Ci sono anniversari,specie quando cadono tondi come questo,che non si possono ignorare.E quello del 16 dicembre 2025 è uno di questi.250 anni fa,il 16 dicembre 1775 nasceva la grande scrittrice inglese Jane Austen nasceva.E della grandezza letteraria di Jane Austen se ne accorse un'altra grandissima scrittrice inglese,Virginia Woolf che sulla Austen così scrive:"In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”
Non si contano, nei cinque continenti, gli appassionati di Jane Austen che continuano a leggere le sue opere o rivedere le fortunate riduzioni per il grande e piccolo schermo di Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Persuasione, Emma ecc.
La vita di questa donna portentosa, come di molte altre scrittrici vissute tra Ottocento e Novecento, per non parlare dei secoli precedenti (ad esempio le sorelle Bronte,che,relegate in una cucina,creavano personaggi che nascevano dal nulla e letteralmente dalla penuria di carta),è segnata da un’essenzialità quasi monastica. Il trasferimento a Bath, nel 1801, segna un periodo di sterilità creativa;la morte del padre nel 1805 priva Jane, l’amata sorella Cassandra e la loro madre della sicurezza economica;solo nel 1809,a Chawton Cottage, Austen ritrova, grazie al fratello(un uomo guarda caso),un luogo e un tempo di lavoro. Da quella stanza, chiudendo in fretta il manoscritto quando qualcuno entra,provengono "Ragione e Sentimento","Orgoglio e Pregiudizio" e tutti gli altri suoi capolavori.La modernità del romanzo inglese nasce in quelle quattro mura;non nei salotti o nei balli,ma nella devozione alla forma di Jane Austen che si fa parola,talora silenzio,diventando rivoluzione del romanzo (e delle donne).Quanto si chiacchiera nei salotti inglesi che racconta Jane Austen. Pare di sentirlo, quel brusio. La volgarità della voce della madre di Elizabeth di "Orgoglio e pregiudizio",il fiume di parole pompose di Mr Collins ma anche il silenzio di Mr Darcy.
Libertà non è una parola che viene in mente pensando a Jane Austen.Eppure quella parola è sempre presente nei suoi personaggi,soprattutto femminili.Ed è questa parola che ci fa capire la ragione della sua fama.Come ha fatto questa signorina,vissuta nel rettorato di un piccolo paese inglese, senza grande esperienza del mondo, a inventare sei romanzi perfetti,che sono ancora letti da milioni di persone,ancora dopo 250 anni e ancora in tante parti del mondo? Come è riuscita a mettere tutti d’accordo,quantomeno sulla sua capacità compositiva,sull’equilibrio delle sue trame,del suo stile,paragonato da alcuni critici,per leggerezza e complessità,addirittura a quello di Mozart,suo contemporaneo,come fu notato dalla stessa Virginia Woolf e dal critico letterario americano Lionel Trilling, ma soprattutto da Robert K. Wallace che approfondì in maniera importante questo tema nel suo libro del 1983, "Jane Austen and Mozart: Classical Equilibrium in Fiction and Music".
Jane Austen visse fra la fine del '700 e l’inizio dell’800,in un secolo in cui il destino femminile sembrava segnato in modo ineluttabile dalla necessità:quella società patriarcale e ferocemente divisa in classi assicura la sopravvivenza alle donne solo attraverso il matrimonio,la loro dipendenza economica da padri,fratelli,mariti è totale.Nessuna possibilità di lavoro,se non per le classi inferiori.Al massimo per le ragazze orfane e povere ma istruite (di solito in un orfanatrofio),c'era la prospettiva di diventare dame di compagnia o istitutrici.Di questa condizione femminile Austen è consapevole in prima persona:per tutta la vita dipenderà prima dal padre e poi dai fratelli,eppure non ne accenna,non se ne lamenta mai;lei scrive «senza odio,senza paura e con coraggio.Lei è ben consapevole che la società del suo tempo limitava fortemente le donne ma questo non le impedì di avere una mente libera,che è innanzitutto libertà di postura morale di stare nel mondo con fierezza.
Ed è questa stessa libertà che la Austen dà alle ragazze dei suoi romanzi, trasformandole da eroine passive,sentimentali e sdolcinate (come spesso erano rappresentate nei romanzi dell’epoca),in protagoniste attive del loro destino. Salta lo schema seduttrice/sedotta,o perbene/permale,salta il matrimonio come fine ultimo,ora per la giovane protagonista austeniana il matrimonio è l’esito di una ricerca più cruciale, la sua stessa felicità.Emblematica è "Lizzy" in "Orgoglio e Pregiudizio".In Austen,quindi,il tema del desiderio di felicità femminile non coincide necesseriamente ed unicamente col matrimonio ed anzi la realizzazione piena della donna prevale sull’abusata trama matrimoniale,ed è per questo che siamo di fronte a un radicale cambiamento di prospettiva,in cui la protagonista si mette in gioco come soggetto liberamente pensante e parlante, non permette più che a definirla siano lo sguardo e la parola maschile.È una rivoluzione.Libertà,appunto.
Con la costruzione della soggettività femminile,Austen crea così la tensione dominante verso l’infinito della libertà. Solo un miracolo di tal fatta può forse risolvere l’enigma profondo della sua voce che riesce a scrivere della vita che osserva, non contro qualcosa o qualcuno, ma semplicemente della vita in sé, fin nella più minuta quotidianità, fino a restituirne le forme complesse e libere. Eccola allora che Jane Austen arriva fino a oggi,fino a noi che la "sentiamo" presente anche dopo 250 anni dalla nascita,con la sua intelligenza allegra, il suo sguardo lucido e spietato, il suo giudizio sul mondo spregiudicato e moderno.
