umanità nel volto di suo Figlio che, per lei,è diventato nostro fratello.Madre di Dio,Maria è anche la nostra madre, per cui è colta come colei che manifesta in un cuore umano la potenza dell'amore infinito di Dio."Figlia del tuo Figlio" Dante fà dire a San Bernardo nel XXXIII canto del Paradiso nella Divina Commedia.
Maria è avvertita come mediatrice perché, attraverso di lei,Dio è venuto e viene a noi e questo è sperimentato dal popolo a partire dalle sue necessità,contraddizioni,angosce,sofferenze.Maria è Colei che comprende,che è attenta alle nostre sofferenze e che concede favori.Per questo l'appellativo "Madre di misericordia" riferito a Maria è uno dei più diffusi e più cari alla pietà popolare.
Di fronte a Maria potente e misericordiosa, il popolo avverte il vuoto radicale del suo essere,e tutta la realtà del peccato. Maria è vista come radicalmente diversa da noi peccatori perché "tutta santa","tutta pura"("Tota pulchra es Maria" è il canto che a Lei sale dal più profondo del cuore di ogni credente)
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