Dunque la Austen non era una "femminista",a dir così;non contestava le regole sociali nelle quali vivevano le donne della sua epoca.Ma pur senza dissentire apertamente dalle convenzioni dell’epoca, che inculcavano alle ragazze della sua classe sociale la necessità di saper dipingere, disegnare, ricamare, suonare uno strumento, occuparsi della casa e conversare con proprietà per essere adatte al ruolo di spose e madri, Jane ha disseminato qua e là nei suoi romanzi delle “mine” capaci di far saltare in aria questi e altri stereotipi,in modo sorridente ed equilibrato.
La Austen era donna di non comune intelligenza e sensibilità,educata all’integrità morale e ai valori cristiani(era figlia di un pastore anglicano di Steventon)sapeva osservare il mondo che la circondava.Sapeva osservare con sguardo penetrante,ora divertito,ora spietato,ora compassionevole, pregi e difetti del suo piccolo mondo,pur nella limitatezza delle esperienze umane che esso poteva offrirle.Il successo di questa scrittrice,così protratto nel tempo,probabilmente è da attribuirsi anche al fatto che, mentre il nostro quotidiano ci offre spettacoli di volgarità e di eccessi dai quali la dignità dell’uomo esce avvilita,la Austen ci porta in un mondo dove si vive con garbo,stile,discrezione,dove hanno posto i sentimenti, scandagliati con acutezza ma anche con umorismo.Se poi si aggiunge un narrare elegante e nitido,una costruzione abile delle trame, la capacità di tratteggiare i personaggi e ritratti di natura con enorme freschezza si capisce perchè celebriamo Jane Austen ancora 250 anni dopo.Si pensi al ricorrente elemento della sua opera, popolata di tenute aristocratiche con ampi parchi, piccoli giardini e alberi solitari,che hanno un impatto significativo sulla vita delle sue eroine.
Jane Austen era dunque una ironica e acuta osservatrice del suo tempo, pur guardato dal ristretto punto di vista dei salotti del padre ecclesiastico.E pur tuttavia da quel microcosmo i suoi romanzi diventano racconto universale,per un’eredità che dal primo Ottocento continua ancora oggi ad attrarci verso quei suoi sei libri nei quali ha cristallizzato un’epoca, la sua,e,sembrerà strano,anche la nostra.Perché quello che Austen fà è narrare l’umanità:relazioni,intrecci familiari,cicalecci di madri,figlie intraprendenti e istruite strette dai lacci delle convenzioni sociali, e sorelle,zie, zitelle.Con la garanzia,però,del lieto fine,a dispetto di questi nostri tempi:perché la ricerca della felicità, ovvero l’amore, che anima i suoi personaggi alla fine arriva.
A 250 anni dalla nascita, Jane Austen rimane una delle autrici più amate della letteratura inglese, una voce viva, fuori dal tempo, capace di parlare ancora ai lettori di tutte le età. A 250 anni dalla nascita, Jane Austen non smette di essere contemporanea. Le sue storie di quotidianità, tra amori complicati e intrecci sociali con la campagna inglese sullo sfondo, sono in realtà storie senza tempo su desiderio, autonomia, classe sociale e condizione femminile.Tra ironia tagliente e dialoghi memorabili, Austen ha dato voce a temi su cui ancora ci interroghiamo: il rapporto tra individuo e società, il conflitto tra sentimento e convenzioni, il valore dell’educazione e della lettura.Pur essendo vissuta in un’epoca in cui il ruolo delle donne era rigidamente definito, l’autrice è riuscita a trasformare la sua esperienza personale e l’osservazione del mondo circostante in letteratura di grande modernità. Nei suoi romanzi i personaggi femminili non sono mai figure passive, ma donne dotate di acume, intelligenza, spirito critico e ironia.
Lei non appartenne a nessuna corrente o epoca letteraria, a nessuna stagione filosofico-culturale: fu tante cose insieme, fu unica e libera, in una parola fu e rimane una delle più grandi scrittrici di ogni tempo.Eppure nel leggere i romanzi della Austen qualcuno potrebbe obiettare:ma quelle sono cose sorpassate, cose di un mondo tutt'affatto diverso.E invece no. A parte il fatto che, come suggeriva Italo Calvino nel suo libro "Perchè leggere i classici",
Non sempre per scrivere capolavori è necessario frequentare accademie,circoli letterari,correnti culturali.Basta il genio.Come per la Austen che visse senza strepito,danzò compìta nei balli di società della sua epoca,in cui non incontrò mai prìncipi azzurri.Leggeva e scriveva tanto la Austen.E osò pubblicare.Esordì sommessamente, ebbe successo solo verso la fine della sua breve vita(si spense a soli 42 anni,per una forma di tisi).Le sue storie svolgono mirabili intrecci psicologici su narrazioni perfette di costume e di società, naturalmente sempre dal punto di vista dei gentiluomini che possiedono ville e sostanza e del piccolo mondo antico che gira loro intorno. Jane Austen, figlia di quel mondo, possiede il graffio geniale e divertito per punzecchiarne i riti e il perbenismo.Nei suoi romanzi nessuna rivoluzione sociale o di sessi;soltanto la critica destata dall'intelligenza e dallo humor finissimo. La trama romanzesca si addensa in intrecci fitti di conversazioni e riflessioni interiori.Ecco perchè,250 anni dopo,Jane Austen è ancora così letta,ecco perchè ancora la ricordiamo.
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